Noise Trail Immersion «Tutta La Morte In Un Solo Punto» (2025)

Noise Trail Immersion «Tutta La Morte In Un Solo Punto» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Bata »

 

Recensione Pubblicata il:
12.08.2026

 

Visualizzazioni:
170

 

Band:
Noise Trail Immersion
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Titolo:
Tutta La Morte In Un Solo Punto

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Simone Crivello – Drums
Lorenzo Sirotto – Bass
Daniele Vergine – Guitars
Fabio Rapetti – Vocals
Nebil Jabnoun – Guitars

 

Genere:
Post Black Metal / Progressive / Mathcore

 

Durata:
42' 35"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
27.06.2025

 

Etichetta:
I, Voidhanger Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Rieccomi a stressarvi prima delle meritate ferie con un gruppo a me sconosciuto, nonostante siano al loro quinto album; e parlo dei piemontesi Noise Trail Immersion.
Non avendoli mai ascoltati non ho termini di paragone ma di certo qua siamo in pieno rumore; rumore brutale viscerale; un mix di black metal, post black metal e qualche goccia di mathcore davvero feroce. Un mix a cui aggiungono qualche bricioal di death per renderlo ancora più pesante e nero come la pece.
Il fatto poi di cantare in italiano (e leggendo in giro è il primo lavoro in cui tutti i brani sono cantati nell’italica lingua) me li rende già simpatici! Spettacolare il lavoro delle due chitarre, che sparano riff talmente contorti e malati da renderli quasi angosciosi (dai, passatemi il termine). Pazzesca la sezione ritmica, quasi schizofrenica. E la voce, che passa da urla pazzesche, viscerali a passaggi quasi nitidi ma mai puliti ma sempre selvaggia da tenerti li incollato ad ascoltarla.
A tal riguardo provate ad ascoltare Spettacolo, loro quarto pezzo e ditemi cosa ne pensate. Non da meno il pezzo iniziale, Divampa l’ignoto. Puro caso sonoro ai massimi livelli. Sembra rallentare subito il secondo pezzo, Spire di sangue, ma non fatevi ingannare!! Anche Arde e respira sembra tranquillizzare la furia omicidia del gruppo, ma è solo illusione. Sogno a se stante, quinto pezzo del lotto, è malvagità pure, con quegli arpeggi puliti, pazzeschi! Sembrano andare su binari più normali in Culla e bara ma ci pensano le due asce a ricordarci chi sono! Finzione invece è caos puro, malvagio; la caduta nel baratro piu profondo.
In questo lavoro non c’è un attimo di pausa! Musica, rabbia e caos ti arrivano diretti al petto senza lasciarti il tempo di rifiatare.
O forse questa tregua, se di tregua si può parlare, arriva con Sogno a se stante; stavolta le chitarre sono pulite e sembra che possiamo rifiatare davvero ma l’oscurità che emana questo pezzo è davvero angosciosa, malata.
E forse il pezzo che si distacca per quanto riguarda i suoni e la durata (visto che tutti i pezzi viaggiano sui 5 minuti) è l’ultimo pezzo in scaletta (che da il titolo al lavoro) che invece tocca i 7 minuti e viaggia su binari leggermente diversi, quasi post metal, quasi un suono rituale.
Ecco nonostante abbia cercato di sezionare il lavoro pezzo per pezzo vi consiglio di immergervi in toto nel lavoro; sarà una frase fatta ma di certo questo non è un disco da un ascolto e via. Fa male, è un viaggio doloroso ma va ripetuto più volte per capirlo in pieno.
E mea culpa non averli conosciuti prima.
Pazzeschi e spettacolari, nient'altro da aggiungere.

Track by Track
  1. Divampa L’Ignoto 90
  2. Spire Di Sangue 90
  3. Arde E Respira 85
  4. Lo Spettacolo 85
  5. Sogno A Sé Stante 90
  6. Culla E Bara 90
  7. Finzione 85
  8. Precipizio Consapevole 85
  9. Tutta La Morte In Un Solo Punto 90
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 85
  • Qualità Artwork: 95
  • Originalità: 95
  • Tecnica: 90
Giudizio Finale
90

 

Recensione di Bata » pubblicata il 12.08.2026. Articolo letto 170 volte.

 

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