Intervista Flash: Collapse Theory
Collapse Theory è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana.
Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!
Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?
I Collapse Theory nascono a Firenze un paio di anni fa da un’esigenza di Alessandro: tradurre in musica la voglia di redenzione attraverso le emozioni più profonde, dalla rabbia, allo sfogo introspettivo. Il progetto ha preso una forma concreta dopo l'incontro tra Alessandro e Luca ad una serata in un locale toscano. Dopo una fase di ricerca, abbiamo trovato l'equilibrio perfetto con l'ingresso di Claudio al basso; provenendo da una scena più viscerale, tra l'underground e lo screamo, si è integrato subito con il nostro spirito.
Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?
Il nostro sound è un incrocio tra il Thrash Metal americano anni '80 e il Groove, ma con una forte attitudine Hardcore. Le influenze spaziano dalla scena NYHC ai grandi nomi dell'Hardcore italiano anni '90. Cerchiamo di unire la velocità e la tecnica del metal alla schiettezza comunicativa del punk.
So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?
Edict of Refusal è stato ultimato a novembre 2025 ed è un lavoro completamente autoprodotto che punta molto sulla potenza del suono, ma che non trascura il resto. Abbiamo cercato di dare uno spessore diverso ai testi, legandoli alla forza dell'hardcore. Non è solo uno sfogo sonoro, ma un percorso personale che esplora il bisogno di riscatto individuale.
La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?
In un mondo saturo, la differenza non la fa solo "cosa" suoni, ma "perché" lo fai. Sappiamo che la scena è affollata, ma crediamo che la nostra particolarità risieda nell'onestà del messaggio. Non scriviamo solo canzoni "contro" qualcosa per partito preso, ma canzoni "per" qualcuno che sta cercando di redimersi attraverso il caos e lo fa accettando la sua personale essenza.
Cosa pensate del panorama underground nazionale?
C’è un sacco di interesse e gruppi validissimi, il problema sono sempre i soliti: pochi posti dove suonare e spesso poca attenzione se non fai parte di certi giri. Però la voglia di suonare non manca mai, e finché c’è gente che si sbatte per organizzare concerti, la scena resterà viva.
La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?
Cancellare nulla, anche i momenti no servono a farti capire dove vuoi andare e a produrre nuovo materiale. Ricorderemo sicuramente le prime canzoni scritte, quando abbiamo iniziato a sentire che il suono finalmente "mordeva" come volevamo noi, e quell'energia che si crea solo quando vedi che la gente recepisce anche involontariamente quello che stai sputando nel microfono.
Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?
È un'arma a doppio taglio. Da un lato ti permette di arrivare ovunque, di essere ascoltati a migliaia di chilometri con un click. Dall'altro, rischia di rendere tutto troppo fluido e "usa e getta". Le piattaforme streaming sono un ottimo megafono, ma il cuore pulsante rimane il contatto fisico con chi ascolta.
Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?
Cerchiamo di supportare la scena il più possibile. Tra acquisti ai banchetti dei concerti e streaming online, cerchiamo di far girare l'economia dell'underground, soprattutto con Luca che ogni fine settimana si va a vedere un concerto diverso, siamo abbastanza convinti che abbia il dono dell'ubiquità. Ad ogni concerto lo trovi.
Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?
Non abbiamo obiettivi, ci interessa solo che quando qualcuno ascolta i Collapse Theory ci possa trovare un pezzo di se stesso.
Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!
Grazie per lo spazio. Supportate l'underground, perché è l'unica verità rimasta in questo mondo digitale ormai distopico. Ed ascoltate il nostro album: https://collapsetheory.bandcamp.com/album/edict-of-refusal
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