Kamelot + ReVamp

Data dell'Evento:
21.11.2013

 

Band:
Kamelot
ReVamp

 

Luogo dell'Evento:
Teatro Miela

 

Città:
Trieste (TS)

 

Promoter:
Trieste is Rock [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Trieste is Rock

 

Autore:
Andreas X»

 

Visualizzazioni:
2788

 

Live Report

Attenzione: questo live report sarà redatto da un fan ancora in visibilio per tutto ciò che ha vissuto a Trieste. Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto, ho avuto la possibilità di partecipare, assieme ad alcuni altri fans, al pranzo delle bands. Quando i Kamelot si sono alzati da tavola per venire ai nostri tavoli a salutarci e stringere la mano a tutti (eravamo una quindicina), già abbiamo capito che sarebbe stata una giornata di quelle da ricordare.
Tuttavia, l’impellenza del soundcheck li ha costretti ad andarsene presto, ma hanno avuto comunque il tempo di concedersi per qualche scatto (così come Floor Jansen e i suoi ReVamp).
Io avevo acquistato anche il VIP upgrade, quindi ho potuto partecipare al Meet&Greet (voci di corridoio parlano di una partecipazione maggiore qui in Italia rispetto agli altri Paesi dove hanno organizzato il m&g, a dimostrazione del sempre maggiore successo e seguito che la band sta avendo nel belpaese). Però, forse anche per questioni di tempistiche, devo dire che è stato molto “catena di montaggio”.. al m&g degli Epica a Rimini dell’agosto 2012 la band olandese si era concessa anche per foto singole e non si era sottratta nemmeno alle chiacchiere coi fans, mentre la sessione di foto del m&g di Trieste è stata caratterizzata da un ritmo quasi da catena di montaggio, del tipo dentro-foto-fuori-avanti il prossimo.
Veniamo ora alle esibizioni. L’assenza dei Tellus Requiem a causa di un guasto al loro bus ha permesso all’organizzazione di far iniziare i ReVamp un po’ prima, in modo tale da concedere più tempo di esibizione ad entrambe le bands, per la gioia di un Teatro Miela praticamente pieno.
Non avevo mai sentito i ReVamp dal vivo… Che macchine da guerra!!! Un tiro allucinante, suoni da paura, precisione chirurgica, e poi… Floor Jansen è la migliore cantante metal del mondo. Poco da fare. Una presenza scenica incredibile, voce (e acuti) da album version (durante il check l’ho vista cantare a microfono spento mentre il batterista suonava, e sotto il palco si sentiva la sua voce!).. e poi, non sbaglia nemmeno se ci si mette d’impegno!! Pulito, growl, lirico.. La scaletta prevedeva molte canzoni tratte da “Wild Card” più alcune tratte da “ReVamp”.. la cosa incredibile è che hanno suonato “Sweet Curse” e “The Anatomy of a Nervous Breakdown: Neurasthenia” e lei ha cantato anche le parti che rispettivamente sono di Russell Allen e Devin Townsend nei cd (aiutata dal chitarrista solista nei momenti di duetto)!
Dopo una breve attesa, ecco arrivare The Big K. Diversamente dalle ultime esibizioni (almeno in Italia) non aprono con la combo “Solitaire”+”Rule the World” (cosa che facevano fin dal Ghost Opera Tour del 2008), ma con la bellissima “Torn”, seguita a ruota da altri pezzoni come “Ghost Opera”, “The Great Pandemonium” e “Veritas”. Rispetto all’esibizione dello scorso novembre all’Estragon di Bologna, è da subito evidente che l’affiatamento della band è salito a livelli importanti, c’è una chimica che forse non c’era nemmeno ai tempi di Khan, il sempre schivo (ma solo off stage) Tommy è perfettamente inserito nel contesto e interagisce naturalmente con Youngblood e Tibbets. Karevik dimostra di avere il pubblico in pugno dalla prima all’ultima nota dello show, stabilendo con i fan un contatto oltre che visivo decisamente emozionale, rimanendo a favore di camera ogni volta che vedeva un cellulare o una fotocamera filmare, scherzando con i fan (“Tommy I love youuuuuu!” “Yes, I love me too!”) e sciorinando tutto il suo repertorio di mosse ormai signature.
Non si può identificare un momento in cui l’audience esplode, considerato che la scaletta è praticamente perfetta e manda in estasi i fan: hanno tirato fuori dagli archivi perle come “Don’t You Cry” (che TY sente particolarmente, essendo dedicata alla memoria di suo padre, nda), “Soul Society” e “The Human Stain” (io che la adoro ero ad un passo dalla lacrimuccia). Se la vocalist ufficiale del Tour è Alyssa White-Gluz dei “The Agonist”, coi suoi tre diversi abiti di scena (se siete abituati alla versione metalcore e, comunque, on stage della bella canadese, rimarreste stupiti nell’averci a che fare off stage: vi trovereste davanti una ragazza dall’aria dolce e tranquilla che sta un po’ sulle sue.. a proposito, anche struccata è incantevole!), per “The Haunting” torna sul palco Floor ad interpretare la parte che fu di Simone Simons. Come sempre presenti gli intermezzi di un ispiratissimo Casey Grillo, di un.. non molto in forma Oliver Palotai e di quel pazzo scatenato di Sean Tibbetts.
Dopo il concerto, è stato facile imbattersi qua e là in un membro a caso dei ReVamp, tutti pronti a chiacchierare del più e del meno, mentre una stanca Floor, alla postazione merchandising, non si è negata a nessuno di coloro che chiedevano una foto o un autografo; per vedere spuntare fuori i Kamelot e dare loro un ultimo salutino, invece, abbiamo dovuto attendere le 2 del mattino, quando sono usciti dal backstage per salire sul tour bus (e si sono concessi comunque per qualche rapido scatto).
Il mio timore è che questo papiro non abbia reso esattamente l’idea di cos’è stato davvero questo evento, organizzato magnificamente dall’associazione culturale “Trieste Is Rock”. Ma davvero è stato qualcosa di incredibile, e averlo vissuto praticamente per tutta la giornata è stata un’esperienza pazzesca. I Kamelot hanno raggiunto un livello eccezionale dal vivo e possono essere considerati una delle band più in forma nell’intero panorama mondiale, mentre i ReVamp, se l’impegno di Floor con i Nightwish non toglierà tempo ed energie al progetto, potranno assestarsi su livelli di eccellenza.

KAMELOT:
Tommy Karevik – vocals
Thomas Youngblood – guitars
Sean Tibbetts – bass
Oliver Palotai – keyboards
Casey Grillo – drums
Alyssa White-Gluz – tour vocalist
REVAMP:
Floor Jansen – vocals
Jord Otto – guitars
Arjan Rijnen – guitars
Henk Vonk – bass
Ruben Wijga – keyboards
Matthias Landes – drums

REVAMP SETLIST: The anatomy of a nervous breakdown: on the sideline, The anatomy of a nervous breakdown: the limbic system, Here’s my hell, Wild card, Kill me with silence, Sweet curse, Amendatory, Distorted lullabies, The anatomy of a nervous breakdown: neurasthenia, In sickness ‘til death do us part: disgraced, Wolf and dog
KAMELOT SETLIST: Torn, Ghost opera, The great pandemonium, Veritas, Center of the universe, Soul society, Song for Jolee, Rule the world, Drum solo, When the lights are down, Sacrimony, The Human Stain, My confession, Don’t you cry, Keyboards solo, Forever, Bass solo, The haunting, Karma, March of Mephisto.

 

Recensione di Andreas X Articolo letto 2788 volte.

 

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