Intervista: Sixty Miles Ahead

Sixty Miles Ahead 
Sandro Casali (voce), Fulvio Carlini (chitarra), Francesco Li Donni (basso), Luca Caserini (batteria). I Sixty Miles Ahead sono un gruppo hard rock proveniente dalla periferia di Milano. Nati nel 2011, la band ha dimostrato di essere uno delle proposte più interessanti, grazie alla loro forte impatto, il sound accattivante ed alla loro capacità di ibridare canoni hard rock con soluzioni fresche derivanti metal melodico e un rock contemporaneo. Finora Sixty Miles Ahead hanno rilasciato due registrazioni in studio, con recensioni più che favorevoli da tutto il mondo. L'intensa attività live della band li ha visti eseguire insieme alla crema della scena hard rock italiana, così come i giganti internazionali come Richie Kotzen e Tygers of Pan Tang.

 

Prima di tutto complimenti per il vostro nuovo disco” Insanity”, è un album molto ricco di sonorità e l’ho apprezzato in toto. Per un lettore che non vi conosce, come descriveresti i Sixty Miles Ahead?

Ciao! Grazie mille per i complimenti, ci fa sempre piacere sapere che qualcuno apprezzi quello che facciamo. I Sixty Miles Ahead sono una band fatta di persone che condividono la stessa passione per la musica. Per quanto questa possa sembrare la risposta più banale del mondo, per come la vedo io è il motivo principale grazie al quale riusciamo ad avere sempre la voglia e il bisogno di continuare a fare dischi.

Cosa mi puoi dire circa la composizione dei vostri brani? Vi sedete in studio con l'intenzione di scrivere la "canzone rock definitiva" oppure il brano nasce spontaneamente nella vostra mente?

In fase di composizione siamo tutti molto uniti nella nostra sala prove. In genere uno di noi arriva con un'idea che spesso e volentieri è già una canzone scritta dall'inizio alla fine, poi con i tempi necessari tutti partecipiamo alla fase di arrangiamento. Visto che ognuno di noi ha molte idee e gusti differenti, cerchiamo di mettere insieme tutto nel migliore dei modi cercando di tirare fuori un risultato più personale possibile. L’identità delle cose che si scrivono sta al primo posto.

Apprezzo in modo particolare “Sign for Tomorrow” e “Dead Space “, ho trovato delle venature a la Alice Cooper…sbaglio? Mi diresti qualcosa di questi due brani? Come sono nati ad esempio.

Alice Cooper non è esattamente tra le nostre influenze, ma capisco cosa intendi! Sono tra i brani più heavy e “teatrali” del disco. “Sign for Tomorrow” parla di superare le difficoltà con le proprie forze e senza incolpare gli altri. Anzi l’introduzione è una vera e propria esortazione a non piangersi addosso! “Dead Space “è il brano più “metal” dell’album ed è un viaggio nella nostra mente. Parla di perdersi per poter ritrovare la propria identità e la propria voce.

A bruciapelo, tre parole con cui definiresti il vostro nuovo lavoro?

Potente, passionale e puro.

Qual è il vostro obiettivo artistico e cosa volete comunicare ad un ascoltatore?

Per ora l'obiettivo rimane sempre lo stesso, ed è quello di continuare a fare musica con la stessa voglia di quando abbiamo iniziato.In quasi 6 anni di Sixty Miles Ahead abbiamo fatto molta esperienza sia in studio che per strada e una cosa è certa (e qui rispondo definitivamente alla tua domanda) c'è il bisogno di comunicare a chi ci ascolta, che esiste sempre musica nuova e noi nel nostro piccolo cerchiamo di dare alla gente e ai musicisti in generale, la voglia di continuare a scoprirla, suonarla e ascoltarla.

Come vedi i Sixty Miles Ahead nel prossimo futuro? Quali sono i vostri obiettivi?

Sarebbe bello avere una risposta e sapere cosa dirti nel dettaglio. Effettivamente però, il bello del futuro è che non lo conosciamo. Ci sono tante novità in arrivo ma sarà solo grazie all'impegno che tutti i giorni dedicheremo alla band che potremo trovare risposta a questa domanda. Sono del tutto positivo e per ora ti dico che il futuro ci metterà presto alla prova con nuove canzoni e nuovi posti dove suonare.

Come band, come giudicate la situazione complessiva della scena italiana? intendendo promoters, rapporti tra le band, pubblico, locali, Media, etc.

Molti dicono che la scena italiana non esiste. Non è un pensiero che condividiamo ovviamente. Basti pensare a quante band Italiane hanno comunque lasciato un segno tangibile nel tempo musicalmente parlando. Nonostante il "periodo buio", chi ci crede davvero continua a fare il proprio senza fare polemiche inutili. Per quanto riguarda il nostro caso, ci siamo sempre trovati bene con tutti, e parlo di band, locali, gestori e tutta la categoria interessata. Se ognuno svolge bene il proprio compito le cose possono funzionare, altrimenti diventa tutto un gran macello.

A tuo giudizio, esiste una possibilità di rinascita culturale musicale italiana? La maggior parte di noi guarda all’estero per riuscire a trovare musica alternativa quando in realtà i musicisti nostrani non hanno assolutamente nulla da invidiare a quelli stranieri.

Credo che alla base ci sia la NON voglia di scoprire cosa c'è di nuovo in generale. Spesso è più facile cercare cose nuove all'estero solo perché fa tendenza e nella maggior parte dei casi la musica che abbiamo in Italia lascia un po' il tempo che trova. Abbiamo la fortuna di avere dei musicisti molto validi nel nostro paese e ci sono tantissime scuole di musica di alto livello che formano ogni giorno nuovi artisti. Il discorso è davvero lungo da affrontare, ma a dire il vero la rinascita è una cosa che dipende da noi che suoniamo prima di tutto, e questo non vale solo per la musica.

Come valutate l’ascolto della musica in questa nuova era in cui pare sia cambiato anche il valore che si dà alla musica? Il classico disco è ormai un pezzo per i collezionisti e i nostalgici come me o pensate sia ancora un veicolo per raggiungere il pubblico?

Il classico disco rimane la cosa più bella che c'è. Personalmente trovo che scartare un cd sia ancora uno dei gesti più affascinanti che una persona possa fare. In questi tempi ormai è diventato tutto maledettamente tecnologico, questo ti predispone all'ascolto immediato di qualunque cosa desideri. Dall'altro lato, torno a quello che dicevo prima: vuoi mettere correre a casa per aprire e ascoltare il disco che desideravi da tanto? Non c'è paragone! Il nostro ultimo disco "Insanity" come anche quelli precedenti sono stati stampati anche in formato fisico e la nostra fortuna, anche di altre band ovviamente, sta proprio nel fatto che ci sia ancora gente (e tanta) ancora in cerca di dischi durante i concerti.

Oggi la proposta da parte dei musicisti, anche delle band di minore rilievo, non solo in senso musicale, anche di business, si sviluppa attraverso la grafica, il supporto promozionale, una scelta di date live e se possibile cercare collaborazioni di peso. Voi come vi state muovendo in questo senso?

È tutto molto importante. Noi abbiamo avuto la fortuna di aver firmato un contratto con l’americana Eclipse Records per il nostro ultimo album. Stanno facendo un ottimo lavoro per quanto riguarda la promozione, le radio, i media etc... Nel mentre, abbiamo firmato anche con Bagana Rock Agency che cura sia l'ufficio stampa per l’Italia che il booking per le date live. Siamo in fase organizzativa ma a breve pubblicheremo tante novità.

I live show sono un’occasione importante per ammirare le doti dei musicisti, se dovessi invogliare le persone a venirvi a vedere in concerto, cosa diresti?

Direi che avrebbero l’occasione di sentire una band che ha molto da dire con la propria musica e tanto da dare sul palco, nulla di più forse. Anche perché le emozioni si possono trasmettere ma non si possono imporre e anche questo è bello e fa parte del gioco.

Intervista di Ladystardust Articolo letto 5960 volte.

 


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