Soulfly + Incite

Data dell'Evento:
22.02.2009

 

Band:
Soulfly
Incite [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Incite [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Incite [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina MySpace di Incite [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Incite

 

Luogo dell'Evento:
Alpheus

 

Città:
Roma

 

Promoter:
Live in Italy [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Live in Italy

 

Autore:
Madhatter»

 

Visualizzazioni:
1653

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione I miei genitori m'hanno insegnato che bisogna essere puntuali. Questa è un'abitudine che specialmente in Italia non è molto tenuta in considerazione, ma alle volte è oltremodo irritante aspettare ore e ore senza motivo. A cominciare dal fatto che i cancelli dovevano essere aperti alle 19.00 e sono stati aperti con una puntuale ora di ritardo, i concerti degli Incite (l'ottimo gruppo spalla) e degli stessi Soulfly hanno subito slittamenti vari che hanno accumulato una completa ora e mezza di ritardo. Se state obiettando che in vita vostra avete assistito anche a ritardi maggiori, rispondo subito che non è una giustificazione per questo modo di fare tipicamente italiota.
Al di là di questa nota prettamente negativa, ci ritroviamo alle 19.00 in punto in coda davanti all'Alpheus, con un vento umido che da forma a mal di schiena significativi. Fortuna ha voluto che nell'attesa la curiosità ci portasse a dare un'occhiata alla casa viaggiante delle band (meglio conosciuta come tourbus) proprio nel momento in cui Marc Rizzo, chitarrista dei Soulfly, stava uscendo a salutare i fan e lì, chiaramente, è subito stata scattata la foto con i sottoscritti. Tornando al concerto, una volta entrati nel calduccio confortevole dell'Alpheus, dobbiamo attendere un po' di tempo per acclimatarci e trovare una sistemazione soddisfacente, che poi verrà sistematicamente abbandonata per cause di forza maggiore (pogo sfrenato). Dopo un certo ritardo (leggi sopra) arrivano sul palco direttamente dagli USA (Arizona) gli Incite, che ci fanno subito capire che aria tira. L'atteggiamento del pubblico muta rapidamente da “che palle, c'è il gruppo spalla” a “porca miseria! Questi non scherzano!”, il pogo comincia quasi da subito, e il sottoscritto (Madhatter) è costretto a retrocedere in file posteriori mentre NeOz riesce a rimanere in una zona “tranquilla” quasi a ridosso del palco. Il loro spettacolo scorre molto piacevolmente, la musica proposta è buona, trasmettono carica e i suoni sono tutto sommato buoni, anche se un pizzico di chitarre in più non avrebbe guastato, problema che, ahinoi, lo stesso problema andrà a penalizzare in parte l'ottimo show dei Soulfly. Di questo discuteremo comunque più avanti.
Alla fatidica frase pronunciata dal frontman degli Incite,“Are you ready for Soulfly?” capiamo che il loro show (molto buono) è alle battute conclusive e ci prepariamo a goderci un pezzo di storia del metal. Tra i pezzi del gruppo opener vorremmo citare “Army of Darkness” e “Divided We Fall”. Purtroppo però, conclusosi il live, dobbiamo attendere un'ora buona (tanto per cambiare), con alcune persone che cazzeggiano bellamente, mentre altre ritengono opportuno dedicarsi alla gara dell'insulto migliore contro l'organizzazione. Alcuni erano veramente divertenti. Poi c'era altra gente che era arrivata a ipotizzare addirittura che l'enorme roadie dei Soulfly si fosse mangiato il buon (si fa per dire) Cavalera . Comunque, quando vediamo la nebbia che si alza e sentiamo nettamente il distorsore capiamo che Max e i suoi stanno per arrivare. Sulle note di “Blood, Fire, War, Hate” intro/opener dell'ultimo lavoro in studio, “Conquer”, comincia la devastazione formato famiglia che continuerà lungo tutto il live. Max ci accoglie incappucciato ed in veste di santone benedice il pubblico gettando acqua a destra e a manca .La scaletta è interessantissima e ripercorre l'intera carriera dei Soulfly con brani del calibro di “Prophecy”, “Back to the Primitive”, “Seek 'n Strike”, “Downstroy”, “Doom” “Frontlines”, insomma una sorta di continuo viaggio nel tempo senza dimenticare la groovy “Umbabarauma” che è omaggio alla passione del calcio che accomuna Italia e Brasile ed uno spezzone di “Sanctuary” dei Cavalera Conspiracy (progetto parallelo di Max ed Igor Cavalera coadiuvato da Rizzo alla chitarra). Purtroppo, per i tre quarti del concerto, (dico, sottolineo e ripeto ndNeOz) inspiegabilmente la chitarra dell'eccellente axeman Marc Rizzo (a cui viene quasi del tutto lasciato il compito “chitarristico”) è quasi assente, e non graffia quanto potrebbe, e dovrebbe. Non è certo colpa sua, ma impedisce il pieno godimento di buona parte delle canzoni, specie quelle con accordature più ribassate, anche se l'eccellente chitarrista ha modo di esprimersi al meglio in 5-6 minuti buoni dedicati esclusivamente a lui dove, con la sua doppio manico classica, sciorina un solo vagamente intimista, e ci fa capire che nella musica che fa ci mette anche passione oltre che tecnica. Bisognerebbe spendere molte parole per la bravura, la tecnica ed il feeling di Rizzo, chitarrista da me (NeOz) stimatissimo e seguito sin dai tempi de Ill Niño. L'apporto compositivo che fornisce è molto variegato, (trattasi infatti di chitarrista classico peraltro molto dedito al flamenco) sicuramente fondamentale per gli ultimi lavori ed i live dell'intera band. Da citare il suo ormai famoso calcio rotante.
Omaggio anche alle origini, o forse dovremmo dire alle “radici” di Max, visto che non viene dimenticato ciò che la sua persona ha fatto in passato nei Sepultura, regalandoci l'esecuzione di “Territory” e della travolgente “Roots Bloody Roots”, che ha scatenato un pogo selvaggio dove il sottoscritto (Madhatter) per poco ci lascia una scapola e dove il collega NeOz si getta a testa bassa nell'inferno uscendo quasi del tutto illeso! A concludere il concerto c'è “Eye for an Eye” direttamente dal loro primo cd. Sì, risale a molti anni fa, ma fa sempre il suo sporco lavoro e a giudicare da quello che è successo, pare che la gente era tutt'altro che sfiancata. Concludo col citare la divertentissima improvvisazione percussionistica dove tutti quanti mettono da parte i propri strumenti, impugnano bacchette e si fanno portatori di groove tipicamente sudamericani. Esecuzione trascinante, che coinvolge di persona anche un fortunato tra il pubblico delle prime file (avremmo voluto essere lui, n.d.r.). In definitiva, un gran bel concerto, la cui resa è stata penalizzata unicamente dalle chitarre un po' deboli (se non assenti, a tratti), anche se alla fine l'esperienza e l'alone di carisma che sprigiona questo gruppo hanno influito decisamente di più rendendoci estremamente soddisfatti.
Alla prossima!


Madhatter & NeOz

 

Immagini della Serata

 

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