Intervista Flash: Blue Drama

Immagine di Blue Drama Blue Drama è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana. Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!

 

Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?

Mario Assennato: Abbiamo iniziato molti anni fa e lo abbiamo fatto insieme quando nel 1984 abbiamo fondato la nostra prima band originale Machine Messiah. Già allora facevamo metal, lo abbiamo fatto per un decennio circa, scrivendo canzoni sia in lingua italiana che in lingua inglese. Purtroppo non abbiamo inciso veri e propri album, ma abbiamo raggiunto discreti risultati dato che abbiamo vinto diversi concorsi dal 1988 fino al 1992 e pubblicando brani su alcune compilation.

Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?

Andrea Bartolini: Siamo cresciuti per lo più con la musica degli anni 60, 70 e 80, rock, hard rock, metal, abbiamo molte band in comune fra quelle che amiamo, anche musica italiana, gruppi e cantautori, non tuti ci hanno influenzato ma sicuramente dal nostro periodo formativo fino ad adesso ognuna ci ha insegnato o per lo meno fatto capire cosa e come ci piacerebbe fare musica. Un nome su tutti, i Beatles. Ovviamente quando poi ci si ritrova a fare musica insieme si cerca di mediare sulle preferenze di ognuno e quando ci si riesce a volte viene fuori qualcosa che ha un minimo di personalità.

So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?

Mario Assennato: E' istintivo, spontaneo, sincero. E’ rock italiano allo stato puro. Non abbiamo pensato a cosa funzionasse meglio, cosa piacesse maggiormente oggigiorno, quale stile fosse più attuale rispetto ad un altro. Abbiamo scritto e suonato quello che avevamo dentro e non ci siamo mai posti nessun problema di genere o stile.

La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?

Andrea Bartolini: Ok, non siamo propriamente una band metal, chiunque abbia ascoltato il nostro album se ne rende conto facilmente anche se lo siamo stati e probabilmente dentro lo siamo ancora. Trovo presuntuoso pensare che la nostra musica abbia qualcosa in più di altri, abbiamo deciso di cantare in italiano e il rock che ci è venuto fuori è quello che sentite sul disco o ai nostri concerti, non pensiamo che valga più o meno di altri. Si tratta della nostra musica e la facciamo con il cuore e la pancia, nessun calcolo o progettualità bensì molta spontaneità. Per quanto possa valere, in questo non siamo secondi a nessuno.

Cosa pensate del panorama underground nazionale?

Mario Assennato: E' veramente molto fitto, molto ampio e molto vario. Purtroppo in questi anni è più difficile rispetto agli anni 80 distinguere gli artisti di qualità da quelli mediocri. Oggi è più facile "ingannare" l'ascoltatore, è più immediata la diffusione, più potente la tecnologia e non c'è una vera e propria selezione se non solo da parte di qualcuno.

La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?

Andrea Bartolini: La vita dei Blue Drama non è così lunga e quindi non così densa di ricordi, ad oggi penso che il momento più intenso sia stato quando abbiamo ascoltato in studio il disco finito, non vorrei cancellare niente, anche alcuni episodi spiacevoli che possono esserci capitati fanno e faranno sempre parte del nostro vissuto e fa sempre bene ricordarli.

Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?

Mario Assennato: Riteniamo che sia vantaggioso soltanto per la velocità e la praticità di utilizzo. In realtà la sensazione è quella che internet e i vari social provochino un "appiattimento" generale del livello artistico. Chi applica una buona strategia di marketing può ottenere ottimi risultati pur essendo mediocre. A volte abbiamo la sensazione che gli artisti più validi restino indietro perché magari sono meno scaltri degli altri con i canali pubblicitari moderni. Vendere dischi è diventato molto difficile, il “consumo” della musica da parte dei giovani è molto diverso rispetto a quando eravamo giovani noi, ma ci sono fortunatamente ancora alcuni ragazzi che non si lasciano sedurre dalle sponsorizzazioni delle major discografiche e cercano comunque di scovare materiale interessante anche tra quello che ha meno visibilità.

Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?

Andrea Bartolini: Personalmente, raramente compro cd, ne ho parecchi ma acquisto per lo più dischi in vinile, sono un collezionista e compro dischi regolarmente, diciamo una media di 15 al mese. Ascolto musica in continuazione anche molti artisti di cui non comprerei mai un disco e scrivendo per una testata giornalistica sul web, Rock Nation, tutti i giorni mi capita di ascoltare gruppi nuovi.

Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?

Mario Assennato: Abbiamo un età matura, abbiamo vissuto tante esperienze e pur essendo i Blue Drama, una nuova band, abbiamo visto moltissimi pleniluni nella nostra carriera musicale. Vogliamo suonare dal vivo il più possibile, questo sicuramente è il primo dei nostri obbiettivi.

Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!

Andrea Bartolini: Il messaggio è uno e uno solo, ascoltate la musica originale, comprate i dischi delle band locali e comunque quando vi piace una band cercate di supportarla, comprando i loro dischi e andando ai loro concerti, una volta ci si passavano i demo o si aiutava a affiggere le locandine per le strade. Ora c’è la rete, spotify e compagnia bella, anche solo condividere un pezzo in una playlist o far girare un video può essere di aiuto.rn

Intervista di Jerico Articolo letto 167 volte.

 


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