Crying Steel «Agent Steel» (2026)

Crying Steel «Agent Steel» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Owen »

 

Recensione Pubblicata il:
31.08.2026

 

Visualizzazioni:
86

 

Band:
Crying Steel
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Titolo:
Agent Steel

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Tiziano Sbaragli - voce
Paolo Nocchi - chitarra
Franco Nipoti - chitarra
Marco Zirondelli - basso
Luca Ferri - batteria

 

Genere:
Heavy Metal

 

Durata:
41' 21"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
26.06.2026

 

Etichetta:
Pride & Joy Music
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Tra le più longeve metal band italiane ci sono indubbiamente i bolognesi Crying Steel, che con la loro pietra miliare On The Prowl del 1987 segnarono l’Heavy Metal made in Italy. Un vero album culto per la scena nostrana. Nonostante le varie vicissitudini e i cambi di formazione negli anni passati, la band capitanata dagli storici ed irriducibili Franco Nipoti alle chitarre e Luca Ferri alla batteria, vede l'ingresso in questo nuovo full-length del cantante Tiziano Sbaragli, che prende il posto di Tony Mills, mentre i nuovi arrivati Paolo Nocchi alla chitarra e Marco Zirondelli al basso sono già rodati dal loro ingresso avvenuto nel 2021. I Crying Steel di oggi ci tengono a dimostrare il loro fantastico stato di salute con un disco che è puro Classic Metal al 100%, pur non risparmiandosi qualche piccola sorpresa. Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, la voce di Sbaragli è estremamente interessante: un timbro graffiante, nasale e acuto, in perfetta linea con i padri del genere Accept, Krokus e (indubbiamente) i primi AC/DC. Insomma, un perfetto stile 80s Metal, quando l'hard rock e il rock'n'roll si miscelavano in modo divertente e, al tempo stesso, coriaceo con i sussulti della NWOBHM. Nelle chitarre si avverte l'influenza di Accept e Judas Priest, oltre al riffing serrato e stradaiolo dei primi Saxon. Così Arrival centra il segno con la sua immediatezza e la sua durezza solenne e teutonica, mentre You Got The Look risulta più ruffiana e rock'n'roll. Under Cover è un ottimo brano, molto ispirato e trascinante, dotato di una buona melodia vocale e di un lavoro di riffing essenziale, che insegue il doppio pedale in blast beat della batteria di Ferri. Just Played On è forse il secondo brano più melodico e ruffiano, indubbiamente molto divertente, ma che non lascia tuttavia il segno. Per chi scrive, la triade To Remember, Coming Home, My Heart Steel Rocks rappresenta il momento compositivo più alto di questo ottimo album. La voce di Sbaragli raggiunge l'apice della performance su questo disco, non disdegnando acuti alla Rob Halford con grande dovizia e gusto; gli arrangiamenti e il riffing sono pura goduria per gli amanti del metal britannico. Coming Home sembra uscita da Denim And Leather (1981) dei Saxon e piace per il suo approccio più ottantiano e fedele alla linea, impreziosito da un ottimo lavoro solista da parte dei due chitarristi della band. La più rockeggiante e priestiana My Heart Steel Rocks dimostra ottime idee melodiche e trascinanti in un tripudio di inni al rock elettrizzanti e da head-banging senza un domani. Con Queen Of Grinder si torna a una durezza in pieno stile defender, ma con un'apertura sul ritornello molto rock'n'roll che sa divertire e coinvolgere l'ascoltatore. You Steal My Soul offre un'ottima prestazione tecnica della sezione ritmica, che dimostra di essere incredibilmente coriacea grazie a una batteria in doppio pedale e a un basso dotato di ottimo tiro e groove, capaci di sorreggere l'intero brano. La finale e veloce No One's Crying è ovviamente una sorpresa: una rivisitazione di uno dei migliori classici della band, in cui presta la voce nientemeno che il mitico Ralf Scheepers dei Primal Fear in veste di ospite. In definitiva, questo disco è divertente, non annoia e tiene botta. Malgrado una veste grafica un po' cartoonesca che non fa gridare al capolavoro, le composizioni sono di buona qualità, con una produzione molto curata seppur non super moderna, che forse non necessita di quel sound troppo compresso e un po' plasticoso del metal odierno. Ciò che conta è ritrovare una band di pionieri che ha ancora voglia di scrivere musica per sé stessa e per i propri fan, un'operazione in cui si percepisce davvero tanto cuore. Un cuore di vero acciaio, per la gioia e le lacrime dei veri defender e dei nuovi fan del domani, che un giorno raccoglieranno il testimone e diffonderanno il verbo. Non si molla mai.

Track by Track
  1. The Arrival 70
  2. You Got The Look 65
  3. Under Cover 75
  4. Just Played On 65
  5. To Remember 80
  6. Coming Home 80
  7. My Heart Steel Rocks 80
  8. Queen Of Grinder 75
  9. You Steal My Soul 75
  10. No One's Crying 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 60
  • Tecnica: 85
Giudizio Finale
74

 

Recensione di Owen » pubblicata il 31.08.2026. Articolo letto 86 volte.

 

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