Gom Jabbar «Gom Jabbar» (2026)

Gom Jabbar «Gom Jabbar» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Sabba Maledetto »

 

Recensione Pubblicata il:
20.07.2026

 

Visualizzazioni:
100

 

Band:
Gom Jabbar
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Titolo:
Gom Jabbar

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Fabio "Kenobit" Bortolotti, voce e Game Boy
Federico "Stormo" Trimeri, chitarra

 

Genere:
Cyberpunk

 

Durata:
23' 3"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
26.06.2026

 

Etichetta:
Subsound Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Metaversus PR
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Recensione

Nonostante io sia uno dei fan più puristi del metal, non ho mai disdegnato l’ascolto di altri generi musicali altrettanto rumorosi come il punk o estremi come l’aggrotech; in particolare l’electro-dark che mi piace ascoltare ancora di più dal vivo, cosa che mi è capitata spesso durante il periodo trascorso a Roma.
Quando lessi il nome dei Gom Jabbar accanto al genere cyberpunk, la mia curiosità si amplificò all’estremo e mi feci subito inviare il materiale per poter ascoltare e recensire il loro disco.
L’album, dal titolo con lo stesso nome della band, è il debutto dei Gom Jabbar e segna l’origine di nuovo capitolo per due musicisti autori di una musica alquanto particolare: una chitarra estremamente distorta, esegue il ritmo di sonorità elettroniche prodotte da un Game Boy d’annata, che rende particolarmente innovativo e distinto da tutti gli altri, il genere suonato dai Gom Jabbar.
Cominciamo ad analizzare le sonorità prodotte dal Game Boy, la parte che più mi ha colpito del sound di questa band: la console Nintendo, viene usata in questo caso per sostituire la batteria ed i synth industriali, creando pattern ritmici e geometrici liberando onde quadre taglienti oltre i limiti del clipping.
Il chip della console è un LR35902 che produce linee gommose e profonde, alternando frequenze più acute e stridule rendendo l’atmosfera molto fantascientifica, distopica, sinistra; un qualcosa che sa molto di tinte alla Blade Runner, facendo ascoltare uno stile sonoro completamente diverso a cui si è abituati.
La chitarra libera riff graffianti e taglienti, privi di qualsiasi melodia in perfetta linea con la corrente del punk più “old-school” nato dalle menti degli Exploited: grezza e dalle note sudicie che fanno fare un salto nel passato a chiunque si trovi ad ascoltare le tracce contenute in questo album.
Anche il cantato ricorda molto la timbrica usata nei primi anni ’70, in particolare segue l’onda retorica di Johnny Rotten, frontman delle leggende del punk Sex Pistols: una voce registrata appositamente di bassa qualità, sofferta e fangosa, proprio come stabilito tassativamente dalla corrente di quei tempi ormai lontani.
Gom Jabbar è un album che riporta alla luce lo stile del punk della vecchia tradizione degli anni ’70, quando gruppi come Sex Pistols ed Exploited riempivano le platee con loro canti di protesta affamati di riscatto con le loro creste colorate, gli abiti sdruciti e le borchie assassine; fondendolo con un sound elettronico che ti catapulta in un futuro ucronico dove l’eterna lotta di chi vive nelle retrovie delle città si rivolge contro un potere che ha già preso il controllo delle menti umane lobotomizzandoli e riassemblandoli con una nuova identità da schiavi.
Un album dove il passato s’incontra con il futuro senza tenere in conto il presente, che ricorda a chiunque lo ascolti che, nonostante il tempo ormai trascorso, il “punk non è ancora morto”.

Track by Track
  1. Hack Yourself 75
  2. Ready For The Apocalypse 80
  3. Copyfight 70
  4. Don’t Buy Nothing 70
  5. Fuck Your Phone 65
  6. No Followers 75
  7. Bullshit Jobs 80
  8. The Consequences 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 95
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
76

 

Recensione di Sabba Maledetto » pubblicata il 20.07.2026. Articolo letto 100 volte.

 

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