Intervista: Xenos

Xenos - La band Jerico scambia quattro chiacchiere con Ignazio Nicastro sugli Xenos, band giovane ma attivissima nel panorama Thrash Metal italiano...

 

Ciao Ignazio, per chi ancora non conosce gli Xenos, fai una breve introduzione della band e spiega il perché della scelta di questo moniker…

Gli XENOS sono nati dalla mia esigenza di tornare a suonare un Thrash Metal privo di contaminazioni, puro e grezzo, il Thrash Metal che ho sempre amato e che mi ha spinto a suonare. La nascita di questa mia esigenza ha combaciato con un periodo molto particolare e negativo per me sotto il punto di vista musicale, un periodo che mi ha segnato profondamente. La nascita degli XENOS ha quindi rappresentato per me una sorta di rinascita personale come musicista anche grazie al fatto di aver trovato in Giuseppe e Danilo due perfetti compagni di viaggio per questa avventura chiamata Xenos. La band è sia il prodotto della mia crescita personale che la summa di tre menti che vivono e vedono la musica finalmente nello stesso modo. Il nome della band significa “straniero” in lingua greca e sta ad indicare il mio stato d’animo nei confronti di un mondo che non mi piace, un mondo dove regnano egoismo, avarizia, cattiveria ed indifferenza. Un mondo verso il quale, giorno dopo giorno, mi sento sempre più un estraneo, uno straniero appunto.

Guardando indietro a due anni fa, all’annuncio della fondazione della band, qual è il resoconto ad oggi delle vostre attività?

Assolutamente positivo oltre le più rosee aspettative. “FILTHGRINDER” è stato accolto davvero in modo eccellente dagli addetti ai lavori e, da quel poco che ho potuto ad oggi vedere anche il nuovo disco sta riscuotendo consensi su consensi. Non potevo aspettarmi di più.

Cosa siete riusciti a combinare durante il periodo di emergenza sanitaria Covid-19?

La merdosissima pandemia ci ha costretto a stare lontano dai plachi quindi ci siamo dedicati alla composizione del nuovo album “THE DAWN OF ARES”. Ovviamente abbiamo anche lavorato per pianificare le date per il 2022 e qualcosa per la fine di quest’anno. Fortunatamente sembra che la situazione stia migliorando quindi mi auguro che le cose riprendano al più presto e nel migliore dei modi. Un perfetto esempio di come le cose potrebbero e dovrebbero migliorare è il Camunia Festival dove suoneremo, se Dio vuole, il prossimo 24 luglio assieme a Coroner, Pestilence e Destruction.

Esperimento cover con “Raining Blood” degli Slayer… Perché una cover e perché proprio quella?

Tra un disco e l’altro abbiamo scelto di fare una cover perché non ci andava di stare troppo tempo lontani dalle scene, tutto qui. Il perché abbiamo scelto Raining Blood? Beh, non penso sia necessario dirlo…

Cosa ci si deve aspettare di diverso nel vostro nuovo “The Dawn of Ares (2021)” in confronto con il vostro precedente “Filthgrinder (2020)”?

“…Ares” è un album molto diretto così come lo era del resto “Filthgrinder”, la vera differenza tra i due album sta tutta nel modo in cui questa volta abbiamo incanalato la violenza della musica. La composizione è più articolata rispetto al primo disco, tutto suona, nell’insieme più evoluto se cosi possiam dire. Ovviamente le influenze di band come Slayer, Megadeth, Testament e Annihilator si sentono tutte e si sentono bene e posso dirti con estrema franchezza che la cosa ci piace moltissimo.

Come mai siete dovuti arrivare in Germania per pubblicare il nuovo lavoro (ndr. per la Iron Shield Records)?

Conosco Thomas da diversi anni ma i contatti hanno iniziato a farsi più frequenti già dalla pubblicazione di ‘Filthgrinder’. Diciamo che ci corteggiavamo reciprocamente già da un po’, così, quando “…Ares” è stato completato non ho esitato a farglielo ascoltare. Thomas è una persona disponibilissima con una cultura musicale ed una preparazione davvero incredibili. Crede nelle sue band e fa di tutto per dar loro il meglio.

E’ pervenuta in redazione la vostra presenza nel bill del CAMUNTA SONORA, rassegna che si terrà a fine Luglio a Losine (BS). Che effetto fa suonare prima di band del calibro di Coroner, Destruction e Pestilence?

Ovviamente la cosa ci inorgoglisce moltissimo ma non dobbiamo dimenticare che nessuno di noi è di primo pelo. Abbiamo condiviso il palco con Maiden, Megadeth, Slayer, Exodus e molti altri quindi dividere il palco con certe band per noi non è una novità. Di sicuro sarà un festival meraviglioso, il bill è immenso.

Cosa pensi della scena metal italiana e cosa suggeriresti per migliorarla?

Lacunosa, piena di invidia e con pochissima coesione. Suggerimenti? Molte persone dovrebbero crescere e smettere di pensare di essere o di rappresentare chissà cosa. Ridicoli.

Cosa pensi dell’abbinamento musica/social? L’una ha bisogno dell’altra o…?

Penso che purtroppo oggi sia un binomio inscindibile. Personalmente non amo i social ma non posso negarne l’attuale importanza soprattutto sotto l’aspetto promozionale.

Quanto l’aspetto scenico/visivo è importante in una band metal rispetto alla componente musicale? Come si “mostrano” gli XENOS al loro pubblico?

L’immagine è molto importante, è la prima cosa che il pubblico guarda. Capita spessissimo che la gente si avvicina ad una band per il nome, la copertina di un album o semplicemente per l’abbigliamento dei componenti. L’aspetto visivo è un elemento fondamentale e gli XENOS questo lo sanno bene. Curiamo molto la nostra immagine, facciamo molte foto, curiamo le copertine e i loghi, curiamo tutto nei minimi dettagli.

L’ultima non è una domanda ma un invito… mandate i vostri saluti ai nostri lettori!

Prima di tutto vorrei ringraziarti per il prezioso supporto che Metal Wave ha dato e continua a dare agli XENOS, lo apprezziamo moltissimo. Saluto tutti i vostri lettori e spero di vederli al più presto sotto il nostro palco. Thrash till Death!!!

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Intervista di Jerico Articolo letto 459 volte.

 


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