Intervista Flash: Dohlmen
Dohlmen è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana.
Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!
Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?
Beh, anzitutto grazie per lo spazio dedicatoci. rnPer quanto riguarda noi, è nato tutto nel 2016, ma l'idea si è concretizzata nel 2018.rnVolevamo fare Stoner Doom Metal poiché Daniele (il nostro bassista) entrò in fissa con Holy Mountain degli Sleep. rnE si voleva tentare l'esperimento di fondere le sonorità dello Stoner a quelle folkloristiche della Sardegna. Dopo un cambio di chitarrista avvenuto nel 2019, la formazione rimane pressoché la stessa ancora oggi con Pietro Chiaffitella alla chitarra, Daniele Piredda al basso e alla voce e Filippo Falchi alla batteria.
Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?
Come già detto prima, sicuramente gli Sleep. Ma ci son anche tante altre band e cantanti che hanno influenzato il nostro percorso tra cui Piero Marras, Cordas et Cannas, Andrea Parodi, Sepultura, Amenra, Cult of Luna e i connazionali Messa.
So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?
"Boe Erchitu" è decisamente più tirato rispetto al disco d'esordio. C'è stata un'evoluzione nel nostro suono. Sicuramente necessaria per esprimere al meglio i concetti dei testi trattati. Come band siamo maturati senz'altro in quattro anni. La vediamo come una fase necessaria, per non rimanere stagnanti nella comfort zone. C'è sempre un processo di sperimentazione di sonorità non consone nel metal e questo pensiamo sia linfa vitale per la band. Siamo sicuri verrà fuori con il resto del disco.
La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?
Questa è una cosa prettamente soggettiva. Pensiamo che ognuno faccia quel che fa per esternare un qualcosa che porta dentro. Noi non lo facciamo meglio di altri. Gli altri non lo fanno meglio di noi. L'importante è esprimersi e far sì che il messaggio arrivi. Alla fine, è arte. E anche il gusto verso questa, è soggettivo. rnMa è un discorso ben più amplio del solo panorama Metal.
Cosa pensate del panorama underground nazionale?
Ci sono molte realtà, sia storiche che relativamente nuove che ben promettono. Per quanto riguarda ciò che ci circonda nella nostra isola, i talenti non mancano. Anzi! Siamo ben felici di essere circondati da così tante band veramente interessanti, fresche per cui nutriamo una stima importante.
La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?
Cancellare forse quel brutto anno di quarantena. Ci tagliò le gambe in piena pre-produzione del disco. Fu complesso rimettersi in gioco e la situazione che permeava globalmente non garantiva una via d'uscita lucida. Fu veramente pesante.rnQuello che ricorderemo sempre penso risieda in ogni incontro importante che abbiamo fatto, che stiamo facendo e che faremo. La gente con cui ci interfacciamo sono il nostro tesoro e non dobbiamo darlo mai per scontato.
Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?
Internet facilita di gran lunga la diffusione del proprio materiale artistico. Al tempo stesso, siamo in un momento dove è in corso una saturazione importante nel settore musicale. Escono migliaia di dischi al giorno. Diventa sicuramente più complesso emergere e far notare i nuovi lavori, quando sei nello stesso mare con tante altre proposte con lo stesso sogno.rnPoi la comunicazione social è in continua evoluzione. Bisogna rimanere al passo coi tempi. I tempi delle cassette o dei cd mandati alle emittenti radio o persone d'interesse per posta son sempre più rarefatti. Forse è un bene, forse no. Vedremo col tempo.
Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?
Ognuno di noi ascolta moltissima musica, veramente variegata. Grazie anche ai sistemi di streaming digitale che sono croce e delizia per i musicisti di tutto il mondo. rnMa tutti e tre acquistiamo principalmente i dischi in vendita dalle realtà indipendenti, locali e non. Loro sicuramente hanno più difficoltà anche solo per stamparli, è giusto supportarli. Anche perché dentro ci mettiamo pure noi. Stampare da indipendenti è dispendioso, per tutto ciò che c'è dietro alla stampa di un cd o vinile. Dalla grafica al packaging.
Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?
Suonare, come stiamo facendo adesso. Creare nuove conoscenze e suonarci assieme.
Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!
Grazie mille a voi per il tempo dedicatoci, ai lettori che ci hanno letto fin qui. rnSperiamo di vederci presto sopra o sotto il palco!
Intervista di Jerico Articolo letto 274 volte.
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