SHINEDIRT: esce il nuovo album ''White Noise Black Days''

SHINEDIRT: esce il nuovo album ''White Noise Black Days'' Il trio riminese pubblica il secondo album per Corallo Records. Prodotto da Piermatteo Cartoni per Lotus Music Production, il disco allarga i confini sonori della band. Ospite Derek Sherinian, già tastierista dei Dream Theater

Gli Shinedirt tornano con “White Noise Black Days”, il nuovo album in uscita oggi, 2 ottobre, per Corallo Records. Otto tracce che segnano un passaggio importante nel percorso del trio riminese e ne ampliano sensibilmente il raggio d’azione: alternative rock e post-grunge rimangono il terreno di partenza, ma questa volta convivono con progressive, blues, metal e una ricerca sonora più libera e meno incline a rispettare confini prestabiliti.

Prodotto da Piermatteo Cartoni per Lotus Music Production, “White Noise Black Days” è il secondo lavoro in studio degli Shinedirt dopo l’esordio “Autarchy in DDR” del 2024. Se il primo disco aveva fissato le coordinate della band, il nuovo album prova deliberatamente a spostarle. Il suono è più stratificato, le atmosfere più scure, la scrittura più ambiziosa. Soprattutto, emerge la volontà di non costruire otto variazioni intorno alla stessa formula.

Gli Shinedirt – Giovanni Giuliani alla voce e chitarra, Dario Salvadori al basso e Daniele Cevoli alla batteria – mettono così insieme un disco che guarda agli anni Novanta senza trasformarli in un esercizio nostalgico. Seattle è una presenza riconoscibile, così come certa cultura alternative cresciuta a cavallo del nuovo millennio, ma dentro “White Noise Black Days” trovano spazio anche tempi dispari, digressioni progressive, blues e passaggi strumentali.

Ad aprire il lavoro è “Introvert”, breve ingresso acustico e malinconico concepito secondo la tradizione delle intro dei dischi con cui la band è cresciuta. È la quiete prima dell’impatto di “Blind My Eyes”, uno dei brani che meglio riassume l’identità degli Shinedirt: aggressività, melodia e sperimentazione si incastrano in una scrittura capace di alternare pressione e aperture melodiche.

Segue “Waste Your Heart”, pubblicato il 4 settembre come primo singolo e, soprattutto, primo pezzo scritto per il nuovo album. È probabilmente la dichiarazione d’intenti più immediata del disco: una struttura diretta, un ritornello che punta al bersaglio e un messaggio che invita a seguire ciò che accende realmente qualcosa dentro di noi, mandando al diavolo aspettative, convenzioni e imposizioni esterne.

Il tono cambia radicalmente con “Blood Red Sand”, uno dei momenti più apertamente politici e dolorosi di “White Noise Black Days”. Il brano nasce di fronte alle immagini di violenza che attraversano quotidianamente l’informazione mondiale e, in particolare, dalla posizione della band su quanto sta accadendo in Palestina. Gli Shinedirt trasformano rabbia e impotenza in un grido di rifiuto e resistenza, affidando alla musica ciò che le immagini rischiano ormai di rendere assuefazione.

Con “Tuesdays” il disco torna invece verso territori intimisti: un pomeriggio trascorso ad aspettare qualcosa che non arriverà mai, immerso in quelle atmosfere sospese e malinconiche che rimandano alle grandi band della Seattle degli anni Novanta. Una canzone da solitudine, pioggia contro i vetri e aspettative destinate a rimanere tali.

Tra gli episodi più sorprendenti figura “Mentalinstru”, strumentale nato da un riff in tempo dispari e progressivamente trasformato in una deviazione progressive all’interno del disco. Qui arriva anche l’ospite d’eccezione di “White Noise Black Days”: alle tastiere c’è Derek Sherinian, musicista passato dai Dream Theater e protagonista, tra gli altri, di Planet X e Black Country Communion. Una presenza che rafforza il carattere più tecnico e imprevedibile della composizione senza ridurla a semplice esibizione virtuosistica.

“Methylene Blue” cambia nuovamente pelle e guarda verso il Delta blues, filtrandone però il linguaggio attraverso l’identità elettrica e distorta degli Shinedirt. Il risultato è uno dei passaggi più obliqui dell’album, attraversato da un intermezzo che la band descrive ironicamente come suonato «dal Diavolo in persona».

La chiusura è affidata a “Long Lost”, probabilmente il brano meno convenzionale dell’intero lavoro. Alternative rock, progressive e classic metal confluiscono in una composizione che preferisce il viaggio alla formula e funziona quasi come una sintesi finale delle diverse anime disseminate lungo il disco.

Nati a Rimini nel gennaio 2022, gli Shinedirt hanno sviluppato rapidamente un repertorio originale costruito sull’incontro tra potenza, melodia e una forte matrice alternative. Nell’ottobre 2024 hanno pubblicato il debut album “Autarchy in DDR”, dieci tracce tra cui “Drop”, “Candlelight” e “No Reason”. Al disco è seguita un’intensa attività dal vivo nelle rock venue del Nord Italia, con occasioni di condivisione del palco con formazioni della scena heavy nazionale come DGM, Strana Officina e Ancillotti.

“White Noise Black Days” arriva due anni dopo e fotografa una band differente: più consapevole delle proprie radici, ma anche meno interessata a rimanerne prigioniera. Il titolo sembra già racchiuderne l’immaginario: il rumore bianco di un presente saturo di informazioni, immagini e stimoli; i giorni neri di un’epoca attraversata da guerre, alienazione, attese e conflitti personali. Dentro, però, c’è soprattutto un trio che ha scelto di usare tutto questo materiale per spingere il proprio suono oltre il punto in cui lo aveva lasciato.

SHINEDIRT – “WHITE NOISE BLACK DAYS”
Corallo Records - Prodotto da Piermatteo Cartoni per Lotus Music Production

Tracklist
1. Introvert
2. Blind My Eyes
3. Waste Your Heart
4. Blood Red Sand
5. Tuesdays
6. Mentalinstru
7. Methylene Blue
8. Long Lost

ASCOLTA “WHITE NOISE BLACK DAYS”

YouTube:
https://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_mJq7ZhuT6FlfJn1sK5Ot3K1L_Ng5EBQRE

Spotify:
https://open.spotify.com/intl-it/album/3U2NTSLAxHvK8Tphc05jBa

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shinedirt22@gmail.com

 

Inserita da: Jerico il 03.10.2026 - Letture: 95

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