Draugr + Arvensvarthe

Data dell'Evento:
06.05.2011

 

Band:
Draugr [MetalWave] Invia una email a Draugr [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Draugr [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Draugr [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Draugr
Arvensvarthe

 

Luogo dell'Evento:
Orange Rock Cafè

 

Città:
Pescara

 

Autore:
Snarl»

 

Visualizzazioni:
2215

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione Molti erano i motivi per assistere, a Pescara, a questa serata con tematica folk proposta dai Draugr, il primo dei quali era assolutamente la presentazione ufficiale del loro nuovo cd, per ora uscito autoprodotto, chiamato “De Ferro Italico”, i cui brani sono stati portati live da un po’ di tempo, almeno localmente. Non da trascurare, inoltre, era la visione del concerto di supporto degli Arvensvarthe, buon gruppo emergente, chiamato di rimpiazzo ai defezionari Funera Edo e Muspellgod. Prima di cominciare con il live report desidero, come mio solito, specificare che la mia personale conoscenza dei membri di tutte e due le band non influisce assolutamente sull’assoluta oggettività di questo live report, e neanche è da considerarsi una leccata, quanto piuttosto uno spazio in più che entrambe le bands meritano in quanto gli Arvensvarthe erano chiamati a confermare le buone potenzialità intraviste in altri concerti, mentre dare ai Draugr la possibilità di un live report, dopo anni di silenzio e un cambiamento di stile musicale, mi sembrava doveroso.
Orbene, sono poco meno delle 23:00 quando mi fiondo nell’Orange Rock Cafe di Pescara, con gli ascolani Arvensvarthe che hanno già iniziato a suonare da poco (avrò perso al massimo un paio di brani) il loro black metal, che consiste praticamente in un tripede con un piede nel minimalismo sonoro dei Darkthrone di metà carriera, un altro con tonalità più epiche, e un altro ancora evidentemente nelle coordinate sonore degli Immortal, che forse a tratti sono anche più di un’influenza, visto che un passaggio di un loro brano era poco diverso dalla celebre "Blashyrkh". Ma a parte questo, il quartetto marchigiano, complice anche una resa sonora molto buona, riesce a colpire il pubblico positivamente e a scaldarlo quel tanto che serve per prepararlo per i Draugr. Certo, non ci sono state pogate violente, non ci sono stati picchi del concerto visto che il pubblico non conosce i brani (non essendo ancora pubblicati), ma ciononostante il locale non si è mai svuotato, e complice anche una proposta musicale tutto sommato compatibile e non fuori luogo, oltre che una buona cover di "Where Light And Dark Don’t Differ" degli Immortal, gli Arvensvarthe riescono a strappare applausi e consensi alla fine del loro live set, il che è buono se si considera che questo gruppo è comunque giovane, non ha ancora pubblicato nulla, e suonava per la prima volta a Pescara.
L’attesa del pubblico però, inutile negarlo, era tutta per i Draugr. Ok, i sei ragazzi chietini giocavano quasi in casa e quindi c’era molto pubblico per loro; è anche vero che il loro folk è anche un tipo di musica molto più d’impatto nei live, molto più orecchiabile e quindi, volendo usare un brutto termine, più ruffiano e catchy, ed è anche vero che a rafforzare il tutto ci si mette anche il loro abbigliamento, che potrà essere tamarro quanto si vuole, ma che comunque li caratterizza parecchio, ma per cortesia non consideriamo i Draugr solo un gruppo di paladini locali. Non fate questo errore. Non consideriamoli, onestamente, neanche il solito odiatissimo gruppo cliché folk alla Finntroll. Consideriamoli invece per quello che sono: un gruppo molto compatto da live, molto affiatato, variabile nei brani, ora più sfacciatamente folk (come in Ver Sacrum), ora più tipicamente black, che fa di tutto ciò il suo punto di forza, e che non esita a prendere la loro musica e a sbattertela in faccia. E poco importa che i loro volumi erano meno perfetti di quelli degli Arvensvarthe, poco importa che il secondo chitarrista a un certo punto ha avuto problemi, poco importa anche che il batterista e il bassista erano visibilmente provati: i Draugr da live se la sono sempre cavata, anche quando in passato non mi dicevano granché. E ora che fanno anche folk fanno anche valere la regola del "louder is better", con cori da singalong che fanno presa sul pubblico in maniera eccellente, soprattutto quelli della title track del nuovo album, "De Ferro Italico", e del singolo "Legio Linteata". Il pubblico, oltre a quello composto da (ovviamente presenti) amici e parenti, non lo recepisce: lo subisce direttamente e viene steso impietosamente dai Draugr, e tributa alla band il massimo del casino nella già citata "Legio Linteata" (della quale è stata proposta anche una reprise) e nella vecchia "Furore Pagano", che quindi costituiscono i due indiscussi picchi del concerto.
Volendo, ci sono anche un paio di difetti, personalmente parlando, come per esempio una tracklist da me non completamente apprezzata che sbatte l’ottima "Suovetaurilia" troppo all’inizio del concerto (a pubblico ancora da scaldare), e poi forse anche una non troppo approfondita interazione col pubblico tra canzone e canzone, che (visto il loro approccio musicale) preferirei vedere ancora più scanzonata e casinista. Si tratta di dettagli, comunque. Questo è stato un ottimo concerto. Insomma: Arvensvarthe da tenere d’occhio, Draugr consacrati e locale pieno. Il bilancio è più che soddisfacente! Non c’è che dire: qui in Abruzzo il black metal e prodotti affini (Leggasi, appunto, Draugr) stanno andando alla grande, con più di una decina di concerti di questo tipo in un solo anno tra Pescara e Chieti, locali pieni e musica soddisfacente. Siamo in uno stato di grazia che dura anche (per fortuna) da un bel po’. E meno male, dico io.

 

Immagini della Serata

 

Recensione di Snarl Articolo letto 2215 volte.

 

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