«La Mia Vita e gli Skid Row» di Sebastian Bach

La Mia Vita e gli Skid Row | MetalWave.it Libri
Titolo:
La Mia Vita e gli Skid Row

 

Autore:
Sebastian Bach

 

Prefazione:
Nel corso della propria carriera Sebastian Bach ha venduto più di venti milioni di dischi, sia come solista che come cantante della sua band, i leggendari SKID ROW, il primo gruppo hard rock della storia ad avere un album che è entrato in classifica direttamente al numero uno. Dotato, oltre che di una splendida voce, pure di una notevole figura che lo ha fatto presto diventare un sex-symbol, Bach è anche stato la prima rockstar a calcare un palcoscenico di Broadway, interpretando ruoli di primo piano in Jekyll & Hyde, Jesus Christ Superstar e The Rocky Horror Picture Show, e non è mancata nemmeno una presenza televisiva, in ben sette stagioni della celebre serie Una Mamma Per Amica. Nella sua autobiografia, Sebastian Bach offre un vivido racconto di quegli eccessi e sregolatezze che caratterizzavano la vita in tour insieme a gruppi del calibro di Bon Jovi, Aerosmith, Mötley Crüe, Soundgarden, Pantera, Nine Inch Nails e Guns N’ Roses, accompagnandolo con decine e decine di foto inedite da lui stesso conservate nel corso degli anni. Ma questo libro è anche la storia di un uomo che ha raggiunto la fama da giovanissimo, e di una band che è implosa quando era all’apice del successo. È la storia di un uomo che ha visto esaudirsi i propri desideri più sfrenati, per poi finire a perdere la propria famiglia e la propria casa. È la storia di un uomo che però ha sempre tenuto duro, e tra donne, alcol e musica ha sempre vissuto on the road, e continuerà a farlo. LA MIA VITA E GLI SKID ROW non è un’autobiografia rock come tutte le altre, perché Sebastian Bach non è mai stato una rockstar come tutte le altre.

 

Pagine:
384

 

Lingua:
italiano

 

Casa Editrice:
Tsunami Edizioni [Link Esterno a MetalWave] Visualizza il sito ufficiale di Tsunami Edizioni

 

Codice ISBN:
978-88-94859-12-6

 

Recensore:
Wolverine»

 

Visualizzazioni:
1302

 

Recensione

La vita e le opere (molte) di Sebastian Bierk, in arte Bach, cantante degli Skid Row, esempio di ciò che era bello e “cool” negli anni ’90.
Libro scritto piuttosto bene, molto scorrevole anche se un po’ troppo autoindulgente in alcune parti.
Racconta soprattutto la vita privata di Sebastian Bach, soffermandosi sugli aspetti meno noti al pubblico, come l’infanzia trascorsa alle Bahamas, al seguito di una coppia di genitori artisti e un po’ rock (forse più di lui).
La cosa che rimane più impressa è la differenza tra l’immagine conosciuta della rockstar e la narrazione della propria vita da bambino, figlio di un pittore ed insegnante universitario, troppo alto per la sua età, finito addirittura nel coro della chiesa locale, dove scopre un certo talento per la musica e il divertimento dei “tour”.
Altrettanto sorprendente è che, nel collegio dove viene inviato a seguito del divorzio dei genitori, trova quelli che saranno i suoi primi compagni di band ed acquista la consapevolezza che la musica sarebbe stato l’unico futuro percorribile.
Precoce in ogni aspetto della sua vita, diventa padre giovanissimo e rockstar planetaria a 19 anni, anche grazie ad una presenza scenica notevole ed una voce potente.
Nel libro ricorda anche quelli che hanno aiutato gli Skid Row nella loro ascesa, in particolare Jon Bon Jovi, con il quale dichiara di avere un debito di riconoscenza, ma che, allo stesso modo, critica per la gestione un po’ troppo “patriarcale” della propria carriera musicale.
Nella storia cita molti incontri importanti, con gli Aerosmith, i Metallica e soprattutto con i Guns’n’Roses, di cui riconosce il talento e del cui cantante diventa profondamente amico, compagno di stravizi e difensore, quando Axl Rose sarà al centro di critiche immeritate.
Si sofferma poco, invece, sulla fine degli Skid Row, arrivati al capolinea (anche stavolta come nelle migliori tradizioni) per questioni di soldi e di ego, forse dovute all’inesperienza dovuta alla giovane età di tutti i membri della band.
Sebastian Bach saprà reinventarsi molte volte, da musicista solista, a Phantom of the Opera a Broadway, fino alla carriera da attore in alcune serie TV (Una mamma per amica), nelle quali, tra l’altro, ottiene un notevole successo.
Ma ciò che più è evidente nel suo libro è che Sebastian Bach, nonostante il successo altalenante ed alcuni dispiaceri (il più grande, ed è evidente, è la morte prematura del padre), risulta essere un entusiasta, uno che ha amato la vita che ha condotto e continua ad amarla, dimostrandosi libero dagli stereotipi del rock che vorrebbero ogni idolo sempre uguale a se stesso.
E questa libertà (scusate il parere personale) me lo rende un po’ più simpatico.

 

Recensione di Wolverine inserita il 22.12.2019 - Articolo letto 1302 volte.