Intervista Flash: Last Resistace

Immagine di Last resistace Last resistace è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana. Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!

 

Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?

Salve a voi di Metalwave e grazie per quest’intervista. Bene, l’esperienza “Last Resistance” ha inizio nel novembre del 2013, dai membri che ancora militano nel gruppo. L’idea era quella di mettere su una band di stile Alternative Metal (con riferimenti a gruppi come Alter Bridge, Godsmack, Breaking Benjamin) influenzata da elementi Metalcore che appartenessero al filone Kilswitch Engage, As I Lay Dying ecc… Immersi sin da subito nella composizione di brani (che poi sono stati pubblicati nel primo DEMO intitolato “Last Resistance”), dopo qualche mese ha inizio l’attività live del gruppo, che continua sino ad oggi (con nuove date in programma).rn

Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?

Premettiamo che lo stile dei nostri lavori è andato sempre ad evolversi nel tempo. Infatti i primissimi brani (che sono contenuti nella DEMO “Last Resistance”) sono di stile Alternative Metal, con qualche influenza Metalcore (come sopra citato). Quindi, i brani che seguono questo primo periodo tendono più al Metalcore come sonorità, pur conservando elementi Alternative (si sono invertiti i ruoli, insomma). I brani appartenenti a questo filone sono racchiusi nell’EP da poco uscito “A World Painted Grey”. Infine, le nostre ultime composizioni, che andranno nel prossimo lavoro studio, mantengono sempre la componente Metalcore di base (con riferimenti a Killswitch Engage, As I Lay Dying, Lamb of God ecc…), alla quale si aggiungono pesanti dosaggi di Melodic Death Metal e, prendete questo termine con le pinze, di Black Metal.

So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?

La difficoltà di questo compito non raggiunge quella dello studio di funzione, quindi lo facciamo con piacere. Apparte gli scherzi, “A World Painted Grey” racchiude probabilmente la nostra idea iniziale di genere. Le 4 tracce, seppur accomunate da un’evidente linea stilistica, presentano dei mood piuttosto diversi. La traccia di apertura, “Karma Violence”, si apre con una sezione molto atmosferica, caratterizzata da un arpeggio di chitarra ridondante, un ritmo di batteria “low-tempo” e degli arpeggi supplementari di basso. Quindi la canzone si apre, prendendo la piega Metalcore che sarà protagonista di tutto il lavoro, mostrando anche connotati Melodic Death (specialmente nello special, che parte al minuto 4:17). La seconda traccia, “Misfortune”, è quella che noi definiamo la più “radio-friendly” del lavoro. Qui si parte subito con una parte abbastanza spinta, abbandonando le atmosfere più “eteree” del brano precedente. Al minuto 0:52 arriva per la prima volta il ritornello che, a detta della maggior parte dei fan che hanno ascoltato il CD, è quello più memorabile tra tutti e 4. Si passa quindi ad uno special abbastanza elaborato, in cui è presente un assolo di chitarra. Il brano chiude quindi con un riff che si rifà molto, come stile, ai primi Sylosis, gruppo che ascoltiamo e stimiamo molto. Arriva quindi la terza traccia, “Point of No Return”. Questa, passateci il termine, è la più “prog” dell’EP, in quanto, oltre ad essere la più lunga, è quella con più “atmosfere” interne. Il brano parte con un riff di chitarra piuttosto violento, che da spazio successivamente alla strofa, anch’essa molto energica. Arriva quindi il ritornello al minuto 1:25, che si mantiene sempre sul cantato pulito (come nei ritornelli delle precedenti tracce). Il brano si evolve al minuto 2:03, abbassandosi dinamicamente e dando spazio alla voce pulita. A concludere l’intero special vi è un assolo di chitarra – che a detta di chi ha ascoltato tutto l’EP è il solo più significativo del lavoro. Il brano torna quindi al ritornello e termina col riff iniziale. L’ultima traccia, “Enslaved” è quella probabilmente più d’impatto tra tutte. Il brano si apre con un arpeggio dall’atmosfera “soffusa” ma ritmata allo stesso tempo, che al minuto 0:39 lascia il campo ad un riff in pieno stile Metalcore, il quale a sua volta apre alla strofa, che non risparmia energie. Il ritornello di questo brano è cantato totalmente in growl (a differenza delle altre tracce del lavoro). Infine la parte finale del brano prende elementi dal Thrash Metal e dal Metalcore più spinto (vedi i Lamb of God), terminando con una lunga coda, che lascia presagire il termine dell’EP. Le parti vocali del lavoro si dividono tra Growl e voce pulita (questa quasi esclusivamente sui ritornelli).rnPer quel che riguarda i testi, invece, tutti i brani sono accomunati da una tematica, prettamente di stampo psicologico/sociale: la condanna di certi comportamenti dannosi degli esseri umani e il vuoto che essi portano, sia al singolo individuo stesso che alla società. Ovviamente abbiamo cercato di adattare le parti strumentali al tema di ogni brano, in modo da rispecchiare nel modo migliore il significato delle liriche.

La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?

A noi piace essere onesti: non siamo il classico gruppo che afferma “noi facciamo cose che nessuno ha mai fatto, facciamo roba nuova, bla bla bla…” (e poi in realtà non è nemmeno così). Certamente i nostri lavori si rifanno a sonorità già esistenti, così come le tematiche che affrontiamo sono già state affrontate, ma cerchiamo sempre di metterci del nostro. Infatti siamo convinti del fatto che più andiamo avanti con le composizioni, più ci avviciniamo ad un nostro modo di fare questo genere musicale (ecco, ci piace presentarlo come “modo” più che stile). Piccolo spoiler: nel prossimo lavoro ne vedrete assolutamente delle belle!rnrn

Cosa pensate del panorama underground nazionale?

Siamo pienamente convinti che il nostro territorio abbia molto da offrire, in questi termini. Stimiamo ed apprezziamo molto chi è riuscito ad ingigantire il proprio nome, tanto da diventare un’icona del genere, come per esempio i Lacuna Coil, che sono da sempre una delle band italiane più apprezzate in tutto il mondo; i Necrodeath, con i quali abbiamo anche condiviso il palco, potendone tastare l’energia che trasmettono dal vivo. I Rhapsody of Fire, anch’essi molto noti nel panorama metal mondiale. Insieme a gruppi più moderni, come gli Hour of Penance, i Fleshgod Apocalypse, gli Eyeconoclast e tanti, tanti altri (la lista potrebbe continuare ancora per molto, fortunatamente). Abbiamo però molta, moltissima stima di tante realtà che si mantengono nell’underground e che, a nostro parere, non hanno nulla da invidiare ad altre realtà più note. Possiamo anche affermare che nella nostra regione, la Puglia, vi sono molti gruppi veramente molto notevoli e apprezzabili. Insomma, per non portavela ancora alle lunghe… L’Italia è metal!

La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?

Davvero una bella domanda! Di solito, quando si chiede: “Vuoi prima la notizia buona o quella brutta?” si risponde: “Prima quella brutta”. Quindi partiamo dall’esperienza negativa. Fortunatamente, non abbiamo mai avuto esperienze davvero nefaste… Però ricordiamo molto bene un live, che fu un mix di disagi: per cominciare, il locale non aveva messa a terra (a nostra insaputa). Il suono di chitarre e basso andava e veniva (tanto che eravamo convinti che le testate fossero completamente andate! – tesi avvalorata anche dal fonico, che evidentemente non era a conoscenza della grande falla nell’impianto elettrico); durante la seconda metà di uno degli ultimi brani si staccò la tracolla al chitarrista solista, costretto a suonare in una posizione davvero… Catafratta! Come se non bastasse, su un altro brano al bassista si stacca il jack dallo strumento e un brano è stato praticamente suonato senza basso… E, ciliegina sulla torta, al batterista viene una semi-tendinite (dal momento che non si era riscaldato prima dell’esibizione), provocando (specie sull’ultima parte della scaletta) delle incongruenze ritmiche… Come dire? Catafratte! Però, fortunatamente, il pubblico sembra non aver risentito troppo di questi “piccoli” intoppi… Anzi, si è fatto un paio di risate insieme a noi… Invece un evento che ricorderemo per sempre con grande entusiasmo è il live ufficiale di presentazione dell’EP “A World Painted Grey”, a Brindisi (nostra città natale). Dire che il locale era stracolmo è riduttivo. L’estrema partecipazione di tutto il pubblico ha trasformato, per una sera, un “normale” Pub in un festival metal open air. E la premessa è che eventi del genere nella nostra città non vengono proposti da tempo immemore (aimè); quindi, vedere tutta quella partecipazione è stato davvero un motivo di orgoglio. Mai esperienza fu tanto positiva! (almeno per ora…)

Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?

Bhè, Internet, secondo la nostra opinione, è croce e delizia della scena musicale (specie quella underground). L’aspetto positivo è che ormai, tramite le varie piattaforme (vedi Youtube, Bandcamp, Soundcloud ecc…) si può arrivare un po dappertutto (per quel che riguarda gli ascolti e la pubblicità). Di contro, però, c’è il fatto che ormai si è creata talmente tanta proposta, che il web è divenuto un ricettacolo di band (di qualità o meno), in cerca di notorietà. In questo modo, si ha l’effetto contrario di quello che inizialmente si è andato progettando… Ovvero il farsi strada ove possibile, pubblicizzando la propria musica. Senza contare il fatto che ormai, proprio per colpa di alcune piattaforme, le vendite dei dischi (fisici o digitali che siano) sono calate a picco.

Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?

E’ difficile parlare di quantità mensili… Inoltre, per noi tutti, è un po difficile mantenere costante la scoperta di dischi, per vie degli impegni quotidiani. Ma cerchiamo, almeno individualmente, di trovare roba interessante da cui poter trarre ispirazione e piacere. Ricollegandoci alla domanda precedente, la saturazione del mercato rende più difficile mantenere la stessa costanza nella scoperta, rischiando così di non riuscire ad arrivare in tempo “medio-breve” a dei dischi da noi considerati di qualità (secondo noi, la qualità della musica si è notevolmente abbassata), disperdendo così tempo ed energie.

Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?

Certamente abbiamo intenzione di continuare a scrivere e di continuare la nostra attività live, andando ad allargare sempre di più il nostro target. Non abbiamo degli obiettivi ben precisi, ma vogliamo andare avanti, senza porci alcun tipo di limite. E come disse un tale… Chi vivrà vedrà!

Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!

Vi ringraziamo ancora per quest’intervista e vi auguriamo il meglio. Bhè, una cosa è certa: vorremmo invitare tutti i lettori di Metalwave (e non) a supportare sempre la scena, a partecipare agli eventi live e a seguire quello che di buono qui in Italia c’è, perché… C’è! Poi vorremmo ringraziare pubblicamente tutta la gente che ci supporta e ci ha sempre supportati (e che, magari, continuerà a farlo). Infine cogliamo l’occasione per anticiparvi che il nostro merch sta per essere ampliato, quindi… Occhio! Grazie ancora Metalwave, alla prossima!rn

Intervista di Jerico Articolo letto 307 volte.

 


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