Intervista: Ambra Rockess

Nessuna Descrizione A pochi giorni dall'uscita di Darkling, ci concediamo il piacere di fare alcune domande ad Ambra Rockess per scoprire qualcosa in più su di lei e, naturalmente, sul suo ultimo notevole lavoro.

 

Come è iniziato il tuo percorso nell'ambito della musica? Raccontaci un po’ di te.

Se proprio devo essere sincera, io da piccola sognavo di fare l’attrice. Musica? Questa sconosciuta. Non sono né figlia d’arte né bimba prodigio che già a 2 anni stava sui palchi. Nulla di tutto ciò. Eppure il mio cuore ha scelto di muoversi in questa direzione. Mi sono svegliata ad 11 anni con una voglia immensa di inventare canzonette, di cantarle con un’orrenda vocina e strimpellare la tastierina giocattolo. Sono entrata nella mia prima vera band a 14 anni e da lì non ho più smesso.

Quali band e cantanti hanno influenzato i tuoi gusti e il tuo percorso?

Non sono mai stata fanaticamente legata a nessuno in particolare. Essendo particolarmente volubile anche nei gusti musicali, mi sono lasciata dolcemente influenzare dalle voci Bjork, Tori Amos, Skin; dal sound dei Muse, Metallica, Foo Fighters, Opeth, The Offspring, Lady Gaga. Insomma, vedi che tra loro hanno tutti ben poco in comune. Sono un vero e proprio ibrido. Me ne vergogno quasi ahahah

Pochi giorni fa è stato reso disponibile il tuo album Darkling. Come sono state le prime impressioni?

Credo di non aver avuto abbastanza tempo per elaborare per bene. Dalla critica sicuramente molto bene, MetalWave innanzitutto. Ma voglio portarlo live e vederne la reazione nei volti di chi lo ascolta. Ma Darkling nasce in crowdfunding quindi ho già avuto la fiducia dei miei fan che mi hanno permesso di realizzarlo. Mi sembra un punto zero abbastanza rilevante. Sicuramente un atto di fiducia.

Parlando di Darkling, raccontaci come è nato e si è sviluppato.

Darkling nasce da notti d’ispirazione devastante, da sogni ad occhi aperti, da desideri nascosti, da voglia di verità e fame di coerenza. Scrivo quasi sempre da sola, non so nemmeno come si faccia a decidere di scrivere una canzone, sedersi e scriverla per davvero, con tremila accordi, parole studiate, rime perfette. Non sono un freddo genio ma una povera e ‘caldissima’ sognatrice. Inoltre, ho sempre pensato sia la Musica a trovare me.
Umberto, come sempre, ascolta ciò che ho da dire e si lascia incondizionatamente ispirare dalle mie muse, come in “Love in Blackness”, “Red Mood”, “The Descent of Love”, “The Anger Game”; così come Lorenzo in “We are Darkling” e “Phoenix”. In altri casi, come in “Omega” e “Hypnosis” sono io che mi sono lasciata trasportare dalla muse di Umberto, molto più spietate delle mie.

Nello specifico, come mai Love in Blackness è il primo singolo?

Love in Blackness ha preteso di essere il primo singolo. Non l’ho scelto io. Sin da quando è venuto a trovare, quella notte sul mio letto, ha avuto una forte personalità e si è autoproclamato portavoce di Darkling. Accoglie in sé tutto ciò che provo nei confronti della mia Musica “you paint my soul darker”.

Mi è piaciuta molto The Descent of Love, l'ho trovata profonda e intensa. Hai qualche aneddoto in merito?

Ho scritto The Descent of Love sapendo già che sarebbe stata interpretata assieme a William V. Wilson, uno degli artisti più espressivi che io conosca. Condividiamo la passione per l’oscurità, non siamo meravigliosi insieme? The Descent of Love parla di una bellissima storia d’amore finita tragicamente negli Inferi. Parla di lei e di lui che desiderano vivere insieme “per sempre”. L’unico modo per concedersi l’eternità è uccidersi e proseguire l’amore nelll’aldilà. Lei si uccide per prima invece lui non lo farà mai perché troppo narcisista e bugiardo. Lei urlerà in eterno trascinata dal vortice dei demoni dell’abbandono. Lui chiude dicendo “Stop being human, become something else” lanciandole una maledizione. Imperdonabile “The Descent of Love”.

In Hypnosis in particolare ho riconosciuto uno sfondo rock più accentuato che in altre songs. Ce ne vuoi parlare?

“Hypnosis” nasce, come ho già detto, dalle corde di Umberto e parla di come l’uomo desideri la presenza di un “salvatore” nella propria esistenza ed si sforzi di essere perfetto per lui. Ma, il nostro poveruomo, quando si trova a sprigionare i suoi istinti, come quando è inerme sotto ipnosi, non bada a certi concetti religiosi e si lascia andare al peccato (inventato).

C'è una traccia in Darkling alla quale sei particolarmente legata?

Sono molto legata a “We are Darkling”. Ho scritto questa canzone immaginando con un desiderio incontrollabile un mondo perfetto, come in un sogno. Confesso di essermi lasciata ispirare, almeno nell’immaginazione, dal meraviglioso film “Inception”, specialmente nella costruzione di realtà in cui vivere felici. Ho cantato il pezzo dall’inizio alla fine ad occhi chiusi, mentre registravo tutto d’un fiato, ed è stato bellissimo vivere quel “Charming Universe” anche per soli 3 minuti.

Hai un cantato singolare e parecchio sensuale. Di certo non lascia indifferenti. Ti sei ispirata a qualcuno oppure è una scelta stilistica?

No, credo di non aver avuto particolari ispirazioni vocalmente parlando. Purtroppo però quando qualcuno ascolta una voce/musica che non conosce sente sempre l’esigenza di far paragoni con chi già conosce. Nel mio caso, mi sono abituata alla noia di essere paragonata ad Amy Lee/Evanescence. Nulla contro loro, anzi, ma non ci siamo mai lasciati ispirare dal loro sound. Non li ascolto da 10 anni ormai e Umberto li detesta (testuali parole sue!)

Per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri? Hai qualche concerto o festival in programma?

Ho un’incredibile voglia di cantare il mio Darkling. Ho voglia di farlo da sola, in intimità, con il mio piano. Ma ho ancor più voglia di condividerlo con dei musicisti che possano interpretarlo come merita. Al momento è tutto in costruzione, anzi, work in rockess.

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Intervista di Reira Articolo letto 214 volte.

 


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