Intervista: H.A.R.E.M.

Nessuna Descrizione Da oltre un decennio attivi gli H.A.R.E.M., acronimo di Hard and Rough Easy Men, si raccontano in un'intervista esclusiva ai lettori di Metalwave.it... raccontando il passato, il presente ed i progetti futuri di una delle maggiori band della scena hard rock nazionale.

 

Per la prima volta su Metalwave.it... Gli H.A.R.E.M.! Benvenuti ragazzi! All'esordio su questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando, come e perché avete deciso di intraprendere questo percorso musicale?

(Freddy)
Ho fondato la band nel 1994 perché volevo un sound hard rock senza compromessi. Erano periodi difficili per questo genere musicale ma gli H.A.R.E.M. sono uno stile di vita e non una moda, di queste ne passano tante, noi siamo restati. Possiamo ritenerci soddisfatti, sono stati anni pieni di esperienze e contenuti e abbiamo potuto realizzare molti sogni. La voglia e il desiderio di costruire qualcosa di nuovo è sempre vivo, come fosse il primo giorno. Personalmente non posso immaginare la mia vita senza gli H.A.R.E.M.!

Siete attivi davvero da molti anni, oltre un decennio, qual è il segreto per un affiatamento costante tra i membri di una band così longeva?

(Freddy)
In realtà le line-up che si sono avvicendate sono state molteplici anche se alcuni membri sono rimasti per molto tempo. Credo che bisogna credere davvero in un progetto altrimenti si rischia spesso di incontrare persone che cercano solo di sfruttare la situazione in un determinato momento dimostrandosi poi poco costruttive sulla lunga durata; ecco che in quei casi è meglio inserire subito nuova linfa. Io e Nik lavoriamo insieme dal '98, sono ormai quattordici anni di band (con Matteo cinque anni e Massimo due) e
il nostro rapporto si è sempre basato sulla trasparenza e la costanza, due ingredienti fondamentali che ci hanno sempre fatto affrontare qualsiasi situazione.

Ed a proposito della longevità degli H.A.R.E.M., ci sono cose che vorreste cancellare ed altre che ricordate con piacere della vostra carriera dagli inizi sino ad ora?

(NiK)
Non posso dire che ricordo tutto e tutti con piacere, ma non cancellerei niente di quello che abbiamo vissuto assieme. E’ facile ricordare le soddisfazioni provate agli eventi blasonati, ma le musate prese ti riportano alla realtà…a quel punto o ti rimetti in gioco o esci di scena. Noi abbiamo deciso di giocare la partita fino in fondo, il risultato è una band matura e compatta che crede in quello che fa.

Il vostro si potrebbe definire un hard rock con contaminazioni aliene grazie all'introduzione di tastiere e strumenti elettronici per le vostre basi ed intro, lo si può sentire palesemente nel vostro primo live pubblicato di recente "One Night Only" (BRC Records, Self Distribuzione, Vinile, CD, 2011), da dove nasce l'idea di mischiare ad un genere così diretto e "godereccio" la raffinatezza e la peculiarità dell'elettronica?

(Freddy)
Dietro alla facciata "godereccia" del nostro impatto scenico e visivo ci sono testi che parlano di argomenti talvolta delicati e i risvolti musicali possono, in molti casi, prendere direzioni inaspettate arricchendo il significato delle canzoni stesse. Ecco che i "colori" dati dalle tastiere diventano necessari.

"One Night Only" sancisce la chiusura di un periodo della band legato al vostro ultimo disco in studio "Kings of the night" (FP Arts, Self Distribuzione, CD, 2010) con cui avete girato l'Italia presentandolo su palchi importanti come quello del Glam Fest con i Vain e Wig Wam o in occasione dei concerti con i Jetboy e Dave Evans degli AC/DC. Queste opportunità quanto hanno influito sulle vostre esibizioni live?

(NiK)
Il piacere e l’onore di dividere il palco con i personaggi di cui hai comprato i dischi non ha prezzo; hai l’occasione di confrontarti con loro, ma anche osservare e cercare di carpire segreti e trucchi del mestiere. Nella maggior parte delle situazioni ti trovi di fronte ad artisti tanto grandi quanto umili, che affrontano lo spettacolo non lasciando niente al caso, e lo fanno con una grinta tale da farti sentire parte attiva dello show. Da questa gente puoi solo imparare. Affrontare ogni palco come se fosse uno stadio gremito, dare tutto te stesso, rispettare il pubblico offrendogli quello per cui è venuto: un autentico rock show!

Prima di passare alle prossime domande, una mia curiosità personale. "Kings of the Night" contiene un brano che è la chiara rappresentazione di un manifesto animalista: "Manimal". Dove nel ritornello più volte si sente "Will be free, I hate the human race, I'm the manimal". Da dove nasce questa lirica? Come mai avete deciso di schierarvi così apertamente? Nel mondo della musica e dello spettacolo è spesso scomodo prendere posizione nell'eventualità di un calo di pubblico ed è difficile soprattutto in questo ambiente trovare chi si esponga...

(Freddy)
Manimal è un brano che ho scritto con le lacrime agli occhi ed è una dimensione che vivo ogni giorno della mia vita da molti molti anni. Manimal è una presa di coscienza. Il Manimal è una condizione di ritorno alla purezza animale discostandosi dalla corruzione, dalla volgarità e dalla crudeltà organizzata tipica dell'unica bestia che è stata capace di nuocere a questo pianeta: l'uomo. Questi organizza in maniera sistematica la morte di altri esseri trattandoli come oggetti e non come esseri viventi, solo per un mero tornaconto economico. L'uomo forte invece, il vero eroe, dovrebbe tendere verso il più forte migliorando se stesso e aiutando chi è più debole. Tutti i maestri del pensiero hanno insegnato questo. Per citarne due, Platone e Nietzsche, hanno posto come base, nei loro sistemi di miglioramento della civiltà e della razza, l'innalzamento dell'essere da parte delle guide e il rispetto degli stessi uomini con minori facoltà intellettive. L'essere mediocre volgare odierno, senza virilità, si sente invece forte vincendo facilmente e sottomettendo esseri più deboli. Questo fattore abbassa il livello della razza e non permette un' evoluzione di massa rappresentando anzi una perdita culturale. Il Tender Pig citato nella song non è un pupazzetto dei cartoni animati ma è l'ennesimo piccolo suino assolutamente disperato, strappato ai genitori, al quale vengono tagliati i testicoli e le orecchie senza anestesia per poi essere sottoposto alle peggiori torture facendolo vivere in uno spazio angusto e limitato, picchiato e frustato fino a farlo impazzire prima del giorno del mattatoio dove alcuni esseri umani gli taglieranno la gola e lo butteranno in una vasca con acqua bollente nella quale, spesso ancora ansimante, sarà sottoposto alla spellatura. Altri suoi simili ancor meno fortunati per un'eventuale piccola anomalia fisica sono invece destinati alla "battuta": un "allevatore" (escremento umano disutile e inutile anche come possibile concime) prende per le zampe l'animale ancora in tenera età e lo sbatte con forza in terra fino a fargli saltare il cervello per poi gettarlo nella spazzatura: accade ogni giorno in ogni allevamento. La Faster Tiger è invece il recupero dell'istinto primordiale dove il fascino del felino mette in guardia dalla mediocrità umana. Lo slancio animalista contenuto nel testo deride la piccolezza e il sotterfugio umano. Personalmente non mangio altri esseri viventi e derivati ma non è questo il punto: il fatto è che l'uomo ha perso, se mai veramente l'abbia avuto, persino il proprio istinto di lottatore e cacciatore. Dove è il corpo a corpo individuale? Ciò che accade oggi non c'entra niente con l'essere più o meno carnivori, è solo un modo distorto e folle dove in ogni istante per le apparenti "comodità" umane, un animale legato, privato della propria dignità, maltrattato, viene incivilmente e barbaramente sottomesso mentre dalle sue orribili grida emerge una sola verità: sta soffrendo e sta chiedendo solo pietà. Gli allevamenti intensivi, novità degli ultimi ottanta anni stanno sterminando miliardi di animali, offendendo la Natura. Allo stesso tempo la falsa ricerca scientifica in mano alle lobbies farmaceutiche "gioca" con mostruosi e diabolici esperimenti su una moltitudine di esseri innocenti per una tradizione conservatrice piena di contraddizioni e priva di evoluzione. Esistono i metodi sostitutivi efficaci (studi in vitro sulle cellule) e sono gli unici eticamente sostenibili. Il colore grigio e verdognolo nauseabondo di Manimal vuole esprimere il senso di freddo e di sporco del ferro delle gabbie di un allevamento o di un laboratorio di vivisezione dove un essere vivente, brutalmente martoriato, non riuscirà mai a vedere il colore del sole e a percepire per un attimo le uniche cose per cui sarebbe veramente nato: il profumo della vita e la propria libertà.
Personalmente credo che ognuno abbia la propria coscienza, la propria sensibilità e la propria visione dell'esistenza quindi non ho mai considerato questa canzone come qualcosa che rappresenti uno schieramento (non siamo in ambito politico) da parte della band. Ho scritto questo brano con il cuore in mano assumendomi personalmente la responsabilità di quanto detto.

Grazie per aver soddisfatto la mia curiosità!! Tornando a noi. Quali sono i progetti futuri della band?

(NiK)
Veniamo da un periodo florido, dall’uscita di "Kings of the night" (SELF Distribuzione, 2010) nel Maggio 2010 non ci siamo fermati un momento: tour, festival, disco live su vinile "One night only" (BRC Records, SELF Distribuzione, 2011) uscito a fine 2011, la partecipazione a 2 importanti compilation: tributo ad Eric Carr "I'm a legend tonight" (BRC Records, 2011), riconosciuta dai Kiss stessi e il tributo alla mitica Strana Officina "Officina dei sogni" (Lound 'n' proud, Etrurian legion, 2011). Abbiamo deciso di fermarci un momento per dedicare le nostre forze alla realizzazione di un nuovo disco: siamo in studio da qualche mese ed il prodotto inizia a prendere forma. Sono elettrizzato, abbiamo scritto molto ed i pezzi stanno assumendo la loro fisionomia, sarà un album più lungo dei precedenti (14/15 tracks) in cui ci confrontiamo ed affrontiamo le atmosfere più disparate. Ci saranno alcuni ospiti a sorpresa e, per la prima volta su un nostro disco studio ufficiale, una cover che non abbiamo mai presentato live ma che è in perfetta armonia con i temi ed i colori del disco. Abbiamo quindi messo in standby la questione live, ritagliandoci lo spazio per 2 grandi eventi che sono il 30 Giugno alla Fortezza Vecchia di Livorno per il ROCK FOR SHARAWI CHILDREN, una manifestazione umanitaria organizzata da Terence Holler (Eldritch), che ci vedrà a fianco di Tossic, e tanti altri, ed il 14 Luglio al THUNDERLAKE, uno spettacolare motoraduno sul lago di Suviana a Bologna.

Dunque work in progress... E quindi qual è il vostro approccio con il lavoro in studio?

(Freddy)
Possiedo uno studio (FP Recording Studio) da molti anni e vivo di registrazioni e produzioni dedicando anima e corpo a questo lavoro. I dischi degli H.A.R.E.M. solitamente nascono in pochi giorni per quel che riguarda l'idea base nel senso che quando ci troviamo in sintonia con la giusta atmosfera e voglia di comporre nel giro di pochissimo tempo tiriamo giù le canzoni: quella è pura magia. Poi da quel momento parte tutta la fase di registrazione, produzione e mixaggio che richiede molto tempo anche perché nei nostri dischi niente è lasciato al caso e fino all'ultimo momento siamo sempre consapevoli che si può ancora aggiungere e rifinire qualcosa. Quando arriva il giorno X a fine disco, solitamente dopo molti mesi effettivi di lavoro, siamo le persone più felici del mondo, sappiamo di aver dato il massimo! Poi... Via, concerti e altro giro, altra corsa!!

Essendo noi una webzine, credete che internet sia un mezzo positivo o negativo per la promozione musicale-artistica? Voi come lo utilizzate?

(Freddy)
Internet è appunto un mezzo, un ottimo mezzo e come tale deve restare. Mi è capitato di sorridere in questi ultimi anni quando ho visto di sfuggita alcuni musicanti che, fatto il servizio fotografico, mezzo concerto, e registrate due note in croce hanno scambiato lo spazio gratuito del proprio social network per l'olimpo del proprio successo credendo che una paginetta colorata di pochi contenuti fosse il fine e quindi il punto di arrivo. E' un concetto sbagliato. Come in tutte le cose bisogna intanto chiedere a se stessi cosa veramente si vuole fare nella vita, poi è giusto utilizzare i vari mezzi di pubblicità (tra cui internet) solo ci sono reali contenuti.

Lo spazio a nostra disposizione è terminato. Io e Metalwave.it vi ringraziamo e vi chiediamo di concludere l'intervista e vostro piacimento!!

(NiK)
Noi ringraziamo te, Metalwave.it e tutti i fottuti rockers che leggono Metalwave.it!!! Per qualsiasi curiosità visitate http://www.haremband.com sempre aggiornatissimo con news, concerti, haremchannel e social-network vari… Corna al cielo e buon rock’n’roll a tutti!!!

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Intervista di Marie Articolo letto 1548 volte.

 


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