Enslaved + Vreid + Abhor

Data dell'Evento:
04.03.2005

 

Band:
Enslaved
Vreid
Abhor [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Abhor

 

Luogo dell'Evento:
La Gabbia

 

Città:
Bassano del Grappa (VI)

 

Promoter:
Hard Staff [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Hard Staff

 

Autore:
Heartwork»

 

Visualizzazioni:
710

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione E’ sabato mattina ore 10 e 30 suona la sveglia. La spengo e mi giro dall’altra parte. 10 e 45 suona la seconda sveglia, la spengo di nuovo, cavolo ieri mi sono visto uno dei concerti più belli della mia vita, ho voglia di godermi ancora quelle sensazioni fantastiche che sto ancora provando…ma a letto. Alessio invece si alza. Eh sì, lui c’era anche questa volta, uno dei miei migliori amici, compagno di avventure e spesso disavventure, si è fermato a dormire da me anche questa volta. Mi riaddormento. Poco dopo sento un fantastico profumo di caffè sotto il naso…Che figata! Mi ha portato il caffè a letto e mi fa :” oh Gamba ( per la compagnia sono Il Gamba…), quanto ricoglionito sei? Muoviti! Dai! Alzati che è tardi! Io vado a casa se mi apri il cancello con quello schifo di telecomando…” Ok perdonato…mi hai fatto fare un ottimo risveglio. Mi lavo, mi vesto, lui si beve il secondo caffè, mi accendo una cicca e lo accompagno giù, parte in macchina e ovviamente si dimentica metà roba qua da me…ma chi era il rincoglionito tra i due? Bon, decido di andare a far due passi in centro, è una bella giornata, è cominciata bene. Cammino tranquillo per il centro e solo in quel momento, mi rendo conto a che razza di spettacolo ho assistito ieri sera. Era tutto perfetto. Posto perfetto, La Gabbia è a mezz’ora da casa, suoni perfetti, (…strano…) gente non esageratamente tanta, quindi perfetto…gruppi…beh adesso vi dico. Nel mentre, un autista dei bus cittadini, mi suona e mi manda a quel paese. Sovra pensiero, avevo attraversato la strada senza guardare bene e per non investirmi si è dovuto fermare a tre metri dalla sua prossima fermata. Penso :”Lo faccio o non lo faccio?...Lo faccio o non lo faccio?...Lo faccio!” Alzo a mia volta il dito medio, ma con il sorriso sulle labbra, quasi con gentilezza…eh sì, perche ieri sera io ho visto gli Enslaved e oggi mi sembra tutto più dolce!!!
Bene torniamo al concerto. Arrivo con un pizzico di ritardo, causa la neve che nei giorni precedenti era scesa copiosa, vado alla cassa, mi confermano l’ accredito (grazie Metalwave!!!), ed entro. Stanno suonando gli Abhor, gruppo black padovano, chiamati a scaldare il pubblico, che in quel momento era ancora poco. Travestiti da panda con tuniche medievali, si danno da fare come possono e ci riescono abbastanza bene. I volumi erano ancora da settare, e secondo me troppo alti, quindi, a volte, la loro proposta, soprattutto nelle parti più sparate, era quasi fastidiosa. Le canzoni dal mio punto di vista, non sono eccezionali, però le suonano bene. Presentano quasi tutti i brani del loro ultimo lavoro e concludono con la title track del primo demo, più sinfonico rispetto alle coordinate prese attualmente dal quartetto nostrano (quartetto perché il tastierista non c’è più).
Le luci si abbassano partono i Dark Tranquillity in sottofondo, vado a guardare le magliette e a prendermi una birretta. Prezzi onesti, birra piccola 2 euri, grande 4. Opto per la piccola visto che la maglietta di Below the lights è là in tutto il suo splendore e significato che mi sta aspettando.
Iniziano i Vreid compagni di etichetta e per questa volta anche di tour dei Norvegesi di Bergen. Nati dalle ceneri dei Windir, presentano tutto il loro album, Kraft, dall’inizio alla fine in maniera impeccabile. Hanno molta classe, veramente tanto gusto nello scrivere i pezzi e un’ ottima presenza scenica acquisita in tanti anni di concerti. Li definirei l’anello mancante tra i Dark Throne e gli stessi Windir. All’inizio i suoni erano troppo bassi e infatti il frontman chiede subito di alzarli. Soddisfatta la sua richiesta il concerto procede in maniera impeccabile senza intoppi. Bravi, veramente bravi fanno anche una cover di As The Eternity Opens da Pure Holocaust (1993) degli Immortal. Finiscono ringraziando il pubblico con un'altra cover, ovviamente dei Windir, che risponde con molto calore, soddisfatto dalla loro prestazione. Ancora pausa. Intanto il locale si era riempito per bene e noto che tutta scena estrema del Veneto sembrava essersi data appuntamento alla Gabbia. Salutati tutti, in una decina di irriducibili del vizio, usciamo per una sigaretta e tra il mettersi d’accordo per fare qualche concerto assieme ci si scambiano i primi commenti della serata…ovviamente per adesso tutti soddisfatti.
Rientriamo, mi posiziono in griglia. Tempo zero entrano. Il cantante bassista Grutle Kjellson sbatte il piede sulla spia che aveva davanti, ghiaccia il pubblico con uno sguardo e urla:” Buonnnnassssera Bassano!!!!”. Lunar Force mi investe con il suo muro sonoro, comincia il mio viaggio astrale pazzesco. Non mi era mai successa una cosa simile, ero totalmente partito a causa di quel mix micidiale di black misto a psicadelia che questo combo mi continuava a sbattere dritto in faccia. Emozioni forti, impossibili da descrivere se non con un fulmine che ti trapassa il cervello inaspettatamente e ti lascia in panne. Non un secondo di pausa e comincia Isa che devasta tutto. Il tastierista che si erano portati appresso durante questi due pezzi imbraccia pure lui la chitarra e suona le varie armonizzazioni. Io continuo ovviamente a essere in una dimensione parallela, completamente leso. Le canzoni si susseguono senza nessun calo di tensione, saltando da un album all’altro. Potrei menzionare The Voices, Fueris, Jotunblod, la strumentale Mardraum e la maestosa As Fire Swept Clean the Earth. Concludono con Violet Drawing, Eld, e una canzone dallo split fatto con gli Emperor, non mi ricordo in che anno, Slaget I Skogen Borten For. Questo è un gruppo dal mio punto di vista sottovalutato. Sottovalutato perché sono così avanti che solo in pochi riescono a capirli, sono ispirati dal prog degli anni settanta e oltre che sentirlo, lo si vedeva dalla strumentazione che usavano ( tra l’altro il chitarrista aveva tatuato sull’avambraccio il prisma di quel capolavoro che è The Dark side of The Moon…ovviamente sapete di chi). Compatti, precisi e soprattutto avvolgenti, qualità inesistente nei gruppi black. Di concerti black ne ho visti, ma non ci sono paragoni, gli Enslaved spazzano via tutti, Dissection, Satyricon, Immortal, Mayhem e compagia bella non tengono al confronto. Gli Enslaved ti restano in mente per tanti giorni, in poche parole ti emozionano. La sera finisce e si va via tutti contenti per continuare la serata. Un voto?....9!

 

Immagini della Serata

 

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