Intervista: Labyrinth

Nessuna Descrizione Pensavo sarebbe stato molto più difficile riuscire a strappare un’intervista ai Labyrinth, ma mi è bastato parlare con i gentilissimi ragazzi di “Sardegna Controvento” (l’organizzazione promotrice del concerto a Cagliari) e in due secondi ero nei loro camerini. Incredula, e ahimè molto emozionata, sono entrata e loro si sono dimostrati dal primissimo istante umilissimi e disponibilissimi. Dopo aver fatto le mie presentazioni a Roberto Tiranti, Andrea Cantarelli, Mattia Stanciouiu e Andrea de Paoli (Pier Gonella non so dove fosse in quell’istante) ho iniziato l’intervista. Avrei voluto proporgli 1500 domande ma, come scritto sopra, l’emozione ha giocato un brutto scherzo; in maggior parte dipeso dal fatto che la band in questione è la mia preferita. Comunque… Ecco l’intervista:

 

Come prima domanda vorrei proprio partire dall’inizio, chiedendovi: come mai avete scelto proprio il nome Labyrinth?

A.Cantarelli: Ma in realtà venne fuori un po’ casualmente perché con Carlo Andrea Magnani, in arte Olaf Thorsen,stavamo cercando un nome per la band che potesse rappresentare un po’ i vari elementi che ci contraddistinguono nel nostro genere fatto di varie atmosfere tutte diverse tra loro. Ed entrare nella nostra musica vorremmo fosse come un po’ perdersi, da lì abbiamo pensato proprio al nome Labyrinth.

E non c’entra niente il filo di Arianna ecc.?

A.Cantarelli: No no, se mai The Labyrinth, il film di David Bowie, perché mi ricordo che ne stavamo parlando mentre guardavamo proprio quel film. Da lì abbiamo pensato” Mah, originale come nome, no?”. E da lì è partito tutto insomma..

Come vi siete trovati a Cagliari?

R.Tiranti: Bene, benissimo!

La seconda volta in Sardegna?La precedente dovrebbe essere stata la data a Sassari?

R.Tiranti: A Sassari non siamo mai stati per problemi organizzativi non dipesi da noi, ma ne abbiamo fatto le spese noi perché sulle varie webzine son comparsi commenti che appunto davano la colpa a noi. Ma sono i locali che decidono di farti o non farti fare una data e talvolta di fartela saltare anche all’ultimo minuto. In quel caso fu problema col comune..Poi è chiaro che i ragazzi se la pigliano col gruppo…

Anche per rabbia, soprattutto.Dal momento che in Sardegna la scena metal è quasi nulla.

R.Tiranti: Ma comunque sembra che il terreno sia abbastanza fertile…

Ma speriamo! Avete qualche aneddoto particolare da raccontare che vi è successo nei vostri concerti,ad esempio in Giappone?!!!

A.Cantarelli: Eh ci sono alcune cose che non si possono raccontare…

Da dove prendete ispirazione per la composizione delle vostre musiche e dei vostri testi?Da fattori sociali o da cose vostre e personali?

R.Tiranti: Si anche, da tutto quello che arriva in un certo senso dall’esterno e anche dalle esperienze proprie personali. E’ un mix praticamente: nei testi io mi baso sulle mie esperienze personali ma che coinvolgono nello stesso tempo anche il mondo che mi circonda.

Temi sociali come la guerra per esempio?

R.Tiranti: Si anche,tanti temi come la fame,la guerra, l’ecologia..Ma sdrammatizziamo anche con temi più leggeri anche perché nel mondo c’è ancora qualcosa di buono dai..

Secondo voi ,come si presenta la scena metal in Italia?

A.De Paoli: La scena metal in Italia c’è ma può ancora migliorare soprattutto a livello di mentalità generale dell’Italia. D’altro canto è una scena in crescita che però non riesce a sfociare in qualcosa di veramente grande, dovuto anche alla mentalità dell’italiano che non è avvezzo a questo tipo di musica.Ma comunque il movimento in Italia c’è eccome..

Ma pensi che questo in parte sia dovuto ai pregiudizi che si hanno talvolta proprio sulle bands di origine prettamente italiana?

A.De Paoli: Si sicuramente si, perché l’italiano tende comunque ad essere esterofilo..Un esempio:Se la Ferrari la guidava un pinco pallino qualsiasi al posto di Schumacher, magari non avrebbe avuto la stessa risonanza. E questo succede anche nella musica che ne risente parecchio; non soltanto nella scena heavy metal ma quella italiana proprio.

Vi occupate d’altro oltre che di musica?

A.De Paoli: Si diciamo che ognuno si occupa anche di insegnamento musicale.

Avete anche progetti paralleli,se non sbaglio?

A.Cantarelli: Si dal 1996, insomma, si va nelle scuole, e i Labyrinth trasformano il lavoro di altri.
Per ora io ho in cantiere anche un progetto solista.

Quando esce????

A.Cantarelli: No dai,in realtà non vorrei neanche farlo uscire..Mi piacerebbe prepararlo per farlo ascoltare a un po’ di gente del settore tanto per provare a lavorare ancora di più insomma nell’ambiente..Comunque non mi piace espormi tanto,non ho manie di protagonismo..

Ragazzi, purtroppo non so più cosa dire (ehm ehm..).. Vi ringrazio immensamente per lo spazio che mi avete concesso.In bocca al lupo per tutti i vostri progetti! E ancora complimenti per il concerto!

Tiranti,Cantarelli,De Paoli: No, ma grazie a te veramente!!Ed è stato bello che,durante il concerto, ci sia stata la voglia da entrambi le parti di divertirsi, e la cosa ci emoziona…Grazie ancora!

Intervista di Thanatos Articolo letto 1477 volte.

 


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