Intervista: Circus Maximus

Photo by Alex Hoel
The Prog Files – pt.III Finalmente è il momento di incontrare degli headliner della serata, i progster norvegesi Circus Maximus. Manca poco all’inizio dello show con gli Echotime (http://www.metalwave.it/leggi_intesclusiva.php?id=834), a cui seguiranno Appearance of Nothing e DGM (http://www.metalwave.it/leggi_intesclusiva.php?id=839) e la confusione al Blogos inizia a crescere, ragion per cui, inaspettatamente, il bassista Glenn Møllen, disponibile e simpatico come pochi, mi conduce verso il tour bus della band. Arrivati nell’area “relax” troviamo ed interrompiamo il batterista, Truls Haugen, intento a guardare il film “Movie 43”; il cantante Michael Eriksen e il chitarrista Mats Haugen stanno riposando per dare il massimo on stage e verranno disturbati solo a fine intervista da Truls per una private signing session. Le premesse per una piacevole (e comoda) chiacchierata ci sono tutte, si dia pure inizio alle danze.

 

Benvenuti su MetalWave, prima di tutto vi ringrazio per averci dedicato del tempo, come sta andando questa esperienza italiana?

Glenn: penso stia andando bene, abbiamo suonato a Trieste ieri ed è stato molto emozionante, il pubblico era caldo e ci siamo divertiti un sacco, ormai abbiamo la nostra famiglia italiana che è presente ogni volta che suoniamo qui. Vorremmo ringraziarli tutti, in primis Max (nda: Barzelatto).

Domani sarete a Roma, avete già visitato il Circo Massimo?

Glenn: si! E ci andremo di nuovo! Ci siamo stati una volta mentre eravamo in tour con i Seventh Wonder.

Truls: Abbiamo fatto foto bellissime..eheheh..Circo Massimo (nda: pronunciato in italiano con un meraviglioso accento scandinavo)

Leggendo altre interviste ho notato che tutti vi chiedono quale sia la correlazione tra il nome della band e l’antica arena romana, a quanto pare invece è la password di un videogioco…

Truls: si, di un vecchio gioco per pc, “Ripper”, io e mio fratello ci giocavamo da piccoli. Non sapevo neanche dell’esistenza del Circo Massimo all’epoca.
Nel gioco bisognava entrare in una base nascosta e la password era per l’appunto “circus maximus”, poi quando cercavamo un nome per la band, parecchi anni fa, dissi “Hey, Circus Maximus è un nome figo no?” eheheh e ora tutti ci chiedono se ha a che fare con il Circo Massimo ma no, non ha assolutamente niente a che fare con quello, poi se proprio vogliono trovare una connessione, beh facciano pure.

Glenn: specialmente dopo aver registrato “Glory of the Empire” la gente si è sentita legittimata a fare connessioni eheheh.

Parliamo di “Nine”, è passato un anno da quando è stato pubblicato, le vostre aspettative sono state soddisfatte? (nel frattempo ci raggiunge il tastierista Lasse Finbråten)

Truls: si, assolutamente. Abbiamo scelto un sentiero diverso, musicalmente parlando, ma ci sono state solo risposte positive e siamo molto felici a riguardo.

Lasse: musicalmente abbiamo preso una direzione un po’ differente ma anche alla produzione e al mixing dell’album hanno lavorato persone diverse, abbiamo scelto qualcuno abituato ad un sound più pop rispetto al tipico mixing metal.

Truls: Eh si, lui non aveva mai prodotto un album metal prima di del nostro, siamo stati i primi ma ha fatto un gran lavoro e ne siamo orgogliosi.

Cosa rispondete a chi critica la vostra scelta di aver adottato uno stile più soft rispetto agli album precedenti?

Truls: non ci interessa.

Glenn: no davvero, se gli piace bene, altrimenti ascoltino altro.

Truls: Si, se ti piace “1st Chapter” ascolta “1st Chapter”, se ti piace “Nine” ascoltalo, se non ti piace non è assolutamente un problema.

Glenn: la cosa importante è che, anche se sulla registrazione il sound risulta più soft, live è un album che spacca il culo. Senza dubbio.

Personalmente penso che quest’album mostri una forte maturità artistica.

Glenn: in confronto ad “Isolate”, sia nella scrittura che nella composizione c’è una componente molto più personale rispetto agli standard del progressive metal.

Truls: si, abbiamo provato a spingerci un po’ oltre i confini imposti dagli standard del genere, ma siamo ancora i Circus Maximus, stessa band, stessi esseri umani.
Per me è noioso alla lunga fare il gradasso e suonare 20 minuti di virtuosismi strumentali, quello che intendo fare è creare buone canzoni.
Ci sono sempre assoli belli, scintille metal e un sacco di altra roba nel mezzo ma penso che il brano sia la cosa più importante e in questo caso abbiamo finalmente trovato il giusto modo, a mio avviso, per esprimerci.

Infatti si sente che strizza parecchio l’occhio alla melodia e probabilmente ne aumenta la fruibilità.

Truls: si, perché non diventare più popolari scrivendo bella musica che può essere accessibile anche ad altre persone e non solo ai tipi strambi? (ride e simula un assolo di chitarra)

Glenn: Hey, quello lo sappiamo ancora fare, suoniamo ancora metal ma con un bilancio diverso dei vari elementi e non solo inserendo un milione di note in una sola canzone.
La melodia è la cosa più importante a prescindere da quello che segue.

Quali sono state le differenze nel processo compositivo tra “Nine” e “Isolate”?

Truls: la maggior parte dei pezzi li ha scritti mio fratello Mats.

Lasse: è tutto diverso rispetto a qualche anno fa, lo stare insieme, suonare, siamo semplicemente un po’ pigri e abbiamo più responsabilità.

Truls: sono successe molte cose, abbiamo famiglia, lavoro..

Glenn: si, Mats ha definito la struttura dell’intero album, abbiamo iniziato a registrare e tutto poi è venuto naturale.

Truls: si, a quel punto è iniziata la collaborazione

Glenn: avevamo bisogno di un percorso e lui l’ha disegnato.

Per cui come nasce un brano in casa Circus Maximus oggi?

Glenn: dipende, abbiamo tutti molti impegni, però sfruttiamo mezzi come Dropbox ed email per scambiarci il materiale così in tempo reale ognuno può ascoltare tutto e trarre ispirazione da cosa hanno prodotto gli altri.

Lasse: non penso che il non poter stare insieme ci limiti più di tanto, in ogni caso abbiamo una nuova sala prove e possiamo vederci e suonare insieme più di prima

Truls: ora l’ispirazione è forte, molto di più rispetto a qualche anno fa, abbiamo un sacco di bel materiale, infatti vogliamo tornare a scrivere il prima possibile e farlo insieme, collaborando. Poi chissà che ne verrà fuori, potrà essere death metal, opera o addirittura reggae, ahahah, non si sa mai, it’s progressive!

Ti diverti a scioccarci eh?

Truls: si, ahahahah

C’è stato un cambiamento nel tipo di musica che ascoltate in privato?

Lasse: non lo so, ascoltiamo un sacco di roba diversa.

Glenn: per quanto mi riguarda, per molti anni ho privilegiato la musica progressive ma al momento quasi non l’ascolto più, anzi, ascolto tutt’altro. Non so perché, è così e fondamentalmente non mi importa, il progressive lo suoniamo e abbiamo necessità di evolvere, questa necessità cambia automaticamente i gusti, non ci poniamo limiti.

Lasse: come vedi c’è un uomo nudo in tv.. (nda: “Movie 43”)

Truls: ne abbiamo già parlato, sei in ritardo!!

Pensate che la musica che ascoltate influenzi la musica che suonate?

Truls: noi sappiamo di avere un percorso, un nome, dobbiamo attenerci a quello ma in fondo siamo tutti dei metallari quindi quella piccola fiammella resterà sempre accesa.

Lasse: amiamo suonare metal, come musicisti amiamo spingerci sempre al limite delle nostre capacità tecniche ma ciò non forza le nostre canzoni.

Truls: influenze? Non lo so, probabilmente quello che dice Mats, ahahah, un giorno può essere un pezzo dei Coldplay, il giorno dopo degli Opeth e allora scrive un pezzo alla Opeth e lo stesso vale per me, sono un grande fan dei Meshuggah e posso scrivere riff ispirati alla loro musica, con tocchi strambi e il giorno dopo canzoni pop.
E se mi va posso anche mescolarli insieme e creano qualcosa più strano o più cool, dipende dal mood del giorno.

Glenn: non ascolterete altro che progressive da noi, anche se ascoltassimo pop produrremmo progressive pop, ahahahah

Truls: come quando ascolto Justin Bieber.

Glenn: yeah, dormi con le sue lenzuola, poster e film e poi metti un po’ di Meshuggah nelle sue canzoni, ahahaha

Truls: beh, toccando ferro, suoneremo sempre musica progressive.
Tu cosa ne pensi?

Lasse: non lo so. Justin Bieber.

(Risate generali) Che tipo di tematiche vorreste approfondire nel futuro?

Truls: beh, come prima, dipende dallo stato d’animo del periodo.

Lasse: e dal tipo di medicine che stiamo prendendo ahahahaha

Truls: da quando ho iniziato a scrivere testi da solo ho imparato che puoi scrivere di qualsiasi cosa, potrei scrivere un testo in questo preciso momento che parla del non essere capace di scrivere testi..

Glenn: se leggi i testi, dai nostri primi lavori ad ora, prima erano molto più..come dire..(Truls: Dungeon&Dragons) si, mondi illusori.
Ora che siamo cresciuti sentiamo la necessità di esprimere qualcosa di più importante, qualcosa che appartiene alle nostre vite.
Ed è più credibile se metti i tuoi veri sentimenti nelle canzoni.

Fa parte della crescita..

Truls: si, certo. Scrivi di cose che ti ossessionano quotidianamente.

Ripensando ai primi tempi, avete realizzato i vostri sogni?

Truls: ohh, molti!

Glenn: siamo sulla giusta strada per farlo ma comunque c’è ancora tanto duro lavoro da fare.

Truls: non siamo ancora del tutto soddisfatti.

Lasse: no, aspiriamo sempre a qualcosa di più grande ma qualche tassello di quello che sognavamo da piccoli possiamo toglierlo dalla scatola: voglio andare in America! Voglio suonare in uno stadio!
Beh siamo stati in America e in Giappone abbiamo suonato di fronte a 50.000 persone.
Ma sono eventi sporadici, vorremmo fosse così ogni fottuto giorno.

Truls: sai, è come una droga, ne sei dipendente: aargh ne voglio di più!

Glenn: vado su facebook ogni giorno e penso: cosa posso fare per migliorare rispetto a ieri? Cosa posso fare per portare la nostra musica più lontano?
Cerco contatti, è una cosa in continuo movimento. Negli ultimi due anni è diventato tutto più intenso e ora ne raccogliamo i frutti, ora è possibile prendere un contatto e andare a suonare chissà dove nel mondo perché sei desiderato lì: un sacco di gente suona in una band ma non a tutti è data la possibilità di girare il mondo.
È terribilmente gratificante.

Qual è il vostro rapporto con i social network?

Glenn: è molto importante, l’anno scorso abbiamo creato una fitta rete di contatti, abbiamo un amico che ci lavora sul serio, e anche Mark, sai, un sacco di persone cazzeggiano e basta sui social network.
Dovrebbero essere usati come un mezzo costruttivo, qualcosa che abbia un senso, al momento noi lo usiamo un sacco per la band e abbiamo una pagina ufficiale che gestiamo personalmente
(http://www.facebook.com/circusmaximusband)

Pensate che abbia ancora senso stampare album fisici o la completa digitalizzazione è il futuro?

Truls: si sta sicuramente andando in quella direzione però devo ammettere che adoro avere un album tra le mani, sfogliarne il booklet..

Lasse: altrimenti sarebbe davvero complicato autografare un file MP3, eheheh

Glenn: firma digitale!

Lasse: dovresti chiedere il copyright su questa idea, ahahah.

Usate strumentazione differente durante gli show rispetto allo studio?

Glenn: eh si, purtroppo dobbiamo cercare un compromesso.

Lasse: in studio abbiamo un sacco di strumenti e non possiamo portarceli tutti dietro per cui ogni volta si fa una selezione.

Truls: ma dillo che ormai sono tutte basi digitali sui mac, solo io uso ancora pots’n pans (pentole e padelle) ehehehehe

Glenn: virtual drums mate!

Truls: Sono l’unico che ancora fa rumore, ahahahah

Obiettivi per il futuro?

Glenn: Suonare in posti dove ancora non siamo stati, dove sappiamo di avere fan che, per motivi economici e logistici, non abbiamo ancora potuto incontrare. Poi fare un altro album e un altro tour e così via..

Chiudete pure l’intervista con un messaggio libero ai lettori.

Glenn: Hey there, italian fans, vi adoriamo, ci avete sempre mostrato il vostro supporto, dal primo album e continueremo a tornare per ricambiare tutto l’affetto che ci date. Grazie mille!!

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Intervista di Elbereth Articolo letto 1237 volte.

 


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