«Colonia Sonora Festival»

Data dell'Evento:
20.06.2007

 

Nome dell'Evento:
Colonia Sonora Festival

 

Band:
Hatebreed [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Hatebreed [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Facebook di Hatebreed [Link Esterno a MetalWave] Visualizza la pagina Twitter di Hatebreed [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il canale YouTube di Hatebreed
Ill Nino

 

Luogo dell'Evento:

 

Città:
Collegno(TO)

 

Autore:
Aqualunaedreams»

 

Visualizzazioni:
1647

 

Live Report

[MetalWave.it] Immagini Live Report: Nessuna Descrizione Erano molti i ragazzi ad affollare il pit del Colonia Sonora il 20 giugno scorso. Il motivo era molto semplice, e si poteva riassumere facilmente con i nomi dei gruppi che avrebbero presenziato, per altro nella loro unica data sul suolo italiano: Hatebreed e Ill Nino. L’attesa era molta e questa sicuramente non andata tradita. Infatti entrambe le band hanno offerto al pubblico torinese una prova maiuscola, rovinata solo in piccola parte da alcuni problemini tecnici che hanno funestato la prova degli Hatebreed.

I primi a salire sul palco, nonostante fosse una data da co-headliners, erano gli Ill Nino, tra il tripudio degli oltre 1500 fan accorsi da ogni parte d’Italia per assistere all’esibizione di due tra le migliori band del panorama metal attuale. La band statunitense di origine sudamericana partiva subito fortissimo con la decisissima “If You Still Hate Me”, dimostrando quanta potenza sia in grado di sprigionare on stage, e, soprattutto, quanto sia compatto il suono di un combo tra i più dinamici, originali e groovy in circolazione. La scaletta di Christian Machado e compagni si è dimostrata molto varia e divertente, e, anche se mancavano pezzi molto popolari come “This Time’s For Real” e “What Comes Around” per esempio, la performance del combo latino non ne ha risentito affatto. I Nostri infatti puntavano soprattutto sui pezzi più diretti e rabbiosi del loro repertorio( “God Save Us”, “Te Amo/I Hate You” e “I Am Loco” su tutte) per poi però abbracciare anche pezzi più melodici come il singolo “How Can I Live” o “Two(Vaya Con Dios)”, tralasciando, molto coraggiosamente, quasi del tutto, l’ultimo disco “One Nation Underground” datato 2005. Sicuramente da sottolineare la prova maiuscola della sezione ritmica Chavarri-Pina, la quale, coadiuvata dal sempre essenziale percussionista Danny Couto, energica e muscolare come sempre, si portava in spalla l’intero combo, soprattutto per la prova un po’ fiacca e statica della coppia Luster – Verduco, non esattamente a loro agio sulle assi del palco del Colonia Sonora. Una menzione particolare la merita il singer Christian Machado : instancabile, sempre a colloquio col pubblico, è davvero il frontman perfetto per questa band, che, oltre della sua personalità, usufruisce di una voce incredibile, in grado di passare dallo screaming al timbro pulito come se nulla fosse.
Il concerto, come sempre nel caso della band, si chiudeva con la spettacolare “Liar”, e, a sentire dal boato che c’è stato a fine esibizione, il pubblico rimaneva decisamente soddisfatto, come me del resto.

Dopo un rapido cambio di palco comparivano in scena gli headliners Hatebreed, e subito il pubblico si scatenava in un pericolosissimo extreme mosh, dove, più che pogare, i kids si picchiavano letteralmente l’uno con l’altro, aiutati certamente da una musica, quella degli americani, violentissima e granitica come la pietra, ideale per sfogare ogni tipo di rabbia repressa. Il concerto “ripassava” l’intera carriera di Jamey Jasta e compari, e non mancavano pezzi addirittura risalenti al lontanissimo 1995. Sicuramente però l’impatto maggiore lo hanno avuto le canzoni più recenti come “Destroy Everything”, “Perseverance” o “Last Breath” , soprattutto perché, una musica come quella degli Hatebreed renderebbe diretta e violenta anche un’aria di Mozart! Il fatto è proprio quello. La musica degli Hatebreed è l’ideale per essere suonata live: canzoni veloci, corte, un continuo susseguirsi di riff spaccamontagne, come una locomotiva impazzita che non si ferma mai. In un contesto del genere anche un pezzo “lento” come “Live For This” ha ragione di essere pogato violentissimamente (forse la canzone in cui il mosh pit è stato più devastante è stata proprio quella) , per non parlare del caos che hanno scatenato vere e proprie deflagrazioni come “Burn The Lies” o “Driven By Suffering” , dove l’assalto del metalcore del combo ha raggiunto livelli altissimi. Ma, probabilmente, la canzone più terrificante suonata durante l’ora messa a loro disposizione, era “Doomsayer”, che, nonostante sia decisamente rallentata rispetto allo standard della band, era tra le più richieste dai fans. L’unico problema era che, forse per la troppa foga usata nel suonarla, alla fine del brano, gli strumenti di quattro componenti su cinque decidevano di dare forfait, lasciando la folla sgomenta, intrattenuta soltanto dal simpaticissimo e carismatico Jasta, dimostratosi ottimo intrattenitore di folle, anche quando c’era da improvvisare come in questo caso. Risolti questi problemi tecnici( che ritorneranno, tuttavia, poco dopo, durante l’esecuzione di “Confide In No one) la serata andava a concludersi, e come chiusa il gruppo di Bridgeport utilizzava quello che probabilmente è il suo pezzo più famoso, “I Will Be Heard”, la fotografia perfetta di cosa sia un loro concerto, ritornello urlato come allo stadio, strofa dalla potenza titanica e tanta energia e sudore.

 

Immagini della Serata

 

Recensione di Aqualunaedreams Articolo letto 1647 volte.

 

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