Intervista: Exalt Cycle

Nessuna Descrizione In merito alla pubblicazione del secondo full length, abbiamo intervistato gli Exalt Cycle, che ci hanno parlato in modo più approfondito del loro nuovo lavoro: "Evasion Therapy"

 

Cominciamo quest'intevista parlando proprio del vostro nuovo lavoro “Evasion Therapy”. Quali sono le differenze rispetto alla precedente pubblicazione?

Zack :: Le due differenze che la fanno da padrone sono l’obbiettivo che ci siamo dati, a livello di lyrics e il suono molto piu maturo e ricercato. Sono sempre stato molto attento a dove schierarmi, perche schiararmi, quando e come. Ho sempre voluto stare dalla parte di chi non può difendersi o non riesce a difendersi, questa volta ho difeso me stesso e tutti i musicisti come me, che per una ragione o un’altra non riesco ad avere vita facile “musicale”, per colpa di giornalisti che non riconoscono una nota da una pausa e pretendono di fare recensioni, dalle TV che, come MTV (tendo a precisare che l’acronimo significa “Music Televion”), passano ormai solo serie televisive per ragazzini stupidi e poca musica di un certo livello, le radio che si pubblicizzano, come Radio Rock, e che ci vogliono far credere che i Tokio Hotel siano Rock (non ho rispetto per queste band nate solo come business band e comunque il Rock è ben altro a casa mia), ed infine quelle stupide “bamboline” che ci troviamo in ogni angolo di questa terra che mostrano tette e culo e non sanno nemmeno cantare: sembra che far musica oggi sia diventato solo un’ottima posa per la foto, un buon trucco e il viso in ogni rivista del mondo. Ma io mi chiedo se qualcuno ascolta la musica di questa gente! La seconda differenza è senza dubbio il suond...ma lascio a voi il compito di ascoltare questo nostro nuovo lavoro.

Raccontatemi, ora, del vostro primo disco “Across The Ashes And The Roots”.

Zack :: E’ stato forse più “Across The Ashes And The Roots” ad essere un concept album, anche se aveva al suo interno 10 tracce, che “Evasion Therapy”, che ne contiene solo 5. E’ stato un album registrato più per promuovere la band che per la reale esigenza di registrare. Perchè avevamo da poco cambiato metà della line-up, quindi avevamo bisogno di qualcosa da presentare ai locali e alla gente, però è piaciuto e anche molto. Arrivavamo tutti da esperienze diverse, quindi Hip-Hop, Metal, Rock. Non ci conoscevamo molto a livello musicale, quindi il lavoro non è stato semplice. Abbiamo preso alcuni provini vecchi e li abbiamo riarrangiati in altri completamente nuovi. Ma far suonare tutto secondo l’identità musicale che eravamo in quel momento non è stato immediato!

Siete una band giovane, ma con due album già all’attivo che hanno riscosso molto successo. L’attività live è davvero intensa, qual è la risposta del pubblico a riguardo?

Zack :: Sì, è vero. Siamo una band giovane, ma se si pensa che in America ragazzini di 1415 anni salgono sul palco e suonano come se lo facessero da una vita, noi potremmo quasi essere in età pensionabile, ahahah! A parte gli scherzi, siamo live band più di chiunque altro, il nostro posto è lì in quel perimetro di superficie a mostrare ciò che siamo veramente e a scatenare quelle emozioni che trapelano dalle nostre canzoni: questo siamo! Il pubblico lo sente e ad apprezzare molto è anche gente non proprio avvezza al genere che proponiamo. Questo è molto importante.

“Evasion Therapy” possiede un sound molto particolare e caratteristico. Quali sono le vostre influenze personali? Partite da quelle per la composizione dei vostri pezzi?

Zack :: La storia di “Evasion Therapy” è molto particolare, in quanto prima di entrare in studio avevamo più di dieci canzoni pronte ed altrettanti provini quasi ultimati, ma da un giorno all’altro abbiamo deciso di cambiare tutto, perchè non ci sentivamo più in quel mondo (troppo hip-hop, troppo “leggero”, troppo superficiale). Abbiamo ritardato l’entrata in studio e abbiamo riscritto sette canzoni, cinque delle quali sono le attuali facenti parte dell’Ep. Siamo influenzati da tutto ciò che è musica vera, e non musica di “plastica”. La composizione dei brani parte uno stato d’animo, credo che questa sia la prima marcia che scatena il nostro sound.

Credete ci sia stata un’evoluzione a livello musicale e di sound tra le vostre due pubblicazioni?

Zack :: Assolutamente sì e chi non lo dovesse sentire sarebbe un sordo o uno stupido, perchè purtroppo ci sono anche giornalisti stupidi. “Evasion Therapy” suona più cupo e più profondo. Cito una recensione uscita poco tempo fa: “...l’evoluzione della musica degli Exalt Cycle è a tratti disarmante!”. Sono d’accordo.

Qual è la vostra opinione personale sul vostro nuovo lavoro?

Zack :: Non è mai facile dare un giudizio oggettivo sul proprio lavoro, ma posso dire che è stata sprigionata una nuova energia. “Evasion Therapy” non ha nulla da invidiare a molte band di alto livello, americane e non solo.

Parlatemi del percorso di scrittura dei vostri brani: chi è il maggior compositore all’interno del gruppo?

Zack :: Siamo stati sempre io e Wolve (chitarrista) a scrivere la maggior parte delle canzoni, ma molto è cambiato dall’entrata di Keinez come nuovo bassista. Spesso si arriva in sala prove con solo dei riff di chitarra, o dei pattern di batteria, o anche solo l’idea di fare una canzone che parli di qualcosa in particolare: da lì parte tutto. Ma c’è sempre l’anima di quattro persone che crea il sound degli Exalt Cycle.

Per quel che concerne i progetti futuri, cosa bolle in pentola?

Zack :: Noi vogliamo solo suonare, preferibilmente fuori dall’Italia, quindi ci troverete on stage. Stiamo prendendo alcune decisioni importanti attualmente, ma ancora nulla di sicuro.

Ditemi qualcosa in più riguardo l’artwork di “Evasion Therapy”: nasconde un significato particolare?

Zack :: Abbiamo studiato molto l’immagine da dare a questo lavoro per far capire il senso dell’Ep anche senza conoscere le lyrics. “Evasion Therapy” è la terapia dell’evasione da un mondo che non ci appartiene, quello, nel nostro caso, della musica in Italia e della situazione mafiosa che si è creata, senza meriti ma solo conoscienze. Ma ogni persona interpreta le lyrics per come si sente in quel momento ed è giusto che sia così. Un tunnel dal quale si potrebbe scappare o si torna indietro per affrontare il problema?

Bene, è tutto! Grazie per qvermi concesso un po’ del vostro tempo per questa intervista. Se volete aggiungere qualcosa, fate pure.

Zack :: Combattete per la vostra musica, non fermatevi davanti a nulla, abbattete ogni barriera e non permettete a nessuno di decidere per voi. Ogni compromesso può portate ad una sconfitta. Oggi chi fa musica di plastica vende i dischi, chi fa "Musica Vera" regala la libertà e le emozioni. Noi possiamo decidere cosa scegliere. Noi abbiamo la possibilità di scegliere. Grazie a Metalwave per il supporto!

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Intervista di VamfiltH Articolo letto 1649 volte.

 


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