Irreverence «Forsaken» (2024)

Irreverence «Forsaken» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Snarl »

 

Recensione Pubblicata il:
14.11.2025

 

Visualizzazioni:
165

 

Band:
Irreverence
[MetalWave] Invia una email a Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagine GooglePlus di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina ReverbNation di Irreverence [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina SoundCloud di Irreverence

 

Titolo:
Forsaken

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Davide Firinu :: Drums
Riccardo Paioro :: Guitars, Vocals
Gianluca Dalla Riva :: Bass
Marco Colombo :: Guitars

 

Genere:
Thrash / Death Metal

 

Durata:
38' 35"

 

Formato:
CD

 

Data di Uscita:
01.04.2024

 

Etichetta:
Autoproduzione

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Arrivano al sesto album gli Irreverence da Milano, band abbastanza nota, e da sempre fautrice di un metal più thrash che death, che si è andato personalizzando col tempo, prediligendo la componente thrash metal e una buona dose di tecnica, ravvisabile nella chitarra solista e in un songwriting abile e con arditi ma ben calibrati cambi di tempo, con un occhio strizzato anche al metal un po’ più moderno stile “Violent Revolution” dei Kreator, che si vede nelle incursioni melodiche di brani come l’opener “Pit”, ad esempio.
IL tutto, devo dire, contribuisce a rendere “Forsaken” un album positivo ancora una volta, costellato di buoni brani apprezzabili, come la bella “Black Hearts”, brutale ma anche più groovy nel ritornello, che poi evolve con dei guizzi solisti notevoli, per poi terminare su territori più tecnici, o come l’altrettanto valida “Buried Alive”, potente e che va dritto al punto, anche se forse il mio brano preferito è dato dalla terza “Blleding anymore”, che spicca per un songwriting fresco e coinvolgente. Potrei anche parlare dell’arrembante title track o della potente “To us to blame”, ma il concetto credo sia reso.
Un disco dunque buono, ma che forse possiede qualche difettuccio, consistente in particolare nel fatto che il disco pur suonando tecnico e ben congegnato, suona forse un po’ monocromo, e secondo me si potevano chiedere alcuni brani più diversificati, lenti o quantomeno più lineari che ne differenzino l’ascolto, facilitandolo. Come risultato si ha che senz’altro ascoltiamo quasi 39 minuti di una musica molto gradevole, ma il cui disco finisce così come inizia senza troppe variazioni, donando a “Forsaken” un certo retrogusto di disco di nicchia che forse poteva essere eliminato.
Non si tratta comunque di un difetto grave, visto che comunque i lati positivi supperiscono facilmente a questo negativo. “Forsaken” è comunque un album gradevole e avvincente, che dimostra come per evolversi in questo genere non è necessario mettere (odiatissimi) ritornelli puliti o edulcorarsi.

Track by Track
  1. Pit 75
  2. Black Hearts 75
  3. Bleeding Anymore 75
  4. Buried alive 75
  5. To us to blame 75
  6. Stand or fall 70
  7. Faceless 70
  8. Forsaken 75
  9. Scapegoat (Revisited) 70
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 70
  • Qualità Artwork: 75
  • Originalità: 75
  • Tecnica: 70
Giudizio Finale
73

 

Recensione di Snarl » pubblicata il 14.11.2025. Articolo letto 165 volte.

 

Articoli Correlati

News
Concerti
  • Spiacenti! Non sono disponibili concerti correlati.