KoRn + Bullet for My Valetine + Love and Death

Data dell'Evento:
26.06.2013

 

Band:
KoRn
Bullet for My Valetine
Love and Death

 

Luogo dell'Evento:
Gran Teatro Geox

 

Città:
Padova (PD)

 

Autore:
Vincent»

 

Visualizzazioni:
1972

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: KoRn Partendo dal presupposto che il gruppo headliner in questione è uno dei miei preferiti e che lo seguo dall’alba dei tempi, devo dire che il ritorno dei KoRn sulla scena live con Brian “Head” Welch è stato tutt’altro che deludente. La serata al Gran Teatro Geox non si prospettava eclatante dal punto di vista del suono, per chi non lo conoscesse è sostanzialmente un tendone, anche se per quel palco sono passati artisti come gli Slayer, tanto per citare gli ultimi approdati a Padova. Arrivare il pomeriggio ha dato i suoi frutti per la presa del posto, anche se devo dire che la gente in un primo tempo faticava ad arrivare (era pur sempre mercoledì). La serata ovviamente era incentrata sul gruppo inventore del nu-metal per eccellenza di ritorno al gran completo dopo la parentesi “mistica” di Head, anche se manca lo storico batterista David Silveria. Detto tra noi non ne ho sentito particolarmente la mancanza: Ray Luzier, il nuovo componente, è sorprendente e la sua strumentazione con impalcatura annessa per la batteria è fenomenale. I cancelli si aprono e pieno di emozioni entro. L’atmosfera non rimane per tanto tempo spenta dato che fanno il loro ingresso sul palco i Love and Death, side project di Brian Welch, e non posso non dire di non essermi esaltato alla sua vista: veramente bravo dal punto di vista canoro con una voce aggressiva e potente, anche se il sound non è dei più originali. Avevo sentito qualche cosa precedentemente per prepararmi al concerto e per pura curiosità, ma l’impatto è stato comunque ottimo. Unica stonatura nella performance sono stati gli altri musicisti: bravi per carità, ma veramente giovani e quasi sfiguravano a fianco di una icona metal come il chitarrista dei KoRn. Si sono comunque comportati bene e hanno fatto la loro bella figura, dimostrata anche dai pareri del pubblico con cui ho avuto modo di parlare durante il cambio palco. Circa 30 minuti di show, ma avrebbero meritato molto di più, anche se giustamente Head doveva un attimo riposarsi per il grande show con i KoRn. Veramente un’ottima energia: promossi! A questo punto una band che mi aveva da sempre fatto storcere il naso, ma mi ero per un attimo ricreduto sentendo quanta gente fosse a Padova proprio per loro e per quanti ragazzi indossassero una loro maglia. Quindi dopo un rapido cambio palco, eccoli che escono: finalmente gli Avenged Sevenfold....ah no i Bullet for My Valentine...cacchio sono uguali, palestrato e tatuato il cantante...ok, ma non importa adesso faranno sicuramente un grande show per tutti i fan. Per carità chi era a conoscenza delle canzoni sicuramente avrà apprezzato la loro performance, ma per me che non avevo la più pallida idea di che genere facessero è stata una vera delusione. Poco scenici e a mio avviso molto pieni di sé. Il cantante sembrava facesse un favore alla folla cantando, come se non gli andasse. Mi rendo conto che Padova non è New York, ma devi comunque garantire uno show degno del tuo nome anche se suoni in una bettola. Il bassista forse era quello più gasato e impegnato dei quattro, anche se non riesco ancora a spiegarmi perché dovesse cantare praticamente gobbo dato che si era fatto mettere l’asta del microfono all’altezza del petto. In ultimo, l’altro chitarrista era a dir poco ridicolo sia nell’abbigliamento che nelle movenze. Per citare un ragazzo a fianco a me al concerto, aveva i “leggins” e nel tentare una scenica degna di un grande concerto metal ha azzardato dei salti con la sua chitarra, peccato che fossero fuori tempo. No devo dire che non ci siamo proprio, troppo uguali ad altre band metal-core che rasentano ora il commerciale e inutile a dire sempre “eh ma il primo cd era diverso, poi sono diventati commerciali”: non ci diventi. Se non fosse per le chitarre aggressive e per una batteria che andava con un grande doppio pedale, quello era degno di nota, non sarebbero molto metal. 45 minuti di canzoni senza punti di spicco. Per fortuna poi si sono subito sbrigati a far posto sul palco ai KoRn ed a completare i tasselli mancanti a quelli che già erano sul palco, come per esempio la mitica asta di Jonathan Davis firmata Giger o parti della batteria di Ray Luzier. Al momento della rivelazione di entrambe, un boato si è levato dal teatro Geox e lì l’emozione e la voglia di KoRn mi sono schizzate alle stelle. Tutto pronto si parte: intro con un filmato e sottofondo elettronico con voce narrante al seguito per poi iniziare il concerto con la storica Blind. Folla il delirio al momento di “ARE YOU READY!??!?!” per poi riversare l’adrenalina in un saltare e pogare ininterrotto. Mi è sembrato strano iniziare proprio con “Blind”, ma poi ho capito che lo show sarebbe stato come quello degli Slipknot del 2009 arrivati a 10 anni di attività: il live è il cammino della band di Bekersfield per cui la set list è stata un racconto dei 5 componenti attraverso tutti i vari album. Quale miglior modo per sfruttare Head? Ottima veramente la scelta. Ovviamente, alla narrazione si sono alternati brani tratti da “The Path of Totality” come “Narcissistic Cannibal” e “Get Up!” dove ai KoRn si è affiancato un dj per sopperire alla mancanza di Skrillex sul palco. Da “Blind” in poi, non ho mai smesso di cantare e muovermi: Jonathan Davis è riuscito a tenere la folla viva per tutto il tempo del concerto, non perdendo mai un colpo e supportato da Head, Munky, Fieldy e Ray in splendida forma. Si susseguono “Ball Tongue”, “Twist”, “Chi”, “Dead Bodies Everywhere”, “Freak on a Leash”, “Shoots and Ladders”, “Falling Away from Me”, ... Peccato per la mancanza del classico kilt nero, per fortuna non della cornamusa suonata con tanto di colori della bandiera italiana di sfondo! Non c’è che dire, anche se ormai sono nella scena da parecchio tempo, non perdono un colpo ed occasione per fare un grande show. Unica pecca: la mancanza di “A.D.I.D.A.S.”. Ora per sentirla live andrò anche al loro prossimo passaggio in Italia...quando tutto finisce mi sento appagato e colmo di gioia per aver realizzato uno dei miei sogni ed essere riuscito finalmente a godermi la colonna sonora del mio liceo/adolescenza dal vivo. Non c’è che dire, i KoRn meritano veramente di essere visti ed anche se non si è fan sfegatati è praticamente impossibile rimanere indifferenti alla loro carica e muro di suono. Il teatro Geox? Ottimo posto per dei concerti, anche metal, ma ovviamente una band di questo calibro dà il meglio di sé in luoghi aperti, come per esempio stadi.

 

Immagini della Serata

 

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