Intervista: Sinheresy

Nessuna Descrizione Un nuovo disco per questa band che pare abbia tanto da dire e mostrare. E' quindi doveroso, per noi di Metalwave, conoscerli meglio e comprendere Domino nelle sue mille sfaccettature.

 

Come è nata la band? Parlateci di voi.

La band è stata fondata a Trieste nel 2009 da un’idea del bassista Davide Sportiello e del chitarrista Lorenzo Pasutto a cui si sono aggiunti in brevissimo tempo i cantanti Cecilia Petrini e Stefano Sain e il batterista Alex Vescovi. La line up si è completata nel 2011 con l’ingresso di Daniele Girardelli alle tastiere. Dopo un periodo di gavetta sempre nel 2011 abbiamo pubblicato per Revalve Records il nostro primo EP “The Spiders and the Butterfly”, ricevendo ottimi riscontri dal pubblico e dalla stampa specializzata. All’inizio del 2012 abbiamo iniziato la nostra collaborazione con l’agenzia K2 Music Managment di Alessandro Castelli. Grazie a loro abbiamo intensificato la nostra attività live sia in Italia che all’estero e nel 2013 abbiamo firmato con la BakerteamScarlet Records per la pubblicazione del nostro primo full lenght “Paint the World”. Guardandoci indietro adesso che sono passati già otto anni dall’inizio di questa avventura non possiamo che essere soddisfatti dei risultati raggiunti grazie al duro lavoro e al supporto di persone che hanno creduto in noi sin dall’inizio.

Dopo il successo di Paint the World (il precedente lavoro della band), quali novità ci sono nel nuovo album?

Domino è il risultato della naturale evoluzione del nostro percorso musicale. Abbiamo mantenuto alcuni dei tratti distintivi di Paint the World come le linee vocali ultra-catchy e le atmosfere orchestrali, ma ad essi abbiamo voluto abbinare un approccio più diretto nella scrittura dei brani, un maggior uso dei synth ed un sound in generale più potente e moderno. I temi trattati nelle canzoni spaziano dalle esperienze personali all’attualità senza soluzione di continuità, anche se un filo conduttore può essere trovato nella presa di coscienza delle proprie azioni e delle conseguenze più disparate che queste hanno sulla nostra vita e su quelle degli altri, spesso senza neanche rendersene conto.

A tal proposito, parlateci di come è nato Domino. Avete aneddoti, esperienze connesse alla sua creazione?

Abbiamo iniziato a lavorare su Domino subito dopo la pubblicazione di Paint the World e abbiamo cesellato le canzoni sino a poco prima di entrare in studio. Siamo molto meticolosi da questo punto di vista, non diamo l’ok ad un brano sino a quanto non siamo pienamente soddisfatti di ogni dettaglio, spesso discutiamo a lungo persino su singole note o singole parole…Questo porta inevitabilmente ad un allungamento dei tempi ma allo stesso tempo permette di uscire dallo studio con il master in mano sapendo di aver fatto il massimo per offrire all’ascoltatore e a noi stessi il miglior prodotto possibile. La parte strumentale è stata registrata dal nostro “fonico di fiducia” Gabriele Gritti dei Zolfo Studios di Udine, mentre per incidere le voci e per il mix ci siamo affidati a Stefano Morabito dei 16th Cellar Studios di Roma, un grande professionista ed una persona davvero disponibile che non ha mancato di farci degustare le tipiche prelibatezze della cucina romana. Per il master abbiamo collaborato con il leggendario Mika Jussilla dei Finnvox Studios, un personaggio tanto “pittoresco” quanto competente e ci ha fatto davvero piacere ricevere le sue lodi riguardo al disco

4)Domino e Believe, due songs molto melodiche e catchy. Come sono nate?

Domino è stata la prima canzone del nuovo album ad essere scritta, anche se non sapevamo sarebbe diventata sia l’opener che la titletrack dell’album. E’ una canzone che parla del concetto di “fine” e di come quando essa è inevitabile si cerchi di darle un senso riflettendo su quello che si è detto e fatto e se sia stato davvero tutto giusto. In questa canzone ed in Ocean of Deception abbiamo avuto l’onore di avere come ospite per dei “parlati” Ralph Ruiz, presentatore della WWE che abbiamo conosciuto in tour con i Lordi. Believe è stata scritta dal nostro tastierista Daniele ed ha subito diversi rimaneggiamenti prima di trovare la sua forma definitiva. E’ forse la canzone che richiama di più il nostro precedente album, molto ariosa, con un importante componente orchestrale. L’abbiamo inserita in fondo alla tracklist subito prima della canzone-outro …Another Life proprio per lasciare l’ascoltatore con una carica di energia positiva, e magari con la voglia di riascoltare l’intero disco

Siamo curiosi di conoscere la storia dietro My Only Faith, la traccia più singolare di Domino.

My Only Faith è una canzone che ci ha entusiasmato da subito quando Lorenzo l’ha portata a prove, e non a caso è stata scelta come primo singolo dell’album. Ha un riff trascinate, da “salto”, come abbiamo già fortunatamente potuto constatare in sede live, una melodia suadente nel verso e di immediata presa nel ritornello e un break potente. La parte “rap” cantata da Stefano è nata quasi per caso ed è stata un bel azzardo ma alla fine l’incastro di voci ci sembrava così buono che abbiamo deciso di lasciarlo.

The Island of Salt and Grass è, invece, più profonda, bella. Ce ne volete parlare?

La storia dietro a questa canzone è davvero particolare. Il testo è basato su un ricordo d’infanzia scritto dal padre di Davide, il nostro bassista; una memoria del periodo passato in un collegio a Venezia che ha segnato profondamente la sua vita e dove ha conosciuto il suo migliore amico, che poi purtroppo sarebbe morto nel terremoto del Friuli del 1976. Il testo colpì profondamente Davide che decise così come regalo per il padre di scrivere una ballad basata su quel testo, poi tradotto e adattato in inglese da Cecilia. Sebbene non sia stato facile riuscire a esprimere in musica i ricordi di un’altra persona è sicuramente insieme ad Our Angel di “Paint the World” una delle canzoni più emozionali che abbiamo scritto, dalle atmosfere sognanti, intrise di melanconia e speranza allo stesso tempo.

Star Dome e Ocean of Deception hanno un sound moderno, degli accenni quasi techno. Avete aggiunto qualcosa al vostro stile?

Si, con queste due canzoni abbiamo voluto esplorare il lato più “sintetico” della nostra musica, abbinando ad una base con influenze metalcore suoni da EDM. Ci piace molto sperimentare stili di arrangiamento diversi pur rimanendo fedeli alla nostra formazione da musicisti metal. In questo disco inoltre abbiamo iniziato ad usare la chitarra 7 corde che ci permette di trovare soluzioni diverse sia a livello di riffing che di suoni.

Parlando di live, sappiamo che avete condiviso il palco con grandi nomi della scena metal internazionale. Come vi siete trovati, cosa vi ha lasciato questa incredibile opportunità?

La parte live è una di quelle che preferiamo di questo mestiere, e l’aver condiviso il palco con gli artisti che hanno segnato la nostra adolescenza è stato davvero il realizzarsi di un sogno. Oltre le soddisfazioni personali abbiamo imparato molto da queste esperienze. Stando a contatto con tali professionisti per un lungo periodo di tempo come è stato ad esempio per il tour con i Lordi del 2015 durato 40 giorni impari inevitabilmente come comportarti on the road, sul palco, cosa fare e cosa non fare, quali cose serve veramente portarsi dietro e quali cose possono essere lasciate a casa, e in generale quali sono i pregi e i difetti nella vita di un musicista pro. Ci siamo trovati bene con tutti quelli con cui abbiamo suonato, in particolare l’ultimo mini-tour europeo di spalla a Tarja è stato fantastico, lei è una persona davvero dolce e alla mano, per quel poco che abbiamo potuto conoscerla, e anche il suo staff ci ha trattato con la massima disponibilità e cortesia. Certo la fatica e i sacrifici da fare sono tanti, ma vengono ampiamente compensati dalla possibilità di salire su grandi palchi e ricevere sorprendenti risposte positive da un pubblico che in fondo è li per ascoltare l’headliner, sia durante il concerto che poi al banco del merchandise.

Qualigruppi/cantanti/musicisti hanno ispirato il vostro percorso fino ad ora?

Ce ne sono tanti e dei generi più disparati, è facile nominare band come Kamelot, Within Temptation, Nightwish e Symphony X, solo per citarne alcune, che sono i gruppi con i quali siamo cresciuti, ma ognuno dei membri del gruppo è influenzato nel suo stile anche da ascolti che non si direbbero evidenti a prima vista. Cecilia ad esempio è una grande fan dei Placebo e dei Queen, Stefano dei System of a Down e non disdegna la musica commerciale, Davide ha iniziato a suonare grazie a Bon Jovi, Lorenzo segue anche la scena metalcore e djent e così via.

Progetti futuri legati all'uscita imminente di Domino?

Il primo periodo sarà impegnato nella promozione dell’album con dei concerti selezionati, a partire dal release party a Trieste il 24 Marzo, la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e tutte le altre attività necessarie concordate con l’etichetta e con il nostro manager.
Nel frattempo inizieremo a buttare giù le idee per il nuovo album, alcune delle quali ci sono già ma in uno stato puramente embrionale.
Grazie a Metalwave per l’opportunità concessa ed un saluto a tutti i lettori!

Intervista di Reira Articolo letto 801 volte.

 


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