Aquefrigide «Un Caso Isolato» (2007)

Aquefrigide «Un Caso Isolato» | MetalWave.it Recensioni Autore:
Aqualunaedreams »

 

Recensione Pubblicata il:
--

 

Visualizzazioni:
1135

 

Band:
Aquefrigide
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Titolo:
Un Caso Isolato

 

Nazione:
Italia

 

Formazione:
Bre Beskyt Dyrene :: Voce, Chitarra, Basso, Batteria

 

Genere:

 

Durata:
54' 54"

 

Formato:

 

Data di Uscita:
2007

 

Etichetta:

 

Distribuzione:
---

 

Agenzia di Promozione:
---

 

Recensione

Uno dei dischi più belli che mi sia capitato di ascoltare. Annichilente nella sua follia, disturbante nella sua angoscia, ma geniale e incredibilmente fresco e imprevedibile. Dalla mente malata di Bre Beskyt Dyrene, esce uno dei dischi dell'anno. Il genere proposto dal mastermind e polistrumentista a capo di questo progetto non è inquadrabile esattamente, ma è come un album davvero "alternative" dovrebbe suonare. In questo infatti vengono unite le esperienze di band come Marlene Kuntz e Verdena che, accostate ai Nirvana più nichilisti(cfr."Bleach") e a una componente metal che resta però solo abbozzata, che vanno a creare un suono fortemente personale e originale. Dal punto di vista lirico invece passiamo dalla poesia pura all'isteria, dalla fredda consapevolezza alla incontrollabile furia e follia, il tutto condito con un ansia e una angoscia raramente ascoltati prima, sopratutto in una band italiana. Partendo dall'iniziale, stupenda, "Detesto", veloce e rabbiosa come un treno in corsa, si passa attraverso i più disparati stati d'animo che l'umanità possa concepire, e in particolare sono da sottolineare canzoni meravigliose come "Mefisto Hobbit" e "Paralisi Anemica" , davvero manifesti di un lavoro incredibile in fatto di potenza, genio e sregolatezza. E anche quando i toni si fanno più pacati, e conseguentemente le canzoni vanno a diventare acustiche e posate, il marcio e la putrefazione dei testi continuano a puzzare come in tutto il resto della release, e anzi, se possibile, le liriche delle canzoni unplugged sono ancor più alienanti e spaventose(cfr. "Fragile No Elektro"). In definitiva, un disco davvero spettacolare, ottimamente suonato, prodotto e arrangiato, ricco di idee originali e di spunti riflessione. In un mondo musicale in cui emergere tra la feccia è sempre più difficile gli Aquefrigide hanno tutte le carte in regola per diventare la "next big thing", anche se forse in un paese come il nostro tantà genialità la sapremo riconoscere solo in pochi.

Track by Track
  1. Detesto 85
  2. Anima 78
  3. Soffio Veleno 79
  4. Mefisto Hobbit 82
  5. Trota 75
  6. Vegetale 70
  7. Ago Primavera 79
  8. Carne Cruda 75
  9. Paralisi Anemica 83
  10. Freddo Mercurio 81
  11. Nebulosa 76
  12. Testa Infesta 72
  13. Strix 78
  14. Fenis 6 Morto 80
  15. Fragile No Elektro 83
Giudizio Confezione
  • Qualità Audio: 90
  • Qualità Artwork: 86
  • Originalità: 88
  • Tecnica: 80
Giudizio Finale
80

 

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