Intervista: One Machine

Nessuna Descrizione Dopo la recente uscita di "The Final Cull", abbiamo modo di scambiare due parole con l'eclettico leader della band Steve Smyth.

 

Ciao Steve, è un piacere parlare con te, potresti introdurre il progetto "One Machine"?

Smyth: One Machine è una band formata nel 2008 con Jamie Hunt, ad oggi abbiamo rilasciato due album: The Distortion Of Lies And The Overdriven Truth (2014) e il nuovo album, The Final Cull nel 2015.
Le sonorità sono tipicamente metal con un ampio spettro; molti ci hanno trovato molte influenze, citando vari sotto generi. Ho avuto modo di suonare in diverse band con diversi stili sempre metal, mi sono sempre spinto oltre ogni “paletto compositivo”, quindi questo è il risultato del mio stile personale.

Quali sono le maggiori differenze tra il primo album e il nuovo lavoro "Final Cull"?

Smyth: Abbiamo un nuovo cantante ed un nuovo bassita (Chris Hawkins alla voce e Stefano Selvatico al basso), e questo ha portato molti cambiamenti nell’album. Ho dato a Chris molta libertà per la stesura dei testi, cercando di indirizzarlo sul concept principale, questo ci ha permesso di realizzare un album solido. Jamie ha dato il suo contributo un po’ dopo, scrivendo un pezzo e partecipando nelle fasi più avanzate del lavoro. Questo album è stato realizzato live in studio con un buon budget, credo che questo abbia contribuito in modo molto positivo, raggiungendo quello che avevamo in mente. Eravamo sempre molto concentrati sul lavoro.

Quali sono i principali aspetti sui quali vi siete concentrati per questo disco?

Smyth: Sulla scrittura dei brani. Nel metterci qualcosa di proprio che sia in grado di essere trasmesso nel momento in cui lo ascolti. O almeno lo spero. Credo che ci siamo riusciti in gran parte, ovviamente ci sono aspetti che arrivano prima ed altri dopo invece. Il primo album era un po’ distaccato, lo abbiamo composto a distanza, registrando, spedendolo ed aspettando le risposte dagli altri una volta ascoltato. Questo è molto più fresco e diretto, visto che sono riuscito a creare 5 pezzi direttamente con Chris, e lasciare tutto il resto ad un lavoro in studio con tutta la band.

Avete ideato un concept in particolare per l’artwork? Ce ne parleresti un po’?

Smyth: il concept è un mix di fantasy e realtà: The Final Cull riguarda uno sguardo al futuro, con il crescere della tecnologia di giorno in giorno, gli umani iniziano ad essere meno dipendenti dagli altri con meno relazioni interpersonali, a meno che non si parli di scambi dati o messaggi.

Visto il gran numero di progetti in cui sono coinvolti tutti I musicisti della band, è difficile creare un’identità della band vera e propria?

Smyth: Direi che ora siamo una vera e propria band. Non stiamo solo portando fuori un album, quindi anche nei live avrete modo di assistere alla performance di una band a tutti gli effetti, non amo la parola “progetto”.

State pianificando un tuor in Europa/Italia?

Smyth: Europa e Itala in particolare! Stiamo cercando di organizzare tutto per il prossimo anno… Stay tuned!

Puoi anticiparci qualche news riguardante One Machine?

Smyth: abbiamo da poco rilasciato il lyric video di The Final Cull (https://www.youtube.com/watch?v=JSMSAr-Z_1s) ed anche un music video per il brano Forewarning (https://www.youtube.com/watch?v=w-CW6m1tnNU), oltre ad alcuni video promozionali disponibili sul canale youtube di Scarlet Records, dategli un’occhiata.

Grazie per la disponibilità, ti lascio la parola per un saluto ai lettori di Metalwave.it.

Smyth: Grazie a tutti I fan europei per il supporto! Se volete I One Machine nel vostro paese, fatecelo sapere e unitevi a The Final Cull!
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Intervista di Dust Articolo letto 1745 volte.

 


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