Intervista: Accept

Nessuna Descrizione In occasione dell’uscita di “blood of the nations”, il nuovo album degli accept, abbiamo avuto il piacere e l’onore di fare due chiacchiere con wolf hoffmann, che, nonostante la fama e la carriera trentennale, si è dimostrato una persona disponibile e soprattutto alla mano. buona lettura!

 

In primis, congratulazioni per il nuovo fantastico album. Dopo un'assenza di quattordici anni sulla scena, come lo vedete il futuro della band?

Wolf Hoffmann :: Penso che potremmo arrivare lontano anche dopo tutti questi anni, infatti abbiamo un nuovo cantante e un grande sentimento dentro noi stessi. Diciamo che siamo tutti molto eccitati.

Come metti in relazione l'ultima uscita con il precedente "Predator", e quali brani prediligi dell'ultimo?

Wolf Hoffmann :: Di questo disco amo veramente...fammi pensare...oddio, mi piacciono tutte, ma forse quella che preferisco è "No Shelter". Per quanto riguarda "Predator", credo che il discorso sia identico, anche se il cantante non è più lo stesso. Inoltre in quest'ultimo non ci sono a mio parere canzoni che risaltano in maniera così vistosa. Penso che sia una collezione di dodici ottimi pezzi molto forti.

In tutti questi anni non avete cambiato sostanzialmente il vostro sound, neanche in questo album. Su “Blood Of The Nations” siete più aggressivi rispetto ai precedenti, come mai?

Wolf Hoffmann :: Si, hai azzeccato. E' vero, abbiamo preso una linea più aggressiva rispetto al passato, forse per il tempo che stiamo vivendo, ma comunque siamo sempre stati molto energici anche nei vecchi album, come "Predator".

Avete ispirato centinaia di gruppi a suonare speed metal, cosa vorresti dire a loro, e cosa ne pensi del metal odierno?

Wolf Hoffmann :: Ahi, ahi, ahi, non sono più un ragazzino, non saprei dirti cosa penso del metal di oggi perchè non lo conosco. Sono un esperto della musica di ieri (ride).

So che intraprenderete un sicuro tour col lancio di questo disco. Pensate di toccare anche l'Italia?

Wolf Hoffmann :: Beh, spero che ci saremo. Anzi, so che ci saremo. Ci stiamo lavorando sopra, abbiamo dei manager e promoter che organizzano la scaletta delle tappe del tour. Secondo i piani partiremo per gli Stati Uniti e poi andremo in Giappone, e per dicembre o gennaio speriamo di atterrare in Italia e in Europa. Ci piacerebbe molto suonare in ogni angolo.

Durante il tour suonerete di più i vostri classici pezzi o i pezzi nuovi dando risalto alla nuova voce?

Wolf Hoffmann :: Beh, abbiamo già fatto circa venti live e ci siamo impegnati e divertiti molto. Abbiamo suonato molte cose vecchie, buttandoci dentro dei pezzi nuovi; comunque abbiamo suonato brani vecchi, anzi devo ammettere per la maggior parte. La scaletta delle canzoni non è ancora definitiva, dobbiamo ancora vedere.

La registrazione è perfetta, con le chitarre in primo piano. E' comunque uscito un ottimo album che riporta gli Accept in forma come un tempo. Credi che questo suono si porterà ancora avanti?

Wolf Hoffmann :: Oh, assolutamente. Voglio dire, abbiamo già parlato dell'album in uscita e so che continueremo a dare ai fans quello che vogliono sentire. Quando abbiamo deciso di fare questo cd, pensammo a loro e a quello che volevano. Quindi non avevamo intenzione di sperimentare nuove tonalità e cambiare gli Accept. Vogliamo essere 100 % Accept e penso che continueremo su questa strada.

Le tematiche di questo album sono abbastanza intuibili già a partire dal titolo. Vuoi dirci in particolare il pensiero dell'intero lavoro?

Wolf Hoffmann :: Certo. Abbiamo cercato di parlare sopratutto del coraggio dei militari in guerra, della situazione che si può dire spaventosa contro tutto questo sterminio. Come sempre cerchiamo di esporre il nostro pensiero su argomenti attuali.

Durante le parti soliste di chitarra, si possono trovare differenti linee melodiche un po’ in contrasto con il suono duro delle chitarre ritmiche. Come intendi questo dualismo tra i temi e la melodia?

Wolf Hoffmann :: Sinceramente non credo che il dualismo di cui parli sia voluto, ma semplicemente suono come mi sento al momento, dando sfogo a tutti i miei sentimenti.

Siamo all'ultima domanda: gli Accept sono un gruppo trentennale e a dir poco storico. Con tutta questa carriera alle spalle, oggi vedi i tuoi ideali cambiati rispetto al passato o no?

Wolf Hoffmann :: Beh, durante gli anni il mio pensiero è cambiato un po' anche a causa del grande cambiamento che ha riguardato la scena. Ma sai, musicalmente mi piace ancora quello che mi piaceva al tempo. Comunque sono più a mio agio con una chitarra adesso che negli anni ottanta, perchè mi sento più me stesso e riesco a comunicare agli altri chi sono, cos'è la musica per me e cosa sono gli Accept. Siamo sicuramente più consapevoli e maturi rispetto al passato.

Siamo ai saluti. Ringraziandoti del tempo che ci hai concesso, lascio a te l’ultima parola per i lettori di Metalwave

Wolf Hoffmann :: L'Italia è un paese fantastico, davvero, l'adoro per tutto; amo le persone, il cibo, gli antichi monumenti. E' sempre un piacere esibirsi lì. Onestamente devo proprio dire che in Europa l'Italia è il mio paese preferito e forse anche la Scandinavia.

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Intervista di Fabio HC Articolo letto 1199 volte.

 


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