Sodom + Die Hard + Collapse

Data dell'Evento:
06.02.2011

 

Band:
Sodom
Die Hard
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Luogo dell'Evento:
Underworld

 

Città:
Londra

 

Autore:
Warrior747»

 

Visualizzazioni:
1679

 

Live Report

Arrivo a Camden Town verso circa mezzogiorno, davanti all’Underworld, poche decine di minuti prima dell’arrivo del tour bus dei Sodom. Sin da subito la band si mostra disponibilissima e molto cordiale, facendo foto, autografi ed una piacevole chiacchierata, oltre a regalarmi bounty, birra e Red Bull dopo aver saputo che venivo dall’Italia per vederli.
La differenza di atmosfera tra l’Inghilterra e l’Italia si nota palesemente; sino all’apertura dei cancelli non vi erano più di una cinquantina di persone all’entrata e (SENZA CODA) il pubblico si è avviato nel piccolo club (500 persone penso sia un’esagerazione) sold out, camminando e soffermandosi agli stand. Orari spaccati al minuto, dall’entrata alle esibizioni delle band e per essere così ristretto vi è un ottimo sound.
Prima band sullo stage i londinesi Collapse, che sfoggiano un veloce thrash/death metal che non scalda più di tanto i presenti, mentre al contrario i successivi Die Hard scatenano l’inizio di un discreto moshpit, ma ancora non è nulla di cui preoccuparsi. Per essere stata la prima volta a Londra, questi ragazzi hanno ottenuto un più che meritato supporto di metalheads londinesi, grazie al buon repertorio eseguito sul palco ed alla pazienza dimostrata ai vari idioti che sono saliti continuamente sullo stage, urlando ripetutamente nel microfono prima dello stage-diving. Vorrei far notare che durante tutta la serata, fino al termine della esibizione dei Die Hard l’audience era stata omogeneamente tranquilla e dopo le prime file addirittura distaccato, mentre alle nove e trenta spaccate, quando dopo le ultime note di “Killed By Death” dei Motorhead nelle casse, le luci si sono spente ed i Sodom hanno calcato il palco, si è scatenato letteralmente l’inferno.
Posso sinceramente dirvi che in tanti concerti che ho visto da sotto palco, Slayer compresi, non ho mai provato nulla di simile; la gente pareva indemoniata e sotto le note di “In War And Pieces”, title track dell’ultima ( pregevolissima ) fatica della band, la calca sotto palco era quasi ingestibile, con un continuo afflusso di metalheads sul palco che, tra i sorrisi di Bernemann ed i tentativi di calci nel sedere di Onkel Tom, perpetrano uno stage diving continuo, poche file dietro il pogo è sfrenato e in questo piccolo cerchio sotto palco che divide la minuscola tribuna vi è un totale mosh-pit di circa trecento persone.
Beh, signori, penserete pure che la mia è follia ma in mezzo a quell’aria stantia, a pura violenza sonora e fisica ho capito realmente il significato della parola thrash metal. Una band storica nel settore che dimostra a 500 fan come si può produrre un massacro sonoro, mantenendo per tutti e novanta i minuti lo stesso strumento in mano, senza cambiarlo ad ogni song in segno di sfoggio, festeggiando continuamente con il pubblico (avranno offerto almeno una quindicina di birre ai presenti), ridendo e scherzando e tenendo presente che la stessa band che adesso era davanti a poche centinaia di persone in un piccolo club londinese, tra pochi mesi calcherà i palchi di importanti festival europei come Wacken o Hellfest, per citarne alcuni.
La set-list scorre inesorabile in un crescendo di potenza, da “Sodomy And Lust” alla primordiale “Outbreak Of Evil”, sino ad arrivare alle più recenti “M-16” (con una piccola strofa di “Napalm In The Morning”) e “City Of God”, dove Tom presenta all’audience la nuova drum machine della band Markus “Makka” Freiwald (ex Kreator), una vera bestia dietro le pelli, quanto una simpatica persona fuori dallo stage. La scaletta della serata prevede diciannove brani incentrati principalmente sul vecchio repertorio come “Nuclear Winter”, “Blasphemer” o “Ausgebombt”, autentiche bombe sonore che mantengono vivo il delirio generale, il quale, giunto a livelli sorprendenti, costringe la band a pochi minuti di pausa per creare un attimo di pace tra la folla, fino a quel momento in costante movimento.
Al rientro dalla pausa, i riff del resto della set-list aggrediscono più potenti di prima e tra mosh-pit, adrenalina e tecnica ineccepibile, la serata giunge magnificamente al termine con gli ultimi due brani che sigillano la prova perfetta di una vera icona del thrash metal mondiale: “Remember The Fallen” e la più datata “Bombenhagel”, interrotta e ripresa più volte un po’ come stile dei tanto amati Motorhead di Tom Angelripper sulla conclusiva “Overkill”.
Tranne il furto della mia macchina fotografica contenente le foto con la band e quelle della serata, grazie ai Sodom ed all’apocalittico pubblico londinese la serata non sarebbe potuto essere più esplosiva. Pollici in su per i Sodom, che con il nuovo album ed il nuovo batterista faranno senz’altro faville in questo nuovo tour-killer. Un solo consiglio: non perdeteli live!!

SETLIST SODOM

In War And Pieces
Sodomy And Lust
M-16 ( + Napalm In The Morning snippet )
Outbreak Of Evil
The Saw Is The Law
Nuclear Winter
Proselytism Real
The Art Of Killing Poetry
I Am The War
City Of God
The Vice Of Killing
Blasphemer
Feigned Death Throes
Agent Orange
Knarrenheinz
Ausgebombt
Wachtturm
Remember The Fallen
Bombenhagel

 

Recensione di Warrior747 Articolo letto 1679 volte.

 

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