Intervista: Diaries Of A Hero

Nessuna Descrizione Dopo aver recensito con estremo piacere il loro primo cd "Behind The Mask", proseguiamo la scoperta della nuova interessante realtà che risponde al nome di Diaries Of A Hero con un'intervista alla quale il chitarrista Jon ci ha gentilmente risposto. Vediamo cosa ha raccontato a Metalwave e ai suoi fan...

 

1) Salve ragazzi e grazie per la disponibilità concessa, ma conosciamoci meglio: come vi siete formati? Com’è nato il tutto?

Jon :: Ci siamo conosciuti tutti a Londra in un music college. A parte Leonard che studiava batteria, eravamo tutti in classe assieme. La storia è semplice: una volta finite le lezioni ci si trovava nei sotterranei dell’istituto a suonare heavy metal! Dopo un’intera giornata passata ad analizzare spartiti bebop degli anni ‘40, alzare i volumi con le distorsioni a 11 era la nostra unica valvola di sfogo…e così sono nati i D.O.A.H.

2) Com’è stata l’esperienza di registrazione del vostro primo cd?

Jon :: E’ stata molto difficile, perchè lo abbiamo prodotto di tasca nostra; infatti lo abbiamo registrato a più puntate. Potevamo permetterci di registrare solamente una settimana alla volta ogni 4 o 5 mesi circa, e nei mesi in cui non eravamo in studio stavamo racimolando soldi per le registrazioni successive. Nel frattempo stavamo ancora studiando! Lo studio dove abbiamo registrato a Londra aveva delle ottime attrezzature e soprattutto il nostro sound engineer (Nick Hunt) è stato di grande aiuto, ma era abbastanza fatiscente. Una vecchia casa vittoriana, con le scale cigolanti, niente riscaldamento e le pareti sottili, trasformata in uno studio di registrazione. Per darti un’idea, la control room era nell’attico, la batteria in soggiorno, gli amplificatori in una stanza, la vocal booth in uno sgabuzzino. D’inverno faceva talmente freddo che per registrare Matt, Charlie ed io tenevamo le mani sopra il bollitore del thè! A parte questo ci siamo divertiti un casino e penso che si senta nel disco!

3) Ultimamente, almeno così sembra, la musica è sempre più tecnica e meno “ispirata”, voi cosa ne pensate? Cos’è la musica per voi?

Jon :: Per noi la musica è un modo per stare bene, per divertirci! Per creare e di conseguenza manifestare qualcosa di personale. Il nostro modo di creare musica è stato spesso considerato più architettonico che d’impulso. Può essere vero fino ad un certo punto. Ma se devo dirti la verità, a noi fa venire i brividi quando troviamo una soluzione armonica particolarmente elaborata, o ritmiche che s’intrecciano per poi trovarsi di nuovo e così via. Non che noi siamo dei musicisti di particolare finezza e gusto, ma penso che se tu abbia qualcosa da dire, con quattro accordi (vedi la storia del Pop) lo riesci ad esprimere, e anche bene! Ma perchè condannare artisti o gruppi che hanno un vocabolario musicale un pochino più ampio degli altri!? A dirti la verità, ormai il mercato della musica, grazie alla tecnologia e internet, è aperto in pratica a tutti. Se ti piace il metal hai almeno 20 generi o nicchie diverse alle quali puoi attingere. Trovati quella che ti piace di più e non rompere il cazzo agli altri.

4) Come nasce un vostro brano? Vi ritrovate tutti in sala e pian piano componete assieme oppure c’è qualcuno tra di voi che di solito scrive alcuni brani?

Jon :: Un brano come in pratica tutti i gruppi rock nasce da un riff di chitarra. Poi ci si chiude tutti in sala e si fa del sano brainstorming per costruirci attorno una canzone! A volte passiamo ore e ore su una sezione sola, ma poi alla fine troviamo la soluzione che ci piace di più. In quanto ai testi invece li scrive Charlie con qualche nostro imput alla fine del processo compositivo dei pezzi.

5) Avete un argomento preferito per i testi oppure li scrivete di getto basandovi su esperienze vissute in prima persona?

Jon :: Per quanto riguarda i testi in questo disco, penso che l’argomento principale sia l’anestesia di pensiero che abbiamo riscontrato crescendo nella nostra generazione. L’incapacità di provare una qualsiasi emozione che non sia indotta da qualcuno o qualcosa. Anche esperienze personali hanno avuto un impatto in quanto vivendo in una città come Londra, tutto ci è parso muoversi molto più velocemente! Si rischia facilmente di sentirsi delle nullità piccolissime, partecipando al tran-tran di una città che se vai a scavare nel sociale sembra essere molto malata.

6) Raccontateci di come avete ottenuto l'attuale contratto. In che percentuale è presente in voi fortuna, impegno e talento?

Jon :: Abbiamo avuto il nome dell’etichetta tramite un’amica. Una volta contattati, loro ci hanno ascoltato e gli siamo piaciuti! Da quando abbiamo cominciato questa band, l’impegno è stato infinito. A cominciare dal racimolare i fondi per le registrazioni, lo studio individuale del proprio strumento, organizzare quattro persone da quattro paesi diversi con famiglie in posti diversi e le prove continue per essere sempre al 100%. Di talento ne abbiamo quanto basta e di fortuna…beh, di fortuna credetemi non ne abbiamo avuta tanta.

7) Quali sono i vostri idoli e con chi vorreste dividere il palco?

Jon :: Di idoli ne ho tanti! Direi che il primo fra tutti dev’essere DimeBag Darrel! Io dividerei volentieri il palco coi Pantera se fosse ancora possibile. Il primo tatuaggio che mi son fatto è appunto CFH: “Cowboys From Hell”!

8) Una domanda che incuriosisce anche me: quando non suonate, cosa fate? Voglio intendere, lavorate oltre a suonare? Riuscite a gestire entrambe le cose?

Jon :: Quando non siamo in tour o in studio facciamo dei lavori del cazzo senza troppe responsabilità. Io ho lavorato in fabbrica di metalli e poco fa facevo torte in una “pie factory”. So che Charlie lavora in un negozio di vestiti a Oxford Circus (centro di Londra), Leonard in gioielleria e Matt in un pub sulla riva del Tamigi. In tutto questo ci schiacciamo qualche lezione di chitarra a qualche ragazzino che vuole imparare “Enter Sandman”! Diciamo che le bollette le dobbiamo pagare pure noi in questo momento.

9) Leggendo il testo di “Follow The Hero” io l’ho interpretato in questo modo: l’uscita da una situazione difficile con la promessa di migliorare, trovando un “eroe” da seguire, che sia un nuovo ideale o un nuovo principio. E’ giusta l'interpretazione? Cosa significa per voi questo testo?

Jon :: Il testo per “Follow The Hero” è in sostanza il fulcro del discorso di prima. Descrive una società malata, senza principi che pensa solo a sballarsi. Quello che stiamo dicendo è di trovare quelle poche persone che hanno ancora un cervello funzionante e di seguirle. Queste persone noi le consideriamo degli eroi, perchè sono riuscite a spuntarla nonostante la montagna di merda che hanno dovuto scavalcare.

10) Ultima domanda: avete in programma novità? Un nuovo disco o un qualche tour?

Jon :: Abbiamo intenzione di suonare il più possibile dal vivo adesso. A breve torniamo in Italia a fare qualche festival tra cui il “Maelstorm Festival” a Ferrara il 3 Settembre. Per quanto riguarda un nuovo disco penso sia presto per parlarne, perchè è appena uscito questo! Però qualche canzone l’abbiamo inevitabilmente già scritta e devo dire che lo stile è il nostro, ma un poco più sperimentale! Comunque a fine mese dovrebbe uscire il video musicale per il nostro singolo “Shine Upon The Sun” con tanti effetti speciali!

11) Ora è arrivato il tempo di salutarci, volete aggiungere qualcosa?

Jon :: Direi che vi ho rotto le palle abbastanza! Italy, Stay Metal!

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Intervista di Shylock Articolo letto 1070 volte.

 


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