Graven «March of the Broken» (2025)

Graven «March Of The Broken» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Wolverine »

 

Recensione Pubblicata il:
16.07.2026

 

Visualizzazioni:
171

 

Band:
Graven
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Titolo:
March of the Broken

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
- Luca Pasini :: Guitars, vocals, synths, bass, and programmed drums;

 

Genere:
Epic / Atmospheric Black Metal

 

Durata:
33' 14"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
10.06.2025

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
Iron Backstage PR
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Recensione

Da Rimini, la one man band Graven, progetto del polistrumentista Luca Pasini, rilascia il proprio debutto discografico con “March Of The Broken”, un disco che abbraccia l’epicità su contesti di matrice black metal attraverso un apparato sonoro pregno di atmosfere oltre che di altalenanti andature e immancabili melodie. Le cinque tracce del lavoro incarnano un viaggio musicale attraverso le rovine dell'anima e i frammenti della rinascita dove l’autore narra una storia cupa ed epica, intrecciando scenari fantasy in decadenza e un'introspezione personale cruda e sincera. L'album segue le vicende di un gruppo di sopravvissuti che abbandonano la propria terra natale alla ricerca di una terra promessa, finendo però per sprofondare nella follia e nell'orrore. Attraverso la devastazione e la sofferenza, essi riescono infine a riconquistare la propria integrità e a dare vita a un nuovo inizio. Questa odissea immaginaria ne rispecchia una reale: la lotta contro il disturbo ossessivo-compulsivo, il crollo di antichi ideali e la rinascita grazie all'amore, all'accettazione di sé e a uno stile di vita più autentico. Le cinque tracce risultano ben disposte attraverso un quadro ritmico sia personalizzato che vario all’interno del quale a prendere il sopravvento, sono le demoniache invocazioni parlate e cantate dell’autore disposte con uno scream cupo e ovattato che esterna compiutamente l’ideale proposto. Molto scenografici i corali al femminile, realizzati dall’autore con il synth, e comparsi su alcuni brani tra cui l’opener “Uncharted Dreams” e “The Light That Failed”; di impronta molto moderna, ma pur sempre melodico, è “A Hundred Deaths” una traccia non troppo varia nei contenuti che ben presto lascia il posto alla potente “March of The Broken”, traccia che sfiora i dieci minuti di ascolto caratterizzata da una furiosa batteria che per la maggior parte della durata prende il sopravvento anche sopra le melodie di sottofondo per poi dedicarsi ad un contesto più bilanciato sia sui toni che sul contesto epico; chiude il disco l’epica “Our Wounds, Our Crown” traccia caratterizzata dall’utilizzo dei flauti e disposta in un mid tempo alternato con progressivi accenti di chitarra. Un debutto completo e scorrevole, privo di intoppi e ricco di iniziative tra melodie, oscurità e immancabile delirio.

Track by Track
  1. Uncharted Dreams 80
  2. The Light That Failed 80
  3. A Hundred Deaths 80
  4. March Of The Broken 75
  5. Our Wounds, Our Crown 80
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 80
  • Qualità Artwork: 80
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
79

 

Recensione di Wolverine » pubblicata il 16.07.2026. Articolo letto 171 volte.

 

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