Intervista: Semi Infermitą Mentale

Nessuna Descrizione L'entusiasmo con cui ho stilato la recensione del loro lavoro č la dimostrazione di quanto questa band mi incuriosisca. Solo il disco non era sufficiente a comprendere la realtą poliedrica della loro cultura musicale e, come leggerete, vedrete che lo spazio in cui viaggiano le loro frequenze č molto vasto.

 

Come nascono i Semi Infermità Mentale?

I Semi Infermità Mentale nascono nel 1999, un po’ per scherzo e casualità ma soprattutto per la passione verso la musica che rapisce quattro giovani ragazzi tra cui Luca, Paolo e Alessandro, tuttora attivi nel gruppo; si arriva alla formazione attuale nell’Ottobre del 2005 in cui sono presenti anche Fabrizio, Luigi e Dario...il più giovane!

Già dai primi concerti proponevate pezzi vostri?

Il gruppo nasce con questo intento e da subito decide di proporre pezzi propri, sin dai tempi della primissima formazione ma soprattutto dal 2004 quando, dopo due anni di pausa, nel nostro primo live presentammo tre brani inediti. Due di questi sono poi finiti nell’album ovviamente rivisti e arrangiati in maniera più curata.

Agli esordi pensavate che avreste realizzato un album come “Sul Riso e La Follia”?

Proprio in questo modo no! C’è da dire però che le sonorità che stanno alla base delle nostre canzoni sono emerse naturalmente, quando la formazione ha iniziato ad essere un po’ più stabile, nel Settembre 2003. “Sul riso e la follia” rappresenta l’evoluzione naturale delle idee e delle sensazioni che ci hanno portato poi ad unire i brani sotto un unico filo conduttore che è quello del progressive. Per noi questa definizione ben si sposa con tutto il lavoro che c’è stato dietro l’ideazione e la concretizzazione delle idee che ognuno di noi ha riversato su questo lavoro.

Cristicchi c'entra qualcosa con voi?

Assolutamente no! Possiamo dimostrare con certezza che il nostro album è uscito prima del suo....scripta manent!

Vi siete accorti che l'arpeggio della sua canzone somiglia a The Legacy, l'ultima traccia di A Matter of Life and Death dei Maiden?

No...non conosciamo così bene la canzone di Cristicchi o comunque non ci siamo proprio accorti della somiglianza. Forse nemmeno lui se n’è accorto...no?

La volontà di scrivere in italiano c'è stata da subito o avete anche qualche pezzo in inglese nel cassetto?

I primi brani, interpretati dal precedente cantante Andrea, nascono inizialmente in inglese ma successivamente vengono scritti nuovamente in Italiano (N.B. non tradotti!). Nell’estate del 2005, infatti, tutti d’accordo abbiamo iniziato a maturare l’idea che la lingua italiana ci avrebbe sicuramente facilitato nella stesura di testi in cui poter esprimere al meglio il significato e la profondità di argomenti a noi cari. Certamente l’inglese può anche risultare una lingua che meglio si accosta ad un genere come il progressive-metal ma la sfida di cantare in lingua italiana è stimolante e ci permette di non ricadere nei soliti testi scontati con le solite quattro parole di chi, come noi, non conosce appieno le tante sfaccettature di un’altra lingua.

É facile fare breccia con un genere poco commerciabile come il progressive?

Se per fare breccia si intende farsi conoscere da un ampio pubblico allora la risposta è no. Nonostante il lato melodico delle nostre composizioni avvicini all’ascolto del nostro lavoro anche un pubblico meno avvezzo alla musica progressiva, l’industria discografica rimane avvinghiata a un concetto di musica di massa di scarsa qualità. Ovviamente senza il supporto di una produzione esterna non è possibile raggiungere nemmeno l’orecchio di quegli ascoltatori appassionati al genere.

I prossimi lavori avranno sempre l'italiano come lingua?

Per ora è nostra intenzione continuare su questa strada.

Io sono un grosso produttore, mi incontrate, e avete solo pochissimi minuti per farmi sentire dal vostro lettore mp3 un pezzo che mi convinca a conoscervi meglio...

Sperando che tu abbia almeno una decina di minuti ti faremmo ascoltare Sul riso e la follia, la canzone che da il titolo all’album e che ha ispirato Corrado Mastantuono nella realizzazione dell’artwork. È un brano diviso in tre atti liberamente tratto da un piccolo manoscritto dell’antica Grecia attribuito ad Ippocrate, ma soprattutto è il pezzo che ci rappresenta di più a livello musicale visto che è caratterizzato da momenti progressive e parti più metal che ci raffigurano pienamente.

Nei vostri pezzi si sente, oltre ai Dream Theater, una forte influenza maideniana, e questo è un punto fermo in gran parte della discografia metal, credete che un giorno si taglierà definitivamente questo cordone con la creazione di nuove sonorità completamente diverse?

Noi speriamo di sì e cerchiamo di lavorare in questa direzione. È tuttavia impossibile, come diceva anche Hetfield, scrivere musica rock con due chitarre senza risentire dell’influenza dei Maiden ma anche, ad esempio, dei Judas Priest. A livello compositivo riteniamo però che il cordone sia già stato reciso vista l’evoluzione dal punto di vista armonico-strutturale che ha coinvolto, da una ventina di anni a questa parte, il metal.

Quali sono, secondo voi, i pilastri insostituibili della musica metal?

Se dovessimo partire per un’isola lontana nessuno di noi lascerebbe a casa un cd dei Dream Theater ma anche Megadeth, Pantera, Fear Factory, Death ,Black Sabbath e Iron Maiden.

E della musica in generale?

Come non citare la PFM, il Banco del Mutuo Soccorso, i Genesis e tutto il movimento rock progressive anni’70...ma anche gruppi più recenti come Angra , Symphony X ed Elio e le storie tese.

Torniamo a voi, qual è il responso di pubblico ai vostri concerti?

La nostra impressione è che il pubblico sia partecipe e si diverta con noi . Questo è quello che a noi interessa e che ci sprona a fare sempre meglio con la speranza di poter suonare davanti ad un pubblico sempre più numeroso.

Proponete cover nelle vostre set list?

Purtroppo sì. Nonostante ci piace poter suonare la musica che ci ispira, proporre cover più che una scelta è uno scotto da pagare per fare serate nella maggior parte dei locali. Ovviamente per farsi apprezzare attraverso le proprie composizioni c’è bisogno di suonare il più possibile ma spesso in molti club è difficile e quindi si è costretti a “ripiegare” su concorsi o manifestazioni di diverso genere, che ben vengano per carità!

Avete avuto importanti riconoscimenti in diversi concorsi musicali appunto, non vi sembra strano che sia apprezzato così in larga scala un genere come il vostro che in definitiva è considerato di nicchia?

I concorsi musicali sono un’arma a doppio taglio. Abbiamo trovato giurie che hanno apprezzato il lato compositivo nonché la complessità strutturale e tecnica dei brani, ma anche concorsi in cui il nostro genere non è stato apprezzato. Ma è giusto che sia così.
La musica è arte e ognuno la percepisce a suo modo.

1.Grazie alla rete tanti gruppi senza sostegni economici si sono fatti conoscere e hanno fatto successo, quando anche questa strada sarà satura quale sarà il modo più efficace per andare dal garage ai palchi?

Secondo noi la rete è già satura, basti pensare al solo My Space che conta milioni di gruppi iscritti e sta diventando ormai una giungla rendendo ancora più impossibile farsi conoscere attraverso questo mezzo. Ad oggi sono invece da lodare le tante webzine e i tanti siti che pubblicano recensioni i quali, al contrario di My Space e dei suoi emuli, si pongono con una coscienza più critica permettendo la crescita qualitativa della musica in rete. E’ difficile per noi immaginare i mezzi di comunicazione che tra 20 anni si avranno a disposizione ma speriamo che la musica di qualità faccia sempre meno fatica ad emergere.

1.Qualcuno di voi legge, o ha letto i classici greci... Se domani vado in libreria, che devo fare per evitare i romanzi di Moccia e tutti i figli del Codice da Vinci?

L’arte e la letteratura sono, per fortuna, molto variegati...dai libri di cucina a quelli sugli origami A parte gli scherzi...basta evitare con cura il settore “Liala” o “Romanzi d’Amore”.
Per il resto, in libreria, chiedi pure di Asimov o di Herbert.

E se vado al cinema?

Cerca qualcosa dei Monty Piton o di David Zucker. Ovviamente se vai nella sezione “Kubrick“ vai sul sicuro!

1.Dite qualcosa ai lettori di metalwave....

Due parole: Stay Prog ! ! !

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Intervista di Barbaro Articolo letto 1507 volte.

 


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