Intervista Flash: Paolo Carraro Band

Immagine di Paolo Carraro Band Paolo Carraro Band è il nome di un nuovo progetto che va ad inserirsi nella multiforme e tumultuosa scena metal italiana. Jerico ha intervistato per voi i ragazzi del gruppo: sentiamo cosa hanno da dire!

 

Visto che siete alla prima intervista in questo sito, perché non presentate ai nostri lettori quando ed in che modo avete iniziato il vostro percorso nel mondo underground?

Il gruppo è stato fondato nel 2012, quando, per partecipare ad un concorso locale con dei brani di mia composizione, ho contattato alcuni amici musicisti che mi accompagnassero. La cosa si è fermata lì, ma un anno dopo mi è venuta voglia di riprendere in mano il progetto in modo più continuativo. Nel 2013 abbiamo rilasciato un demo-EP dal titolo “You’d better run” che abbiamo promosso live nei due anni successivi, anche partecipando a concorsi nazionali che ci hanno dato soddisfazione. Dopo un cambio di formazione, nel 2016 abbiamo cominciato a scrivere i pezzi che poi sono entrati a far parte del nuovo EP “Newborn” che stiamo promuovendo ora tramite Atomic Stuff.. Questa la nostra storia in breve.. rn

Da quali generi e bands è influenzato il gruppo?

Personalmente, nella mia vita mi è capitato di ascoltare e suonare qualsiasi genere musicale, dal prog rock/metal al blues, dal funk/fusion al pop, e da tutto questo cerco di attingere sia nella composizioni che nello stile chitarristico. Lo stesso vale per gli altri musicisti del gruppo, e ognuno porta il suo stile ben definito. Poi è chiaro che, dal punto di vista compositivo in particolare, le influenze più lampanti fanno riferimento a gruppi prog quali Dream Theater, Liquid Tension, Rush, Haken ecc..

So che potrebbe non essere facile farlo, ma potreste commentare il vostro ultimo lavoro?

In questo nuovo EP volevamo che fosse ben evidente un’evoluzione rispetto a quello che avevamo fatto in passato dal punto di vista compositivo. Di conseguenza si trovano molti elementi fusion e meno metal, anche se i riff sono sempre composti e suonati con l’intenzione prog-metal. Poi sono presenti gli elementi tipici del prog come tempi dispari, poliritmie, virtuosismi ecc.. Altra cosa importante è che questo EP è frutto di un lavoro di gruppo nell’arrangiamento, molto più che in passato, e questo ha dato maggiore compattezza alle composizioni e al sound.

La scena metal underground è indubbiamente inflazionata da tantissmi gruppi, per cui (spesso) risulta necessario presentare delle composizioni che si facciano notare nel marasma delle varie scene musicali. Ritenete che le vostre canzoni abbiano da dire qualcosa in più o di diverso da quello che è già stato detto nell'affollatissimo mondo metal?

Innanzitutto una particolarità sta nel fatto che facciamo musica strumentale, ma mi rendo conto che anche in questo campo è già stato detto molto. Probabilmente la nostra originalità sta nel mix di prog metal ed elementi blues/fusion che menzionavo prima. Per cui ascoltando il disco vi capiterà di sentire ritmi shuffle o rock’n’roll in tempi dispari, sequenze di accordi che richiamano schemi compositivi tipici della musica jazz/fusion, accanto a riff incalzanti costruiti su scale diminuite o altre scale poco usuali in ambito rock. In ogni caso, fare qualcosa di “mai sentito” oggi è veramente difficile, per cui quello che proviamo a fare è semplicemente comporre della buona musica e soprattutto proporla dal vivo con delle esibizioni pensate per stupire chi ci ascolta, in modo che possa tornare a casa con una sensazione, un ricordo che resti.

Cosa pensate del panorama underground nazionale?

Suonando nei locali insieme ad altri gruppi della scena underground ci si rende conto di quanta qualità ci sia in questo ambiente. Probabilmente perché nel contesto underground ed indipendente i musicisti hanno la possibilità di esprimersi al 100%, senza la necessità di mediare con etichette discografiche e pensare alle esigenze di vendita.

La carriera di un gruppo musicale (pur breve che possa essere) è sempre costellata di avvenimenti più o meno positivi. Cosa vorreste cancellare e cosa ricorderete per sempre della vostra esperienza di gruppo, dagli inizi inizi sino ad ora?

Direi che non ci sono eventi “da cancellare” nella nostra piccola storia.. ci sono stati forse dei periodi in cui siamo stati poco attivi, a causa di diversi altri impegni, ma la cosa importante è che ora siamo tornati, compatti e convinti, e con molta voglia di fare. Infatti credo che la realizzazione di questo EP e la sua promozione, con i live e tramite Atomic Stuff, siano le esperienze migliori e più gratificanti che ci siano capitate con questo gruppo. rn

Come giudicate il veicolo Internet per la promozione della scena musicale?

Direi che nell’ambiente underground è quasi l’unico veicolo possibile per divulgare la propria musica. Personalmente sto più lontano possibile dai social, ma mi sono reso conto che per la promozione musicale è l’unica strada.. Poi ci sono le piattaforme di streaming e download, che fanno sì che la nostra musica possa raggiungere qualunque parte del mondo, e per questo secondo me sono l’ideale soprattutto per gruppi underground.

Visto che ne stiamo parlando.... quanti CD originali acquistate ogni mese? E quanti ne ascoltate?

Purtroppo non molti, siamo intorno ai 10-15 all’anno, proprio perché ormai in internet si trova di tutto e senza alcuna fatica.. ma avere la copia fisica di un disco in mano, per noi che non siamo nati nell’era digitale, credo dia sempre un’emozione molto più forte che ascoltare un disco in internet..

Cosa vuole fare il vostro gruppo da grande?

I piani a breve termine sono di continuare a promuovere il disco dal vivo, con la stagione live che riprenderà verso fine estate, e, in concomitanza, rilasciare il video-clip di un pezzo tratto dall’EP. Più a lungo termine abbiamo in mente una bella sfida… ci piacerebbe comporre e registrate una suite che veda anche la partecipazione di elementi orchestrali. È un progetto molto ambizioso, ma, soprattutto nel genere progressive, non ha senso continuare a fare quello che si sa già fare bene, bisogna progredire, e in questo le nuove sfide aiutano di certo.

Ok, ragazzi! Lo spazio a nostra disposizione sta per terminare, ma voglio lasciarvi carta bianca per l'ultimo messaggio. A voi la parola, siete liberi di esprimervi!

Ci teniamo a ringraziarvi per questa opportunità. Vogliamo ringraziare anche Atomic Stuff per la promozione che sta facendo e che ci sta dando grandi soddisfazioni. Fare musica prog rock strumentale non è semplice, soprattutto non è facile suonare in giro e farsi conoscere, ma noi ce la mettiamo tutta perché è quello che ci piace fare. Ringraziamo quindi chi ci sta supportando in questo, e anche il nostro pubblico, che ci segue sempre con molta attenzione e partecipazione e che ci dà molta soddisfazione.

Intervista di Jerico Articolo letto 265 volte.

 


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