Intervista: Roxin' Palace

Nessuna Descrizione I Roxin Palace hanno alle spalle un’intensa attività live per la promozione del loro primo album, fino ad arrivare a suonare in Repubblica Ceca e partecipando in prestigiosi festival come Metal Days in Slovenia, insieme a gruppi come Manilla Road, Obituary, e Satyr Icon. Nel 2014 un mutamento di lineup che vede la sostituzione del cantante Axel, il chitarrista e il bassista Slaver Garret con i nuovi membri, Al e Gian. Portabandiera dello stile sleazy e street tra gli anni'80 e la nuova scena del nord Europa. Per noi, il chtarrista Crown, ha risposto alle domande di questa intervista.

 

Innanzi tutto complimenti per il vostro nuovo album “Freaks Of Society” che mi è piaciuto molto, proponendo un genere con cui sono cresciuta e continuo ad apprezzare. Con il vostro disco, ho avuto la conferma che lo street e lo sleazy non sono stati solo una moda di passaggio ma un concetto tangibile che gruppi come voi portano avanti. Dietro a questo vostro ultimo lavoro esiste un concetto di base da cui è nato?

(Crown): Certo hai colto nel segno, l’idea è del drummer Hell, l’ho subito trovata geniale, così ci siamo divisi i testi. Fa parte del pensiero che ci ha spinto a comporre questo album: siamo tutti mostri della società’ ma non tutti lo sappiamo. Il concept, è legato da un’idea di base racconta in chiave ironica di tutti i ‘personaggi folli’ con cui ci siamo imbattuti durante la lavorazione di questo disco e nella vita in generale e non solo, sono descritti anche luoghi (Postatomic Hotel) o situazioni grottesche come la vita in una setta (Monsters Love) e così via. Anche noi abbiamo le nostre “tare mentali” ma almeno ne siamo consci. Questa è l’idea generale, non c’è nessun odio nelle liriche ma solo tanta ironia.

Come descrivereste “Freaks Of Society”?

Rock, tanto Rock! Per capirci, è un incrocio tra mostri sacri come Guns, Motley, Skidrow, Poison con la scena scandinava attuale, ma non solo; amiamo anche Metallica e Maiden come puoi sentire da alcuni riffs. Il tutto rivisto in chiave più moderna a nostro avviso.

Ci parlate del vostro songwriting, come e da cosa nascono i vostri testi e la vostra musica?

I testi come detto raccontano più che altro esperienze personali, quanto riguarda la musica non ci sono regole. Un pezzo può’ nascere semplicemente da una Jam, non ci poniamo limiti di sorta, abbiamo sperimentato molte situazioni differenti.

Io mi sono letteralmente innamorata al primo ascolto del vostro brano “Fading idol”, che cosa mi potete raccontare di questa canzone?

Il testo è di Hell ma ti posso dire che parla di un personaggio un po’ pacchiano della scena musicale italiana con cui abbiamo avuto i ‘piacere’ di interagire. Ovviamente non facciamo nomi

C’è così tanta influenza anni ’80 nelle vostre canzoni, il vostro album mi ha riportata indietro nel tempo, che ne pensate dell’ondata glam/street che arriva dal nord Europa?

Ci piacciono Hardcore Superstars, Crashdiet e Crazy lixx. Troviamo questo tipo di sound fresco e innovativo, come ti dicevo fa parte delle nostre maggiori influenze.

Per chi ancora non vi conosce, vi presentate come band, le vostre origini musicali ai lettori?

Sono le più’ disparate. I mostri sacri del rock li abbiamo già citati ma ascoltiamo tutta la musica: pensa che io e Al siamo fanatici dei Duran Duran e dei Cure. Queste influenze finiscono inevitabilmente nel nostro songwriting.

La scelta del nome del gruppo com’è avvenuta?

La band si chiamava Modern Middle Ages all inizio. Volevamo mischiare influenze glam con qualcosa di più’ oscuro. Quando Hell entro’ nel gruppo propose qualcosa con il nome “Roxy” che lui adorava, io dissi subito: “Roxin’ Palace!”, mi riportava alla song dei Dimmu Borgir ‘Mourning Palacè. Il nome è nato così quasi per scherzo, ma suonava bene e lo abbiamo tenuto. Sei la prima a saperlo.

Cosa dovrebbe persuadere un ascoltatore ad ascoltare la vostra musica?

È la domanda più’ complicata a cui rispondere. Direi la voglia di sano rock in stile 80’ proiettato nei nostri anni.

Personalmente quali sono stati i momenti incisivi nel vostro lavoro artistico?

Le date all’estero che ci hanno caricato tantissimo, specialmente la partecipazione al Metaldays ma è con la nuova line up che abbiamo avuto il picco maggiore. Non sono mai stato così felice per le qualità, sia artistiche che personali, dei nuovi arrivati.

Cosa deve aspettarsi il pubblico dai vostri live? Quali emozioni volete tramettere?

Noi pestiamo il palcoscenico per bene. Sana rabbia e puro divertimento non mancano di certo.

Le band crescendo hanno stimoli ed aspettative diverse, i Roxin’Palace cosa vogliono diventare da grande? Come vi vedete tra qui a qualche anno?

Vogliamo continuare a comporre dischi e suonare sempre in posti nuovi. Prima o poi partiremo per suonare a Los Angeles, è una promessa.

A vostro giudizio, esiste una possibilità di rinascita culturale musicale in Italia? La maggior parte di noi guarda all’estero quando in realtà i nostri musicisti non hanno niente da invidiare a quelli stranieri.

Il problema dell’Italia è che la maggior parte delle band è individualista, non si crea mai una scena sana a nostro avviso. C’è troppa competitività malsana e questo porta anche i musicisti stessi a diventare esterofili. Le band di valore assumono notorietà al di là del confine, mentre qui vengono snobbate. Seppur triste è la realtà. La risposta a questa domanda è davvero dura…

Ringraziandovi per il tempo dedicato all’intervista, cosa vorreste aggiungere ai lettori di MetalWave?

Grazie a te e a tutta la redazione per lo spazio concessoci. Ringraziamo chiunque darà alla nostra band una chance. Vi aspettiamo ai nostri show per rockeggiare con noi.

Intervista di Ladystardust Articolo letto 1372 volte.

 


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