Intervista: Dream Theater

Nessuna Descrizione Dopo un avventuroso safari nel traffico di una paralizzata e bagnata Bologna, riesco a raggiungere la Land Rover Arena, dove gią una nutrita schiera di fan entusiasti attende l'apertura dei cancelli. Dopo qualche difficoltą per capire da dove dovessi entrare (risolta da una telefonata di Barbara di Roadrunner Italia), riesco ad entrare nel palazzetto dove attendo il Promoter italiano insieme ad un gironalista di "Chitarre" che deve intervistare Petrucci. Dopo qualche minuto il simpatico addetto della Live In Italy ci porta nei camerini e ci fa attendere l'arrivo del Tour Manager, preannunciandoci che non si tratta propriamente di un cabarettista... All'arrivo di un gigantesco e glaciale personaggio che poteva benissimo recitare la parte di un generale delle SS, capisco immediatamente cosa intendesse dire il promoter... Senza l'accenno nč di un sorriso nč di una qualsiasi espressione umana (avete presente il T-1000 di "Terminator 2"?) dice: "Chi deve intervistare James LaBrie?"... Io mi faccio avanti, lui mi guarda e mi fa: "James non puņ fare l'intervista. E' disponibile Jordan"... E io timidamente: "Ma... Veramente... Avrei preparato le domande per James...". E lui: "Allora devo cancellare l'intervista.". E io: "Allora intervisto Jordan!". ...Come dire... L'importante č essere tutti d'accordo no? Il panico si impossessa del mio povero cervellino perchč avevo passato una settimana a cercare domande interessanti e piutosto specifice su James e la maggior parte di queste non hanno nessun senso per Jordan!!! Seguo come un morto vivente il gigante nordico che mi conduce nel camerino di Jordan, il quale mi accoglie con un gran sorriso e mi dice: "Ciao, sono James LaBrie!" e inizia a cantare in falsetto e a ridere, mettendomi subito a mio agio! Dopo qualche discorso su quanto sia noioso il traffico cittadino iniziamo l'intervista.

 

MW: Prima di tutto bentornati in Italia e complimenti per "Systematic Chaos" che per me è incredibile, mi piace moltissimo!

JR: Oh grande! Fantastico!

MW: Per me i Dream Theater sono come il vino buono: migliorate con l'eta! In particolare secondo me gli elementi heavy, progressive e melodici dei vostri pezzi si mescolano insieme in modo sempre più musicale. Come ottenete questo risultato?

JR: Una delle caratteristiche dei Dream Theater è che siamo formati da un mix piuttosto inusuale di persone che riescono a scrivere musica insieme. Prendi per esempio James: la sua voce può essere molto melodica, ma può anche "grattare". Tutto sommato comunque la predisposizione naturale della sua voce è più verso il melodico. Se deve cantare heavy lo fa, ma non è la prima cosa che gli viene fuori, capisci cosa intendo dire? Per quanto riguarda me, sono principalmente interessato al lato melodico ed armonico della musica, Rock Opera, Progressive Rock, Rock Anni '70... E ovviamente a tutti piace il Metal, è un qualcosa che tutti appreziamo, ma ... Prendi per esempio John Petrucci... Ha un background più Iron Maiden, Metallica e Queensryche, così come John Myung... E Mike (Portnoy n.d.r.) proviene da molti generi differenti... E quindi se metti queste persone insieme, con i diversi interessi e le diverse abilità che abbiamo, ottieni una specie di mix. Noi tutti appreziamo molto la melodia e anche quando il pezzo è molto heavy, abbiamo un senso melodico, è molto importante. Quindi io, tornando al discorso di prima, apprezzo molto il suo apporto (di James n.d.r.): contribuisce sempre con le sue idee melodiche. E' molto imporante per noi.

MW: Dopo molti anni di dischi, tours e successo crescente... Cosa vi spinge oltre. Qual è il motore dei Dream Theater?

JR: Beh, sono tante cose... Una è che siamo musicisti molto dedicati; questa band non è mai stata per seguire le mode o per il successo commerciale e questo ci aiuta veramente perchè ci permete di essere quello che siamo e quello che siamo è sempre in fase di sviluppo; possiamo esprimere quello che siamo a diversi livelli, ognuno dei quali è in miglioramento e fintanto che il gruppo rimane un canale per esprimere noi stessi a livello personale, possiamo continuare. Allo stesso tempo ovviamente i DreamTheater sono parte di un business. Facciamo questo da molti anni, siamo conosciuti in tutto il mondo e sta solo andando sempre meglio e quindi sta solo diventando un modo sempre più forte per esprimere la nostra musicalità.
Da un punto di vista personale poi, essere in questo gruppo mi apre molte porte permettendomi di fare progetti solisti, piano music... Album di old Progressive Rock, covers... Quindi è un'ottima opportunità.

MW: Per questo album avete usato un approccio diverso, componendo e registrando simultaneamente. Cosa è cambiato dal tuo punto di vista e quale approccio preferisci tra i due?

JR: Tutti gli album a parte uno nei quali ho suonato, a partire da "Scenes From A Memory", sono stati fatti in questo modo (da quello che dice Mike sul DVD "Chaos in Progress" non sembrava che fosse l'approccio utilizzato da sempre, ma probabilmente Portnoy si riferisce alla storia intera del gruppo... Jordan è il membro più recente, quindi... n.d.r.) , l'unico che non è stato fatto così è "Train Of Thought". Per quel disco abbiamo affittato uno studio per le prove e abbiamo passato un mese scrivendo musica che abbiamo poi registrato in un secondo tempo. Quindi questo (quello di "Systematic Chaos" n.d.r.) è l'approccio usuale e personalmente lo preferisco. L'altro è più tipo "garage band"... Tutti insieme con l'amplificazione... Molto rumoroso... Mi ricordo ad un certo punto dicevo: "Ragazzi ci vediamo dopo! " (mette le dita nelle orecchie e ride n.d.r.) e uscivo per prendere un po' di respiro... Una cosa da tastieristi! Questo aproccio invece è un po' più controllato. Sei in studio, puoi regolare i livelli...

MW: Ascoltado i dischi live e guardando i DVD, appare evidente il continuo miglioramento delle performances. Secondo me la prestazione su "Scores" è incredibile... Perfetta! Come avete raggiunto questo livello? E' una questione di suonare insieme da tanto oppure...

JR: Vedi, è una questione di lunga esperienza e sistematicità (...appunto... n.d.r.) per arrivare a quel livello e solitamente quando arriviamo al punto di registrare DVD come "Scores", abbiamo suonato in giro per il mondo in ogni situazione ed ogni tipo di posto e a quel punto la crew è in grado di capire esattamente quello di cui abbiamo bisogno, le luci, i suoni... Tutto è "dialed in" (dial significa quadrante e dal gesto che fa con le mani intuisco che intenda dire "inquadrato" n.d.r.) come diciamo. C'è talmente tanto background a quel punto che è possibile farlo (nel senso di raggiungere certi livelli di qualità n.d.r.).

MW: Hai parlato delle tue influenze ed ispirazioni dal passato, ma a proposito della musica di oggi? Cosa ascolti e cosa ti ispira?

JR: Questa è una buona domanda... Ascolto un sacco di cose, musica cassica, rock, musica elettronica anche... Ultimamente sono molto ispirato da artisti elettronici... Bellissima musica... Mi piacciono artisti elettronici francesi (purtropo il nome mi sfugge... n.d.r.): A, P, E, E, R, A, T credo (mi sa invece che lo spelling non è quello, perchè su google non trovo nulla del genere... n.d.r.), mi piace Aphex Twin... Mi piace anche il Progressive Rock più melodico tipo Porcupine Tree... Ho fatto qualche lavoro con Steve Wilson, che è un mio amico; abbiamo suonato nel progetto Blackfield (Jordan ha partecipato a vari show acustici del side project di Wilson n.d.r.) e siamo stati in tour insieme, mi piace molto anche la loro musica. Ascolto Super Furry Animals, Sigur Ros, mi piacciono i Radiohead... Questi sono quelli che mi vengono in mente... Comunque in genere molto progressive rock. Ascolto anche una band che si chiama "3" (è di questi giorni la notizia che andranno in tour con i Dream Theater nel "Progressive Nation 2008", una specie di "Gigantour" o "Ozzfest" prog, con i due gruppi suddetti, Opeth e Between The Buried And Me. Speriamo passino anche in Italia!!! n.d.r.)

MW: Una domanda sul music business. Considerate le conseguenze del file-sharing e considerate le scelte fatte da bands come Radiohead e Nine Inch Nails... Come vedi il futuro? Pensi che i Dream Theater possano mai fare una scelta simile?

JR: Intendi dire l'offerta libera sul download...

MW: Sì... E la promozione sul web, senza etichetta...

JR: I Radiohead... Forse è un po'... Estremo. Li rispetto perchè provano davvero a cambiare le cose, ma non penso che sia per tutti quanti. E' davvero una cosa loro, ma penso sia importante scuotere la situazione.
Vedi, credo ci sia molto da dire su questa cosa del download: credo che gli artisti pensino che dovrebbe essere offerto una specie di download standard... E se poi paghi qualche dollaro in più, puoi comprare il pacchetto fisico che ti arriva per posta o in altri modi... Paghi 3 dollari in più e hai in mano il cd... Puoi scegliere se avere o no fisicamente l'album. Credo sia bello avere varie opzioni. (In fondo è poi quello che hanno fatto i Radiohead... ;D n.d.r.)

MW: Quali sono stati i momenti più bui e quelli più luminoso della tua carriera nei Dream Theater?

JR: Bui e luminosi?

MW: Sì.

JR: Mmmhhh... Non penso ci siano mai stati veri e propri momenti bui per me... Anche per via della mia personalità... Non credo di darti una risposta più esauriente a questa domanda... Vedi... Più che altro non è una questione di periodi, ma di un giorno o qualche giorno... Quando per esempio sono in tour e succede qualcosa di brutto a casa. In quei momenti penso "merda, vorrei essere a casa adesso". Anche oggi per me è un po' dura essere on the road perchè mio suocero deve subire un intervento chirurgico e vorrei essere a casa in questo momento, ma non posso... Capisci?
E momenti luminosi... Tutte le volte che suoniamo grossi shows, quando registriamo i DVD, con una grossa audience o quando suoniamo nella nostra città è tipo "Wow!... Grandioso!!"
...E anche il fatto di essere in Italia, a parte la mia situazione oggi, è sempre molto bello, eccitante... Bellissimo! Per non parlare dell'ottimo cibo!! (Risate n.d.r.)

MW: Nell'ultimo album avete lavorato con un produttore esterno dopo molto tempo...

JR: James ha lavorato per le parti vocali con Peter Northfield...

MW: Sì esatto. Perchè questa scelta?

JR: Ma solo per la voce!

MW: Sì, solo per le parti vocali, l'ho letto...

JR: ...Perchè?

MW: Sì, perche?

JR: Perchè i ragazzi volevano avere un altro... Esterno...

MW: Orecchio.

JR: Sì, un orecchio esterno! Per quanto riguarda la musica, il concept dell'album era giusto tenerli... Interni, mentre per la voce si è pensato di affidarsi anche all'esperienza di qualcuno di esterno alla band.

MW: Ok... io a questo punto avrei esaurito le domande, dal momento che avevo preparato l'intervista per James...

JR: Nessun problema! Ti chiedo solo, visto che stai intervistando me, di scrivere nella tua intervista che è uscito il mio nuovo album solista che... E' uscito ormai da un mese e si intitola "The Road Home" ed è un album che copre un territorio musicale prog del tipo Yes, Genesis, Emerson Lake and Palmer...

MW: Lo ascolterò di sicuro! (Risate n.d.r.)

JR: Sì, per favore, menzionalo nell'intervista!

Intervista di Darth Ghisus Articolo letto 2191 volte.

 


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