Stranger Vision «FAUST Act 1 : Prelude To Darkness» (2024)

Stranger Vision «Faust Act 1 : Prelude To Darkness» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
12.07.2026

 

Visualizzazioni:
120

 

Band:
Stranger Vision
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Titolo:
FAUST Act 1 : Prelude To Darkness

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Ivan Adami :: Vocals
Riccardo Toni :: guitars, keyboards and orchestrations
Daniele Morini :: bass
Alessio Monacelli :: drums

GUESTS:
James LaBrie :: Vocals on "Nothing really matters"
Angelica patti :: Vocals on "Two souls"
Simone bertozzi :: Vocals on "Carpe diem"

 

Genere:
Prog Power Metal

 

Durata:
46' 0"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
08.11.2024

 

Etichetta:
Wasteland Records
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Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
CMM Marketing
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Recensione

Ritornano i Modenesi Stranger Vision, un gruppo Power/Heavy Metal con più di un debole per le partiture sofisticate, che si è fatto notare con un paio di begli album in passato. Oggi i Nostri ritornano con un concept album sul Faust di Goethe (Onestamente, non il concept più originale che si potesse pensare, ma fa niente) che come si capisce sin dal titolo del disco, tratta solo della prima parte, lasciando la seconda parte a un disco futuro.
Il sound di “Faust Act 1”, nonostante ciò che il titolo dell’album ci potrebbe far pensare, non è affatto cupo, anzi spesse volte suona come un Heavy Metal ben suonato, fresco a livello di composizioni e con un mood molto fiero, orgoglioso e a volte solenne, che permea tutto l’album. Lo si può sentire nella bella opener “Strive”, ficcante e con una buona passione per il symphonic metal, dotata di un buon assolo, e in una “Nothing really matters” da singolo, ben congegnata e con un ottimo lavoro di riffs di chitarra e di arrangiamenti, e questi due brani costituiscono di fatto il leit motif dell’album, che a volte si fa più potente come in “Look into your eyes”, altre volte suona più melodica come in “Two souls”, mentre la solennità esce fuori in “In Principium”, non distante da certi Helloween ma rivisti dagli Stranger Vision, per finire con una “Carpe Diem” più tendente al sinfonico e una “Fly” più diretta e più tipicamente metal, che fa da buona conclusione dell’album, graziato da un songwriting agile e pulito, nonché ben personalizzato.
Fin qua, tutto bene, però va detto che c’è un neo, secondo me, che rende l’ascolto di quest’album un po’ meno riuscito. Mi spiego: per quanto “Faust Act 1” suoni bene come disco in sé, suona un po’ strano nell’insieme e mi fa sospettare che per quanto gli Stranger Vision sanno senz’altro svolgere il loro lavoro dal punto di vista del metal, hanno un po’ di difficoltà a far quadrare tutto quando si tratta di usare la carta del disco concept. Il disco infatti suona come detto energico e grintoso, in contrasto con i testi che indagano l’occulto (lo si percepisce che è un concept sul Faust solo da qualche parola nel ritornello di qualche brano), ma questo non è un problema, visto che si può comunque scrivere un buon disco nonostante la scollatura di umore tra testi e musica. Il problema nasce però se la seconda parte di “Faust Act 1” rivela una band che invece di continuare a pestare sulla componente metal, va a perdersi nel dubbio se perseverare su quella via o se deve suonare più descrittiva e in linea con il concept, e per questo la seconda parte suona strana, con una “Dance of darkness” che è un brano proprio a metà tra il bivio suddetto, e con un intermezzo ulteriore che spegne un po’ l’adrenalina del brano. Si potrebbe pensare che forse il disco finisce in maniera introspettiva, ma invece gli ultimi due veri brani tornano al mood di inizio album, disorientando un po’, e con la conclusione che è affidata a un’altra strumentale breve, senza che ci sia una vera canzone di chiusura. Tutto questo penalizza la seconda parte dell’album, che fa suonarlo molto meno a fuoco.
In conclusione, “Faust Act 1” è un bell’album, ma la seconda parte suona strana (che si tenga conto del concept o che si badi solo alla musica), e finisce in maniera un po’ pedestre, con un certo qual punto interrogativo sopra la testa dell’ascoltatore a fine disco proprio per questo motivo. Forse pubblicare l’Act 2 di lì a poco o fare l’intera opera a due cd avrebbe reso migliore la visuale d’insieme del concept e dell’album, o almeno avrebbe sopperito a questa lacuna con il lato metal. Ho aspettato proprio per questo a recensire quest’album, ma ad oggi (Luglio 2026) il dubbio resta insoluto. Non ci rimane che ascoltare la parte 2 quando uscirà, sperando che i dubbi sul primo atto vengano spiegati nel secondo. Fino ad allora, dovremo tenerci questo album, composizionalmente molto buono, ma non molto riuscito per quanto riguarda il concept.

Track by Track
  1. Prologue in heaven - Intro S.V.
  2. Strive 80
  3. Nothing really matters 80
  4. Look into your eyes 75
  5. Two souls 75
  6. Prologue of John - Intermezzo S.V.
  7. In Principium 75
  8. Dance of Darkness 60
  9. The Covenant - Intermezzo S.V.
  10. Carpe Diem 70
  11. Fly 75
  12. New Life - Outro S.V.
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 75
  • Qualità Artwork: 70
  • Originalità: 70
  • Tecnica: 75
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 12.07.2026. Articolo letto 120 volte.

 

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